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Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archive for the ‘Sacramenti’ Category

La nuova cappella di Saguila comincia a prendere colore

Posted by missionesafa su aprile 24, 2008

E’ la nuova cappella di Saguila con i suoi nuovi colori. La cappella è intitolata a San Michele Arcangelo, proprio come la parrocchia di Candiana, anche se ilduomo di Candiana (villaggio natale di Sandro) è tutt’altra cosa, ma insomma ci si avvicina. Vero Candianesi?

Per ora la pittura dell’esterno, fatta prima che arrivino le grandi piogge e quindi possa seccare bene, poi, da domani gli interni, l’altare e l’ambone. Ma per tutto ciò ci date ancora un po’ di tempo?  A giugno speriamo  di poter fare l’inaugurazione del complesso: scuola e cappella.

 

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MAGGIO 07

Posted by missionesafa su maggio 30, 2007

Cari amici, rieccoci, dopo un po’ di silenzio dovuto a diversi impegni e piccoli intoppi: per tre giorni internet non ha funzionato perchè c’erano in corso aggiornamenti da Roma per il satellite, diverse minacce di temporale, che poi si risolvono in poche gocce (sembra più una stagione secca), e poi il mese di maggio, dedicato a Maria che ci ha visti impegnati in una tournée nelle diverse cappelle per la celebrazione della messa anche nei giorni feriali (una statua della Vergine ha girato per i villaggi e stazionato alcuni giorni nelle diverse comunità), ed infine la preparazione dei battesimi a Bokopi che saranno celebrati il 10 giugno. I diversi progetti di costruzione hanno avuto un piccolo rallentamento causato dall’assenza nel paese di cemento che normalmente arriva dal vicino Camerun, vuoi la stagione delle piogge che danneggia le strade,vuoi l’instabilità e l’insicurezza del Nord-Ovest et Nord est causata da una ribellione che da alcuni mesi opera in queste regioni, un’instabilità provocata anche dalle vicine guerre del Ciad e del Darfour. Ieri sono giunti in Centrafrica quasi mille rifugiati dal Darfour, di cui 100 circa armati. (Leggere articolo Misna). Ora il cemento si trova, ma costa 5 € in più, e quasi tutti i prodotti e il materiale hanno avuto un rialzo dei prezzi sensibilissimo.

Come al solito stiamo assistendo anche a un abbandono scolastico, che regolarmente si verifica ogni anno con l’arrivo della stagione delle piogge, quando la richiesta di manodopera nei campi, e le scarse risorse economiche spingono i genitori a ritirare i loro figli.

Cerchiamo di continuare malgrado le difficoltà.

I lavori in muratura della Cappella di Saguila sono terminati. Ora resta la pittura, l’installazione delle porte e le ultimazioni dell’altare. Quindi, i muratori ora possono concentrarsi maggiormente sulla scuola e sull’asilo”Nicolò”.

Continua bene la seconda tappa dell’alfabetizzazione degli adulti che si concluderà a fine giugno. Poi un po’ di vacanza e ritorno a settembre per la terza, ultima tappa.

Il progetto formazione insegnanti procede regolarmente. Sin d’ora abbiamo avuto tre corsi, due sulla “psicologia del bambino- ragazzo”, e uno sui “Diritti dei bambini”, sostenuto dall’aiuto in materiale offertoci dall’Unicef e che io stesso, Sandro, ho proposto all’attenzione dei maestri. Il capitolo ” Diritti del bambino”si concluderà in questo mese. Nella settimana che seguirà abbiamo proposto un incontro ai genitori di Saguila, laddove sta crescendo la nuova scuola, per renderli partecipi del progetto. Abbiamo ritenuto importante coinvolgerli e presentar loro i contenuti del progetto: ogni famiglia dovrà contribuire economicamente al pagamento degli stipendi degli insegnanti (15€ annui). Inoltre pagheranno una percentuale sui libri. Il libro è la grande novità perchè normalmente qui la scuola si fa senza testi, e dobbiamo dire grazie ai ragazzi e agli insegnanti della scuola Lante della Rovere di Roma che hanno sostenuto il progetto di acquisto dei libri per la nuova scuola. Quanto chiediamo è molto per le famiglie che hanno anche più di un figlio a scuola, ma riteniamo che quanto richiesto debba sensibilizzare le persone a dare un posto importante alla scuola nella vita dei loro figli e della società. Inoltre, altra novità sarà il dopo scuola pomeridiano, con insegnanti che aiuteranno i ragazzi a studiare. Oggi la scuola qui in Centrafrica si limita al poco insegnato al mattino, ma i bambini e ragazzi non studiano il pomeriggio. Capirete bene perchè il progetto di formazione coinvolge ben 14 insegnanti. A loro, per alcuni corsi, si aggiungono tre maestre che si preparano a diventare maestre del nuovo asilo ” Nicolò”. Quest’ultime, dopo alcuni corsi di base, andranno a fare uno stage di due mesi a Bangui presso un asilo, per fare un po’ di esperienza. A Luglio la formazione degli insegnanti dovrebbe entrare nel vivo. Dal 9 Luglio al 9 Agosto i 14 insegnanti resteranno stabili alla missione per un laboratorio di formazione (vedere scheda specifica). A metà agosto fino a fine settembre gli insegnanti faranno un corso di recupero lettura e scrittura per i ragazzi di Saguila. Malgrado molti di essi vadano a scuola da anni non sanno ancora leggere e scrivere. E la colpa non è tutta loro! A Ottobre dovrebbe cominciare regolarmente la scuola. La cessazione delle attività pastorali ci permetterà di concentrarci un po’ di più su questi progetti.

Intanto vi annunciamo, e soprattutto lo diciamo alla comunità di S. Agnese di Roma, che abbiamo ordinato il piccolo motocoltivatore. Ci è stato consigliato un piccolo mezzo, considerate le esigenze locali; un grande trattore raggiunge prezzi impossibili per le finanze disponibili, e poi non è a portata delle persone e delle loro attività. Ora pensiamo di creare, come si dice qui, un “groupement agricole“, una piccola cooperativa a titolo di esperimento per vedere come bene impiegare il nuovo mezzo e, dai risultati ottenuti, studiare un allargamento del progetto. In questi due ultimi mesi ci sono giunti proposte per ben tre altri nuovi progetti, ma finchè il tutto non sarà ben chiaro ci riserviamo di parlarne. Ve li annunciamo soltanto perchè ci sembra importante far sentire “lo spirito” che circola in questo momento attorno alla Safa. Grazie a tutti. Sandro e Mauro

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Una lista di nozze… dono d’amore

Posted by missionesafa su marzo 14, 2007

La lista nozze? si, no… aspettate, ora vi spieghiamo…

Che cosa volete per regalo? In questi giorni ce lo sentiamo chiedere molto spesso. Ed il regalo di matrimonio? ma la lista nozze dove la fate? Io e Matteo abbiamo a lungo riflettuto su che cosa ci sarebbe piaciuto ricevere. Si, c’é sempre quel videoproiettore di ultima generazione, e qualche altra diavoleria che ci manca. Ma ci siamo guardati negli occhi ed al volo abbiamo concluso insieme che la vita ci ha già dato molto (anche in termini di suppellettili ed oggetti di arredamento che tipicamente finiscono nella lista nozze). Niente lista di nozze quindi, ma per coloro che nonostante tutto vogliono farci un dono in occasione del matrimonio, abbiamo un piccolo suggerimento per loro. Ma prima una piccola digressione su come siamo arrivati a questo punto…

Don Franco

Quando abbiamo deciso di sposarci abbiamo faticato un po’ a stabilire la data perchè dovevamo aspettare che il nuovo Parroco si insediasse a Sant’Agnese. Eravamo nei giorni in cui don Giancarlo lasciava la parrocchia e doveva arrivare don Franco. Sembrava difficilissimo incontrarlo e noi cominciavamo a temere di trovarci di fronte un prete burbero e brontolone! Invece quando lo abbiamo finalmente conosciuto, ci è piaciuto subito il suo stile, il suo modo di fare, il modo in cui concilia leggerezza e profondità. Don Franco é parroco di Sant’Agnese, presso la quale ci sposiamo. É un Canonico Regolare Lateranense ed ha trascorso di recente un mese in Africa.

 

La missione di Safà

Da qualche anno I padri hanno infatti attivato una missione nella Repubblica Centrafricana. La Missione di Safà per l’appunto. Molte le attività avviate, ma ce n’è una in particolare che sta partendo ora: L’Asilo Nicolò. Ed è proprio a questo progetto che ci siamo voluti legare in occasione del nostro matrimonio. Sul nostro sito troverete qualche dettaglio su come effettuare la donazione. In quest’altra pagina invece potrete vedere alcune foto della missione.

 

Lucia e Matteo Rizzolli

PS: altre iniziative di sposi solidali a sostegno della Missione di Safa in “Sacramenti e solidarietà”: vi segnaliamo i “libretti di nozze solidali”.

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Il tempo vola

Posted by missionesafa su febbraio 25, 2007

Ieri sera sulla veranda, pigliando un po’ di fresco in queste serate afose, minacciava infatti un temporale (fantasma), io e Mauro ci dicevamo proprio questo: le giornate sono velocissime, e il tempo sembra non bastare per tutto. Ma l’Africa forse vuole proprio abituarci all’essenzialità e alla provvidenza.
E’ più di una settimana che non vi scriviamo, e tante sono le novità, le cose belle ed anche tristi che ci scorrono davanti agli occhi. E’ un tempo questo dove sembra che morire sia più facile…bambini, casi di meningite, diversi adulti ammalati di AIDS, malattie tra le più comuni: malnutrizione, diarree, allergie alle polveri che nella stagione secca si moltiplicano…gli ospedali e i centri di salute sono piuttosto frequentati…Si è vista qualche goccia la settimana scorsa, ma nessuno ancora azzarda a preparare a fondo il proprio campo…Marzo è considerato un mese ancora della stagione secca. Le sudate notturne rendono difficile il sonno, ma constatiamo anche che via via ci si abitua. Certo se si dormisse un po’ meglio si potrebbe anche dare di più. Anche conoscere i propri limiti è disciplina alla scuola dell’Africa. E malgrado ciò non ci si risparmia, non si può, dobbiamo andare avanti.

inaugurazione ufficiale cappella Bokopi
Sabato 17 febbraio grande, ufficiale, inaugurazione della nuova cappella di Bokopi con la presenza del vescovo Mons Rino Perin. E’ stata una bella festa, gioiosa, ed anche il vescovo era piuttosto in forma e raggiante. La messa è durata 3 ore circa, zuppi di sudore, ma anche felici di veder realizzata questa piccola chiesa che aiuterà a far Chiesa. Dopo la celebrazione grande pranzo (tutto con le mani, i cucchiai e le forchette dateci dal Signore…i denti sono i coltelli…vedeste i loro!!) a base di pesce (capitaine) pescato nel vicinissimo fiume della Lobaye, veramente buono,”viande boucané”, carne di selvaggina, affumicata, e la solita manioca che riempe ben bene lo stomaco. Eravamo partiti la mattina alle 7.00 e siamo rientrati, alle 15.30. Andare a Bokopi è sempre una grande fatica perchè si guida in piena foresta, ora manca qualche ponte ed allora bisogna allungare il percorso. Ma le foto vi diranno che ne è valsa la pena.
Domenica 18 celebrazione dei battesimi a Saguila ( 11 nuovi cristiani), anche qui 2 ore e mezza di celebrazione. Mauro ha fatto i suoi primi battesimi in terra Centrafricana…

a Saguila

La comunità esplodeva di gioia, ma il massimo si è raggiunto dopo l’ Eucaristia, quando tutti insieme siamo andati a posare la prima pietra della nuova scuola.

posa prima pietra scuola Saguila

Tutti ne erano entusiasti, e i giorni seguenti tutti all’opera. Le donne portano le pietre, gli uomini scavano le fondazioni del secondo edificio, i bambini portano l’acqua…

le fondamenta della scuola a Saguila

…si sta bene a Saguila, la popolazione ha capito quanto sia importante la scuola e non cessa di dimostrarlo. Martedi 20 erano più di 50 uomini a sollevare gli architravi della cappella di Saguila.

installazione architravi cappella Saguila

Ma in una giornata li abbiamo installati tutti. In questa settimana metteremo il tetto e poi si comincia l’intonaco. La sera grandissima festa con le suore per il carnevale, ma in verità l’attenzione era tutta su Mauro che il mercoledì seguente avrebbe compiuto i suoi 39 anni, primo compleanno in terra africana. Non potendo il giorno seguente preparare degnamente questa festa perchè saremmo andati a celebrare il mercoledì delle ceneri a Scad, abbiamo unito le due feste. E si è pure mascherato, il “tipo”.

Mauro mascehrato

In questa settimana ci sono stati anche gli esami per gli alunni adulti dell’alfabetizzazione, con un’equipe esaminatrice che è venuta da Bangui. Siamo felici di constatare che ben 40 adulti sanno ben leggere e scrivere, e domani cominceranno il secondo anno per imparare a leggere e scrivere in francese. Nella prima settimana di Marzo altri invece inizieranno il primo corso, e quest’anno passeremo da quattro centri d’insegnamento in 3 villaggi, a 6 centri in 5 villaggi: Saguila, Loko, Bernabeng, PotoPoto, Mouscou. Ma in verità siamo ancor più concentrati sulla formazione dei tredici insegnanti, sei dei quali ad Ottobre dovrebbero prendere servizio nella nuova scuola di Saguila.
Tema della prima formazione:” Le potenzialità del ragazzo/ bambino e il suo rapporto con il mondo degli adulti”. Un tema di grande importanza in un ambiente come il nostro dove il bambino ha poche attenzioni e spesso è anche sfruttato, malcurato, un po’ ai margini della famiglia e della vita comunitaria in generale. Parliamo dei bambini al di sopra dei tre/quattro anni.
Sabato 24 febbraio prima formazione per tutti i catechisti, anziani e nuovi ( 20 quest’ultimi) E’ venuto un diacono, “Eloge”, prossimo prete a giugno nella nostra diocesi di Mbaiki. Il tema: ” La Bibbia e la sua importanza per la vita cristiana”. Seguirà una formazione di suor Annie sulla Bibbia come Rivelazione di Dio, e la sua struttura. Poi, verso la fine di Marzo comincerò io con una formazione sul Genesi e l’Esodo. Per tutto l’anno saremo impegnati ad approffondire il testo sacro.
Ed oggi, domenica 25 febbraio, prima messa in sango di Mauro alla Scad, e da quanto riferitoci sembra che la sia cavata piuttosto bene. Ha cominciato ad apprendere il sango in questa settimana, per ora aborda la lettura e poi entrerà nei meandri di questo idioma. Tutto qui sembra difficile, ma poi a poco a poco si entra dentro, e ci si sa anche accontentare. Suo maestro è un insegnante dell’alfabetizzazione, che in cambio gli ha chiesto di avere delle lezioni di latino. Povero Mauro! Se lo ricorderà ancora? Ma poi a cosa serve il latino all’insegnante “Semplice”? E forse mi sono anche dimenticato di altre cose. Ma penso che tutto ciò per oggi sia sufficiente. Mbi bala ala kwe! Ala lango nzoni! ( Vi saluto tutti. Dormite bene!)
Sandro

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Diario di viaggio a Safa (d.Giuseppe)

Posted by missionesafa su febbraio 11, 2007

Roma, 11 febbraio 2007

Carissimi,

di ritorno da Safà, eccomi a voi per ragguagliarvi sulla situazione della nostra missione nella Repubblica Centrafricana. Ho scelto di scrivervi a mo’ di diario; un genere da cronista che può apparire impersonale e freddo; offre però la possibilità di rendervi partecipi in maniera essenziale e dettagliata del vissuto di quelle giornate.

 

20 gennaio: sabato. L’aereo che ieri sera ha prelevato don Mauro e il sottoscritto da Parigi, dopo sei ore e mezza di volo, atterra a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Dopo le consuete pratiche di controllo, ci ritroviamo schierati, in mezzo ad una folla di gente, lungo il tapis-roulant dei bagagli. Dei quattro colli ne arrivato uno solo; gli altri arriveranno martedì. Don Sandro ci accoglie fuori dall’aeroporto e insieme facciamo un giro per la città: spese per la cucina e per la casa (c’è qualche negozio che ha un po’ di tutto) e alle 15,00 siamo nel centro della nostra missione, a Safà. Si sta bene e non fa molto caldo.

 

21 gennaio. Domenica. Il programma della giornata prevede la celebrazione dell’eucaristia nel piccolo villaggio di Paris-Kongò, che inizia oggi il suo cammino di comunità di base. Per l’occasione è stata allestita una cappella che ha molto del provvisorio.

La celebrazione, accompagnata da canti ritmati sui tamburi, si protrae per quasi due ore e vede raccolta una bella folla di circa 150 persone. In Africa il tempo ha un’altra dimensione. Terminata la messa, seguono le elezioni del responsabile della comunità, del suo sostituto, del tesoriere, del segretario e del primo consigliere. Sarà loro compito scegliere quattro consiglieri e un animatore. Il futuro della comunità è ora affidato alle loro mani. Di questo ne sono grati, consapevoli e riconoscenti.

 

22 gennaio. Lunedì. Orario ordinario della giornata. Ore 5,15 sveglia. 5,45 preghiera del mattino: lodi e messa. 6,45 colazione. Alle 7,00 una ventina di persone, uomini e donne sostano davanti alla nostra casa: parte di loro, per lo più donne coltiveranno il terreno della missione; gli altri saranno portati da don Sandro nei vari luoghi dove sono in corso opere di costruzione. Lavoreranno fino alle ore 12,00, quando noi ci ritroviamo per l’ ora media e il pranzo. La mattinata appare piuttosto lunga. Nel pomeriggio, dopo un breve riposo, seguono i vari impegni : catechesi, cura della casa, formazione permanente personale. Ore 19,00 vespri e cena; e poi sulla veranda si parla…si comunica…si fa comunione.

 

23 gennaio: martedì. Suor Teresa ci accompagna a Bangui per ritirare i nostri bagagli. Il solito giro in città per le varie compere; una breve sosta per mangiare e poi via per Safà dove arriviamo verso le ore 17,00. Un diversivo delle nostre giornate è il ritrovarci a questa ora del pomeriggio sui bordi del campo di foot-ball per veder giocare ragazzi e giovani di Bernabeng e familiarizzare con loro. Dei giocatori qualcuno ha le scarpe, i più giocano scalzi e per giunta con un pallone pesante di pallacanestro; mentre un interrogativo martella la mente: ma come fanno?

La giornata è stata molto calda.

 

24 gennaio: mercoledì. Ci svegliamo tra lampi e tuoni. E’ dal 26 novembre che non piove; ma questa volta la pioggia è fitta e abbondante. Presto ne vedremo i frutti: il fiorire profumato delle piante di caffé e l’apparire di nuvole colorate di farfalle venute dalla foresta. Trascorriamo la mattinata nel centro della diocesi, a M’Baiki, ove si tiene un corso di formazione dei responsabili delle Comunità sul tema “ La Parola di Dio”.

 

25 gennaio: giovedì. Dopo cena, sulla veranda, si guarda la luna, si parla accompagnati dal ritmo di canti e di tamburi che giunge da poco lontano. Esprimo una mia opinione sul celibato dei preti che in Africa appare piuttosto problematico a causa della cultura della gente. Perché, chiedo, non pensare per il continente nero ad un sacerdozio coniugato, sullo stile della Chiesa cattolico-ortodossa? Don Sandro afferma che anche lui nel passato ha ragionato allo stesso modo; ma ora ha cambiato idea. In un paese così povero si finirebbe con il confondere ciò che semplicemente umano e ciò che è carismatico. Molti abbraccerebbero il sacerdozio; ma probabilmente mossi più da motivazioni sociali ed economiche che dalla fede.

 

26 gennaio: venerdì. Come oggi, altre volte mi è capitato di vedere folla di persone dinanzi ad una capanna. E’ la place ti kwà: è morta una persona. Il cadavere viene seppellito quasi subito; ma è tradizione che gli abitanti del villaggio, parenti e conoscenti facciano compagnia alla famiglia del defunto per tre giorni, al fine di propiziarsi lo spirito del morto. Durante questi giorni si piange, si canta, si balla, e la famiglia in lutto provvede al vitto per tutti, a volte fino ad indebitarsi.

In Africa si muore e spesso si muore per cause banali. Pure la morte ha un volto meno triste e drammatico che da noi. L’africano non dice che una persona è morta a 50 anni, ma che ha vissuto 50 anni. Una sfumatura importante: l’accento è sulla vita.

 

27 gennaio: sabato. A metà mattinata faccio una passeggiata al centro analisi AIDS per mamme in attesa, bambini, uomini. Una lunga fila di persone attendono il loro turno: fanno analisi e ricevono medicine. Da poco lontano le grida vivaci degli scouts rompono il silenzio della foresta: preparano il terreno dove presto sorgerà il campo di basket e di pallavolo.

Nel pomeriggio, incontro comunitario sacerdoti e suore: si programmano gli impegni del mese di febbraio.

 

28 gennaio: domenica. Di buon mattino si parte per Bokopì: Dopo due anni di lavoro, si inaugura la cappella. Al termine della celebrazione ci viene offerto uno spuntino a base di manioca, pesce e banane cotte.

La nostra parrocchia che conta circa 15.000 abitanti, è così strutturata: la Chiesa madre ha sede a Bernabeng, centro della missione e dedicata al Sacro Cuore; ci sono poi le cappelle, presenti nei villaggi più grandi; infine le comunità di base, nei villaggi piccoli, non sempre provvisti di luoghi di culto. L’opera dei responsabili della comunità e dei catechisti è fondamentale per l’animazione …

 

29 gennaio: lunedì. Durante la visita al Vescovo, incontro Giuseppina, una missionaria laica che, insieme con Lucia da più di venti anni lavorano nella Chiesa di Ngotò. Parliamo di noi italiani, degli africani. Mi confida: “ Quando credo di aver conosciuto gli africani è il momento di ricominciare daccapo”. Questo mi conferma nella convinzione che non è facile entrare nella cultura di un altro popolo. Credo però di sbagliare quando mi metto dinanzi agli africani con la mentalità di europeo. Certamente non hanno le cose che noi abbiamo. Certamente il loro vocabolario conosce molto bene la parola AIDS; ma ignora i vocaboli depressione, infarto, suicidio. Ricordo bene l’ impressione che ebbi tre anni fa, quando per la prima volta giunsi in Africa. Faccio invece difficoltà ad immaginare la reazione di un africano dinanzi ai nostri palazzi, con gli appartamenti uno sopra l’altro, l’uno vicino all’altro. L’africano ha la sua capanna con il suo spiazzo…ha la sua indipendenza.

 

30 gennaio: martedì. Questa mattina dal villaggio di Saguila è giunto un folto gruppo di donne: sono venute per raccogliere ghiaia e sabbia dal torrente. Serviranno per terminare la costruzione della cappella e per iniziare i lavori della scuola.

Per la realizzazione delle opere i Padri mettono il cemento (blocchetti), il ferro, pagano gli operai; però la popolazione deve partecipare procurando sabbia e pietre e facendo gli scavi delle fondamenta.

Per don Sandro questo è un principio irrinunciabile: se la gente non partecipa, nessuna opera ha inizio; e i progetti camminano in proporzione alla loro collaborazione.

 

31 gennaio: mercoledì. Anche questa mattina, cosa che faccio abbastanza spesso, ho accompagnato don Sandro nei vari luoghi di lavoro. Ho visto così che nella costruzione della cappella di Seguila si è ormai prossimi alla copertura del tetto, mentre sono finiti gli scavi per le fondamenta della scuola. Tornando siamo passati per Moscou: la cappella è ormai terminata, mancano solo il pavimento e le rifiniture. E poi eccoci sulla strada per Poto-Potò, dove tre operai stanno ultimando i lavori di riparazione della facciata e della prima capriata della chiesa .Un violento temporale, un anno e mezzo fa, l’aveva gravemente danneggiata.

 

1 febbraio: giovedì. Al mattino faccio una breve passeggiata al campo, proprietà della parrocchia: una quindicina di mamme puliscono e preparano il terreno dove sorgeranno l’asilo e il piccolo ospedale della maternità.

A pranzo siamo dal Vescovo. A lui ribadisco il nostro proposito di aiutare la Diocesi finché saremo nella possibilità di farlo. Prima di prendere la strada del ritorno a casa, incontriamo i formatori degli insegnanti. Il tema della formazione ritorna spesso nei nostri discorsi ed è il progetto al quale si vuole dare un’attenzione del tutto particolare, convinti che, dopo il dono della fede, è il valore più grande che possiamo offrire alla gente. Per questo i progetti non prevedono solo costruzioni di cappelle, ma anche di scuole; non programmano solo la formazione dei catechisti, ma anche degli insegnanti. La formazione culturale è fondamentale anche per la catechesi.

 

2 febbraio: venerdì, festa della presentazione del Signore e giornata della vita consacrata. I religiosi e le religiose celebreranno insieme questa ricorrenza il giorno 5 nella cattedrale di M’Baiki.

Nei nostri spostamenti in macchina, per i frequenti sobbalzi sui sedili e i continui rallentamenti, non possiamo non costatare la miserevole condizione delle strade: buche, avvallamenti. Per nostra fortuna siamo nella stagione secca; ma nella stagione delle piogge il muoversi diventa un vero problema. Lo Stato è quasi del tutto assente; e il capo del villaggio non presta quasi alcuna attenzione alle strade…Gli abitanti del luogo si muovono a piedi e non hanno la macchina. Credo che non li sfiori minimamente il pensiero che la strada è sinonimo di comunicazione, di scambio, di progresso…

 

3 febbraio: sabato: Fin dalle prime ore del mattino siamo in movimento: è il giorno del mio rientro in Italia.

Nel chiudere questi miei appunti desidero esprimere un’ultima riflessione. Certamente la condizione degli abitanti della nostra missione è povera… pure non è facile praticare la carità. La tentazione di offrire loro direttamente il pesce senza sobbarcarsi la fatica di insegnare loro a pescare, è forte. Come pure ho visto che non è facile coniugare pietà e fortezza, misericordia e giustizia al fine di aiutare la gente a crescere e di costruire insieme con loro un futuro più ricco e dignitoso.

 

Tra i ricordi che ho portato con me, ci sono le immagini dei bambini, soprattutto i più piccoli: dai 4 ai 6 anni. Il più delle volte si presentano sporchi; eppure sono belli, semplici, quasi timorosi di disturbare con la loro presenza, con due occhi che splendono come perle sul loro visino nero. Mi commuovo quando li vedo, con quel senso di responsabilità più grande della loro età, portare il fratellino più piccolo per mano o a cavalcioni dietro la schiena. Mi sembra di contemplare in loro il mondo che Dio sogna.

Desidero ora ringraziare personalmente don Sandro e don Mauro per essersi prodigati a rendere piacevole il mio soggiorno a Safà. Abbiamo trascorso insieme quindici magnifiche giornate.

Per concludere, qualche notizia su don Mauro: è partito con entusiasmo e determinazione ed è pronto per iniziare, con la guida di un maestro, l’apprendimento del sango. Nell’attesa si esercita a fare l’insegnante al loquace pappagallo di casa. Avrebbe grande voglia di insegnargli una delle parole fiorite… della nostra lingua; ma è trattenuto dal timore che poi l’uccello ne faccia sfoggio con il Vescovo, che è italiano.

 

Chiudo con una lieta notizia. Nell’ultima lettera ho dimenticato di informarvi che il Consiglio, nella seduta del 15 gennaio a Gubbio, ha ammesso all’ordinazione sacerdotale i nostri due professi diaconi: Emanuele Daniel e Maurizio Pellizzari. Con tutta probabilità saranno ordinati a Treviso il 26 maggio, vigilia di Pentecoste assieme ai candidati della diocesi. A loro i nostri più affettuosi auguri, e a tutti il mio caloroso abbraccio.

Don Giuseppe

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14 gennaio 2007 – battesimi

Posted by missionesafa su gennaio 14, 2007

Battesimo a safa
E’ stata una bella celebrazione, ben preparata da tutti i responsabili delle due comunità di Scad e Loko. I fedeli hanno partecipato con attenzione e gioia.
Siamo un po’ stanchi, il viaggio su strade non sempre raccomandabili e la lunga celebrazione di circa 3 ore ci hanno un po’ demolito. Così il pomeriggio si è tradotto in una lunga dormita. Ci voleva.

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12 gennaio 2007 – catecumeni

Posted by missionesafa su gennaio 12, 2007

La cappela di Saguila in costruzione

(la cappella di Saguila in costruzione)

Domenica 14 gennaio sessantadue catecumeni riceveranno i sacramenti del battesimo e dell’eucaristia. Oggi abbiamo fatto con loro un ritiro spirituale. Sono i catecumeni di Loko e Scad.

Si sono preparati per tre anni a questo momento. La maggior parte di loro non sa leggere e scrivere, ci accontentiamo dunque che siano partecipi alla vita della comunità e che conoscano gli elementi più importanti della fede cristiana. Questa fragilità è spesso causa di deviazioni.Alcuni arrivano a cambiare culto, o a frequentare una setta.
In questo anno che la diocesi ha voluto dedicare alla Bibbia, “La Parola di Dio al centro della nostra vita ecclesiale”, abbiamo voluto aumentare il numero di catechisti e potenziare la loro formazione proprio per vedere se riusciamo a migliorare la catechesi della nostra parrocchia.

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Preghiamo in sango

Posted by missionesafa su gennaio 8, 2006

Preghiera della Diocesi di Mbaiki

(sango)

Gbya Nzapa
Mo fa na e, na lege ti Jesus,
Mo yeke Sewa:
Baba, Molenge ne Yingo-Gbya.
Mo iri e ti sala gi Sewa oko
na ya ti Eglise ti mo.
Leke be ti e
ti gi ye ti mbilimbili lakwe.
Mu na e Yingo ti mo ti Ndoye,
ti Ta Tene na ti Be oko,
ti du Fini na Siriri.
Sala si e kwe e ga songo oko
ti sala, na sese ti e,
Eglise-Songo:
Wa na ndo-Gbya ti Nzapa
tene ti azo ti mara kwe

AMEN

(italiano)

Signore nostro Dio,
Tu ci hai rivelato, attraverso Gesù,
che tu sei “Famiglia”:
Padre, Figlio e Spirito Santo.
Tu ci chiami ad essere una sola Famiglia
nella tua Chiesa.
Disponi il nostro cuore affinchè
noi cerchiamo sempre la tua Giustizia.
Donaci il tuo Spirito d’Amore,
di Verità e d’Unità, perchè diventiamo
degli artefici di Vita e di Pace.
Fa di noi tutti una sola Famiglia
per costruire, nel nostro Paese,
la Chiesa-Famiglia:
Luce e Regno di Dio
per la gente di tutte le razze.

AMEN

 

 

 

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