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Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archive for the ‘Donne’ Category

BILAN MATERNITE LOKO-SAFA 2007

Posted by missionesafa su marzo 24, 2008

MATERNITE LOKO-SAFA FEMMES ENCEINTES ET ENFANTS

Accouchements vivants : 632

Accouchements enfants mort-nés : 13

Avortements 15

Consultations prénatales : 2160

Nouvelles femmes enceintes inscrites : 796

Pesées des nourrissons : 2785

Nouveaux enfants inscrits : 615

Décès des nouveaux- nés : 2

Décès des mères : 1

Césariennes : 9

Examens laboratoire réalisés

Examens de selles : 616 POSITIFS : 616

Examens urines bilharzies 616 POSITIFS 17

Sucre 616 POSITIFS 3

Albumine 616 : POSITIFS 5

Examens de sang :

Micro – filaires 616 POSITIFS 15

Tests Emmel 616 POSITIFS 5

VIH 860 POSITIFS 37

Syphilis : 860 POSITIFS 45

Prélèvements vaginaux : 616 POSITIFS : 616

Il y a eu 312 maris des femmes enceintes qui sont venus faire leur tests et il y en a 6 qui sont positifs

Toutes les femmes ont reçu 3 comprimés de Fansidar tous les 3 mois pour le paludisme et 1 comprimé de fer par jour pendant toute leur grossesse, 616 ont reçu les déparasitants et autres médicaments antibiotiques. 45 femmes séropositives et 6 hommes sont sous traitement de Bactrim et 30 femmes ont accouché sous ARV ( Névirapine) et 10 sous complément AZT, les nouveaux- nés ont reçu une dose de Névirapine sirop et 2 fois par jour une dose AZT sirop pendant une semaine

1 femme sous Triomune a accouché mais son bébé est mort à 2 mois.

J’ai dépensé

Médicaments : 1 100 000

Lait 133 000

Riz 90 000

Laboratoire 492 000

Evacuations pour césariennes 102 000

TOTAL 1 917 000

Remboursement participation des femmes 560 000

Dons reçus 980 000

TOTAL DONS 1 540 000

Merci beaucoup pour votre aide qui permet aux femmes d’accoucher dans de bonnes conditions.

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FABRICATION DE SAVON AU CENTRE SIDA DE SAFA

Posted by missionesafa su marzo 24, 2008

La fabrication de savon pour la lessive, et aussi du savon pour la toilette et les mycoses à base d’aloès et d’huile de karité.

fabrication du savon

fabrication du savon

Ce sont des malades séropositives qui travaillent bénévolement pour faire tourner le centre SIDA, et aussi comme participation à leurs soins ; elles sont toutes sous ARV dont 2 depuis 4 ans. A la maison elles vendent de l’huile de palme pour la nourriture, ce sont des crédits remboursables qu’elles reçoivent quand nous commençons de les soigner ; certaines ou certains ont des crédits pour le petit commerce (produits de première nécessité : sucre, savon, huile, allumettes….), d’autres achètent le manioc et vont le revendre à la capitale (135 km), ça leur permet d’améliorer leur nourriture, d’inscrire les enfants à l’école, et d’améliorer leur quotidien. Les crédits vont de 40 € à 150 € , suivant la possibilité de la personne. Un fût d’huile revient à 150 € ( huile + fût + transport) mais elles peuvent faire 120 € de bénéfice en vendant par sachets de 50 cc. En début de trithérapie nous les hospitalisons 3 semaines pour surveiller la tolérance, mais surtout pour les nourrir car les médicaments donnent faim et les malades sont souvent très fatigués. Nous avons 30 personnes sous thérapie et ce mois ci, nous commençons avec 10 nouveaux ( 2 hommes et 8 femmes).

Le Fond Mondial qui nous aide nous a demandé d’augmenter la prise en charge sous ARV de 5 nouveaux malades par mois, ce qui nécessite les examens de laboratoire qui sont fait à Bangui et le suivi médical serré !

Voici quelques nouvelles de Safa, d’autres suivront

Amitié.

Soeur Therèse

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FORMAZIONE MAESTRE ASILO NICOLO’

Posted by missionesafa su giugno 7, 2007

Carissimi amici, siamo quasi al termine delle fondazioni dei tre più grandi edifici dell’asilo dedicato al nostro piccolo amico Nicolò. Ma al tempo stesso, insieme alla costruzione, stiamo lavorando al progetto di formazione delle tre maestre: Carole, Martine, Sabrine. Hanno già seguito due corsi di formazione insieme agli altri insegnanti della scuola elementare: “La psicologia del bambino secondo le differenti età e fasi di crescita”; “I diritti del bambino”. In questa settimana le abbiamo invitate a fare una piccola esperienza con i bambini(26) per mettere in luce i diversi ambiti d’azione e valutare un po’ le loro capacità. Tutte e tre hanno mostrato una grande disponibilità di attenzione e d’incontro con il bambino . Non manca in loro la gioia di relazionarsi ai piccoli. Tutte e tre necessitano una migliore formazione sulla metodologia d’insegnamento e anche maggior formazione riguardante specifiche discipline. Abbiamo quindi preparato un programma di formazione di sei mesi così articolato.

Giugno: ” Il Corpo del bambino e la sua cura: nutrizione, igiene, pronto intervento….”

Luglio, Agosto, Settembre: ” La scuola materna: metodi ed obiettivi, programmazione, il gioco, il disegno, la scrittura e la lettura, recitazione, lavoro manuale e cretività, canto e danza, il tempo libero, e l’implicazione dei genitori nell’educazione dei piccoli”

Ottobre, Novembre e Dicembre: stage di tre mesi presso la scuola materna ” Santa Teresa ” di Bangui .

Un periodo intenso dove noi stessi saremo in prima persona coinvolti a seguire passo dopo passo la loro preparazione.

Volevamo mettervi al corrente di questo progetto di formazione che richiede molto impegno. E’ infatti difficile, se non quasi impossibile, trovare qui nella regione qualcuno che abbia avuto una tale formazione. Tutte le poche e piccole scuole materne che si trovano nei nostri villaggi sono lasciate un po’ a se stesse e all’improvvisazione. Non vogliamo il perfetto, ma qualcosa di bello e vissuto, che prepari anche agli anni successivi quando il bambino sarà chiamato ad entrare nella scuola fondamentale ( così chiamata). Se avete idee, esperienze, testi o altro di utile siamo qui a braccia aperte. CIAO CIAO. Sandro e Mauro

formazione maestre

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asilo Nicolò: si parte!

Posted by missionesafa su maggio 8, 2007

Safa, foto del 7 maggio 2007

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ADOTTA UNA MAMMA (new! foto)

Posted by missionesafa su marzo 20, 2007

L’adozione consente di offrire ad una mamma un lavoro con regolare stipendio mensile per la durata di un anno.
Perchè “adotta una mamma?” …e non, come di solito, un bambino/a?

le mamme di safa bonificano il sito
Ecco le ragioni che giustificano questa nostra scelta:
– la vita dei figli della famiglia centrafricana dipende quasi totalmente dalla donna. La maggioranza degli uomini, spesso, se hanno uno stipendio o qualche ricavato da piccolo commercio, vendita dei prodotti del campo, conservano per se stessi il denaro (alcool, donne, vestiti personali…). E’ la donna che si fa carico della salute, del cibo quotidiano, della scuola dei figli.

-La donna è spesso dipendente dell’autorità dell’uomo…
-Ancor bambina spesso le viene negata la possibilità di studiare perchè necessaria al sostegno della famiglia, alla cura dei fratelli più piccoli

Si vuole quindi consentirle un recupero di dignità.

PROPOSTA: Chi volesse partecipare attivamente al progetto può farlo depositando un’offerta, e se possibilitati, il totale del denaro, che consentirà un’adozione annuale: 400 euro pari a circa 250.000 Franchi.
Lo stipendio mensile è di 20.000franchi. Ad ogni donna adottata si chiede un lavoro quotidiano di cinque ore.

IL PROGETTO OGGI: Dal novembre 2006 hanno potuto usufruire di un lavoro 13 donne. La maggior parte del lavoro si svolge nel campo comunitario, o alla missione o nelle diverse comunità della parrocchia secondo le necessità.

Il nostro grazie a: famiglia Manfrin, al gruppo catechiste di Candiana, alla famiglia Canton Giampaolo, Caridà Gennaro, Clara Petroni, don Paolo Menichetti, famiglia Longhin Aldo, Lella Formilli, Mimmi Vallini, l’amica Giovanna di San Floriano, il gruppo ministranti e don Giuseppe Ganassin di San Floriano, Ferraris Carla, che hanno sostenuto le 13 adozioni.

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Progetto Mamme di Safa

Posted by missionesafa su marzo 9, 2007

Progetto Mamme di Safa

“Mamme in missione…mano nella mano con le mamme di SAFA”.

Un percorso prevalentemente al femminile, per il ruolo che riveste la figura femminile in Safà.

(della dottoressa Maria Gabriella De Simone, Associazione “Mamme di Safa”, Roma)

vedi scheda del progetto “mamme di Safa”

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Partimmo nel Settembre 2004 insieme ai nostri due padri missionari Don Sandro e Don Alessandro verso l’Africa, verso quella terra da me molto amata ma sconosciuta. Sconosciuta ma presente nella mia coscienza e nella coscienza di molte di voi, per le sue difficoltà, per la sua “vera” vita, ma pericolosa, priva di supporti, di sostegni, di prevenzione, di cure e…condivisioni… Consci proprio di queste, la catena umanitaria, distante ma vicina, si è messa in cammino verso di loro, e per la mia particolare esperienza e la vostra, mie care mammine, abbiamo deciso di abbracciare parte della “vita” dell’Africa stringendoci alle donne in gravidanza ed alle nuove vite, i bimbi, della Safà. Quindi la raccolta fondi, i primi carghi, il mio volo verso la Safà, in rappresentanza di voi tutte/i, per aiutare, per dire loro, in qualche modo, “noi ci siamo!” La terra rossa, ma arida, il caldo afoso ed umido, i temporali con i facili “allagamenti”, i tramonti infuocati, la luna a tutto tondo con la sua luce chiara ed intensa, il silenzio interrotto dal canto del gallo, da qualche fuoristrada che anche se distante, là dove il rumore è quasi inesistente, diventava vicino, il vociare dei bimbi che trasportavano l’acqua, hanno fatto da cornice a quei volti, poveri della nostra tecnologia, dei nostri abiti, del nostro”perbenismo”, ma ricchi di amore,….scettici forse inizialmente, ma poi accoglienti ed ospitali.

 

• E’ inutile ribadire le condizioni igieniche in cui versano, anche e specialmente nel campo della sanità, inesistente come istituzione, ma attiva e fortemente voluta dai volontari che si affiancano umilmente a loro per dare un po’ di dignità.

• Queste nostre mamme africane necessitano di DIGNITA’, come donne, considerate nulla dagli uomini,che servono loro, che lavorano pesantemente nei campi, che “devono”, per cultura, mettere al mondo figli, possibilmente femmine, “per poter lavorare nei campi”, e non ascoltate né come comunità né come persona.

• Aiutarle, cosa si è fatto, cosa vogliamo fare……

• Il nostro aiuto nel 2005, ha permesso di seguire e partorire nel dispensario 229 donne, 25 hanno espletato il parto nei singoli villaggi.

• 10 sono stati i bimbi prematuri, ed i bimbi morti al momento del parto 5

• Il dato confortevole è che 1134 donne hanno avuto, pian piano, la possibilità di usufruire della “consultazione prenatale” e le nuove iscritte sono state 450

• I villaggi che usufruiscono del nostro sostegno sono la Scad, Peris-Con, Potò-Potò, Bernabeng, Kokombe, Moscou, Bokanga,Wale -Wal.

• Gli esami clinici sono stati 140.000, i parti 132.000, le cure farmacologiche 350.000

• Nel 2006 le consultazioni prenatali sono state 2.650 (circa mille in più), che vede ad oggi 732 donne in gravidanza, 499 parti con bimbi viventi a fronte di 9 bimbi nati morti

• Non ci sono stati decessi materni

• 593 donne in stato di gravidanza hanno usufruito di farmaci e medicazioni

• 15 donne sieropositive hanno partorito sotto terapia farmacologica

• La terapia di ferro viene somministrata sia in gestazione che in puerperio

• Ahimè due bimbi di madre sieropositiva sono morti a 13 e 17 mesi

• Non SOTTOVALUTIAMO le Diarree purtroppo altamente presenti nei piccini e frequente causa di disidratazione e morte

 

 

 

I risultati di laboratorio evidenziano un numero elevatissimo di malattie serie ed importanti, 588 i casi di sifilide ultimamente registrati, oltre a candida e forme di vaginiti da stafilococco, streptococco ecc.

Non possiamo non apprezzare l’attività svolta e le migliorie ottenute….ma basta?

No! Assolutamente no, necessita ancora molto impegno e coraggio.

Coraggio in noi, da trasmettere a loro per comprendere l’importanza che ha la cura fisica e psichica della persona.

Bisogna abbracciarle ancora più forte per far sì che anche in quel tipo di vita ”naturale” si possa vivere degnamente e dare la “VITA SANA”….

E’ ben marcata nella mia mente l’immagine del “dispensario”, luogo dove si arriva aggravati e si richiede aiuto…Fatiscente è dir poco, il cuore mi venne in gola e trattenni le lacrime per rispetto.

Non posso non pensare ad una giovane donna che aveva appena partorito ed al suo lamento…., affianco a lei un uomo affetto da tubercolosi ed ancora un’altra donna in preda ad una violenta emorragia da aborto.

Come si tutela la vita!!!! Io non ho avuto la possibilità di far molto, serve di più, più volontari, più esperti.

Materassi inesistenti, lerci ed infetti…..questo ha trovato quella piccola appena nata che si era appena affacciata alla vita, e non è la prima né l’ultima!!!

Ma loro stanno lì rassegnati o miti? Paurosi ed intimoriti sicuro!!

Nel periodo della mia permanenza, 47 giorni, ho osservato molto e cercato di entrare nella loro mente, nel loro cuore, di ascoltare il loro cuore, in una sola mattina ho controllato, dalle 9,00 alle 12,00, 59 gestanti, 2 di esse affette da nanismo ipofisario grave, eppure buone buone sono state in fila aspettando e rispettando il loro turno! non si è parlato molto, ma spero che i nostri cuori si siano detti qualcosa di più.

 

Il nostro impegno ha permesso le migliorie di cui sopra, ed i contributi sono qui riepilogati.

Come bilancio fino ad oggi.

Sarebbe bello poter continuare, ed aumentare sempre di più il nostro prendere per mano, favorendo così il proseguo di tale lavoro ed aiutando i bimbi, nella e per la loro tutela anche nel progetto “le jardin de Nicolò”.

Con 5,50 euro si può garantire l’assistenza ad una donna dall’inizio della gravidanza fino al primo mese di puerperio.

1,00 € è pari a 655,957 Franchi Africani (CFA) che corrisponde al loro reddito mensile

 

Le mamme romane abbracciano la vita delle mamme di Safà in tutta la loro realtà per camminare insieme su una strada che conduca ogni giorno di più verso il rispetto dei diritti umani….


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Progetto: ” Adotta una mamma”

Posted by missionesafa su febbraio 6, 2007

Adozione a distanza. E’ come un ripetersi su giornali, pubblicità televisive. E ormai ce ne sono di tutte le specie.
Noi abbiamo optato per l’adozione di una mamma, ma non una semplice adozione di sostegno, piuttosto qualcosa di più completo.
La donna, qui da noi, alla Safa, come in tanti paesi africani è alla ricerca della sua dignità, vuole essere valorizzata, vuole partecipare, e spesso, come si è notato in tante nazioni del pianeta, vuole contare e dire la sua, esserci e scegliere.
Noi abbiamo pensato di darle voce dall’interno della famiglia, laddove lei è motore trainante, ma conta ancora poco, decide poco sull’educazione dei figli e sulla gestione della famiglia, spesso succube dell’autorità, anche violenta del marito o compagno, o padre.
L’autorità del maschio che s’impone anche violentemente pesa spesso anche sulle scelte giornaliere di gestione della casa, della salute dei familiari, della concordia dei suo imembri.
Ne abbiamo visto morire di bambini, e soffrire di donne perchè l’uomo non voleva spendere per inviarli all’ospedale o comprare medicine. Tanti bambini e giovani non possono andare a scuola perchè “lui” non vuole pagare, e così le donne ci domandano lavoro per pagare la retta scolastica..Troppi i bambini malnutriti, dai vestiti stracciati e sporchi. Tutto ritorna nelle tasche di “Lui” a sostegno dei suoi vizi : altre donne, alcool, camicie e scarpe e pantaloni nuovi…

E allora ecco cosa abbiamo pensato: Uno stipendio e un lavoro per una mamma per un anno intero. Soli 400€. Non è tanto, ma è già molto. E siamo già a 13 che lavorano alla missione, nei vari progetti e vi dico che è stata proprio una bella idea. Tante cose cambiano. La coscienza e la sensibilità della donna emerge..basta dare della opportunità!
E non si regala niente, tutto è guadagnato. E questo fa crescere l’orgoglio e manifesta tutta l’intelligenza e la forte personalità della donna.
Chissà quante tra di voi, amiche, hanno potuto sperimentarlo…E non sono un femminista!
Guardatele in foto, con quale dignità tengono il loro badile, e con quale gioia.

donne al lavoro a safa

(donne a lavoro a Safa)

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9 gennaio 2007 – lavoro e pizza

Posted by missionesafa su gennaio 9, 2007

Sono in ritardo per il mio articolo quotidiano. Ho appena finito di parlare con una mamma che vorrebbe lavorare alla missione, vedova da un mese e incapace di pagare un’urgente operazione allo stomaco del suo più piccolo figlio.

L’idea che qualcuno cominci a chiedere lavoro per far fronte ai propri bisogni mi rallegra perchè significa che sta scemando l’idea del “mu na mbi”, “dammi”, e sempre più cresce una nuova idea di sè, delle proprie possibilità. Da un altro punto di vista vedo accentuarsi l’impotenza di tante persone che non riesce a far fronte alle richieste quotidiane del proprio vivere. Lo stato non c’è, la famiglia s’indebolisce, la solidarietà diventa sempre più precaria perchè ciascuno pensa al proprio.

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20 novembre 2005 – La prima tappa

Posted by missionesafa su gennaio 8, 2006

20 novembre 2005 – La prima tappa

Ci ritroviamo sul campo della missione, di fianco a casa, mentre il muro che lo proteggerà dagli animali viene oramai concluso. È l’inizio di un progetto di ‘campo comunitario’, che vedrà protagoniste proprio Editte e Odette, delle quali abbiamo scritto tempo fa . Questo piccolo – grande quadro di terra è al fianco della missione e vicino al ‘forage’, cioè la pompa dell’acqua potabile che serve tutto il villaggio.

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3 maggio 2005 – Edith e Odette

Posted by missionesafa su gennaio 8, 2006

3 maggio 2005

Edith et Odette

Edith e Odette sono due giovani donne che da un po’ di tempo vengono a lavorare alla missione. Sono giovani perchè penso non oltrepassino i 30 anni, anche se l’anagrafe non trova riscontro sull’aspetto esteriore. Le due hanno delle trecce che fanno moda in Italia – e che io non posso permettermi!- e quando attaccano a togliere l’erba sono peggio – o meglio? – di Attila…non cresce più per parecchio tempo! Vengono da casa con il loro carico: un frugoletto ciascuna, tenuto sul dorso da una stoffa colorata ma che mostra il colore della polvere della terra; non manca il sapone perché ne vendono, ma la scarsa attenzione all’igiene (così la chiamiamo noi), e per loro la parola igiene non esiste nemmeno nella loro lingua. Le loro giornate iniziano alle 5 del mattino e la prospettiva – sempre uguale – è andare al campo e spezzarsi la schiena per prendere pochi tuberi, una manciata di foglie. Se ci riescono, possono anche rubare un ananas succoso – e poi venderlo a noi, ignari missionari, che lo compriamo a 150 Franchi locali, cioè ¼ di € – per tirare la giornata. In tutto questo i loro frugoletti di pochi mesi sono sempre lì, attaccati alle loro spalle da quella stoffa che mostra ancora i colori in mezzo a tutta la polvere.

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