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Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archive for dicembre 2008

L’ABATE GENERALE A SAFA

Posted by missionesafa su dicembre 31, 2008

 

 

Quest’anno finalmente ho potuto realizzare un mio vecchio desiderio: visitare i nostri confratelli, don Sandro e don Mauro, missionari nella Repubblica Centroafricana.

Oggi, 30 dicembre, sono alla vigilia del mio ritorno a Roma.

E’ difficile buttar giù, a caldo, delle riflessioni su questa realtà africana.

Sapevo che l’Africa in generale, e la Repubblica Centroafricana in perticolare, vivono ancora una fase difficile nel contesto del mondo attuale. Ma non pensavo di trovare una situazione così difficile. Più che un viaggio dall’Europa all’Africa,  mi è sembrato di fare un viaggio nel tempo: dalla modernità  alla preistoria.

La mancanza di strade, di elettricità, di complessi industriali,  di strutture sanitarie ed educative, sono solo aspetti emergenti di questo popolo, che vive nei villaggi, in mezzo alle foreste, mangiando i frutti spontanei della terra.

Uomini seduti su sedie  a sdraio a qualunque ora del giorno, donne affaccendate con un bimbo  appeso alla schiena ed un cesto pesante in testa, nugoli di bambini seminudi, che si sollazzano tra capre e galline.

La prima impressione è scioccante, anche per chi, come me, aveva vissuto in situazioni estreme  nelle “favelas” brasiliane.

 Ma, nella misura in cui ci si avvicina a questa gente, si scoprono tante cose buone.

Due giorni dopo il mio arrivo a Safà, sede della missione,  fui invitato ad amministrare le cresime a 72 giovani ed adulti. Fu una cerimonia indimenticabile. L’ornamentazione della chiesa con rami di palme tagliate nella foresta vicino, i canti ritmati dal coro e seguiti da tutta l’assemblea, le processioni animate dalle ragazze danzatrici, tutto rivelava un’anima africana., che esprimeva sentimenti di fede e di coralità sconosciute in Europa.

Seguirono le visite alle scuole dei vari villaggi, vere fabbriche dei cittadini del futuro, dove, con mezzi rudimentali, si trasmettevano nozioni di lingua, di matematica, di scienza, e soprattutto di educazione.

E’ commovente vedere questi bambini malvestiti, ma dai bellissimi occhi, che ti guardano con curiosità ed interesse.

E dappertutto la presenza dei confratelli, vera anima di questo corpo sociale, che sembra immobile come le foreste che ci circondano, ma che esprime una vitalità sorprendente.

Sveglia alle cinque del mattino per pregare e celebrare la Messa con le suore ed i pochi fedeli che vi partecipano.Una colazione frettolosa, e via al lavoro. Ci sono i maestri da portare alle scuole distanti, ci sono gli operai che aspettano il materiale, ci sono nuove costruzioni (ancora scuole ed ancora ambulatori…), che devono essere progettate ed accompagnate dall’occhio vigile di don Sandro, diventato ingegnere.

La strade, o meglio, i sentieri, che permettono il passagio di un solo automezzo, piene di buche e di pozzanghere, rendono lunghi e difficili i movimenti dei sacerdoti (30 km. in due ore!…) e mettono a dura prova la loro resistenza.

In questi giorni anch’io ho passato molte ore in macchina per visitare quasi tutti i villaggi affidati ai nostri missionari. Anch’io ho sofferto i sobbalzi del gippone: veri viaggi digestivi…

Ma quanta vita! Frotte di bambini, che facevano  chilometri per andare a scuola,  donne con enormi recipienti in testa che andavano a vendere i loro prodotti nel villaggio più vicino, uomini con coltellacci, quasi unico strumento di lavoro. E capanne isolate o riunite in tre o quattro, piene di vita. Penso di non aver mai salutato tanta gentre sconosciuta, ma che rispondeva con un sorriso ed un “merci” molto affabile.

Ieri sera ho avuto un lungo colloquio con i confratelli. Abbiamo messo in comune allegrie e tristezze, abbiamo discusso la validità di questa avventura africana,, gli immensi bisogni e le nostre scarse forze.

C’è ancora un futuro per noi canonici qui? Certamente. I nostri due confratelli ne sono convinti. Ma ad una condizione: creare una coscienza missionaria tra i confratelli e tra  i molti laici, che potrebbero essere inseriti in questo progetto.

E’ questo il proposito che riporto con me in Italia. Ci riuscirò? Spero di sì, con l’aiuto di Dio.

 

Safà, 30 dicembre 2008.                     Don Bruno Giuliani – Abate generale

 

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BUONE FESTE, AMICI

Posted by missionesafa su dicembre 28, 2008

INFINITI AUGURI A TUTTI VOI, AMICI. IL NATALE  E IL NUOVO ANNO VI DIA GIOIA E PACE E CI FACCIA CRESCERE NELLA SOLIDARIETA’ VERSO I PIU’ PICCOLI.  CI UNIAMO AD OGNI VOSTRO PROGETTO E AL CAMMINO DI OGNUNO DI VOI.  A COLORO CHE SOFFRONO, CHE SI SENTONO SOLI O DELUSI ARRIVI IL NOSTRO ABBRACCIO  E CONFIDINO SULLE NOSTRE PREGHIERE. 

GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO REALIZZATO INSIEME IN QUESTO 2008. e GRAZIE DA TUTTI GLI AMICI DI SAFA

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TAM TAM S.AGNESE – SAFA

Posted by missionesafa su dicembre 12, 2008

Da quattro anni arrivano gli echi del festoso natale dei bambini del cammino di comunione e dopo – comunione di S.Agnese, una parrocchia di Roma dei Canonici Regolari Lateranensi. Questi ragazzi sono vulcanici e si inventano ogni cosa per ricordare a molte persone che “si possono vincere anche le lunghe distanze”. Ogni anno preparano un mercatino con oggetti, ricordini, giochi, che vendono nella loro parrocchia e altrove. Il ricavato arriva sempre puntuale alla nostra missione e regolarmente noi lo destiniamo per le nostre scuole. I loro catechisti e animatori faticano a seguirli, tanto sono scatenati e abili venditori. E’ difficile che si lascino scappare qualcuno senza prima aver spillato qualcosa.
Anche quest’anno ci è giunta notizia del loro mercatino e a nome di tutti i ragazzi della Safa noi vogliamo dire il nostro GRAZIE.

“Forse quest’anno vorrete darci una destinazione più mirata del vostro ricavato?  Noi siamo pronti ad esaudire i vostri desideri. ”

Cari ragazzi di S.Agnese non c’è modo migliore di prepararsi alla Prima Comunione. La parola Comunione è il progetto più alto della vita di Gesù, e per esso ha dato tutto se stesso. Darsi rende più felici che  ricevere.

Magari vorrete anche scrivere qualcosa ai vostri coetanei di Safa.  Sarebbero molto contenti, loro non hanno il computer, e l’internet, ma noi possiamo fare da tramite e cominciare un dialogo. Sarebbe una bella cosa.

Grazie per la vostra solidarietà. Nel mese di gennaio don Mauro verrà in vacanza, magari potete invitarlo e lui potrà portarvi  un po’ della vita di Safa e dei suoi giovanissimi.

Grazie infinite a voi, ai vostri catechisti e aivostri sacerdoti. BUON NATALE e FELICISSIMO  2009.

N.B. Ma ci andate ancora in giro per le strade con la Stella Cometa a cantare il Natale? Io, Sandro, ho vissuto 6 anni nella vostra parrocchia ed  ho molta nostalgia di quei bei momenti.

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Dialogo per la pace in Centrafrica

Posted by amicosafa su dicembre 10, 2008

COMINCIATO A BANGUI ‘DIALOGO POLITICO INCLUSIVO’

Oppositori e capi dei movimenti ribelli hanno chiesto perdono aprendo a Bangui il ‘Dialogo politico inclusivo’, che dovrebbe portare alla definizione finale degli accordi di pace firmati il 21 giugno con il governo. “Questo non è un tribunale, meno ancora un regolamento di conti” ha detto l’ex-presidente Ange-Félix Patassé, al governo tra il 1993 e il 2003 prima di essere rovesciato dall’attuale capo di stato, François Bozizé, tornato in patria nel fine-settimana dopo cinque anni di esilio in Togo. Patassé è intervenuto di fronte all’assemblea nazionale, in presenza di Bozizé e del suo omologo gabonese Omar Bongo, mediatore per la pace nella Repubblica Centrafricana, e a decine di persone radunate nell’emiciclo e vigilati da un ingente dispositivo di sicurezza. Il ‘Dialogo’, che si concluderà il 20 dicembre, “è un momento raro che ci dà una possibilità da cogliere. Non si tratta di una questione ristretta al governo e ai gruppi politico-militari” ha aggiunto Patassé. Tre i temi principali in agenda: la legge di amnistia generale, la smobilitazione dei gruppi ribelli e il loro reinserimento, la rappresentazione dei vari protagonisti in seno al Comitato di coordinamento del dialogo politico. Ha preso poi la parola Jean-Jacques Demafouth, capo dell’Esercito popolare per il ripristino della democrazia (Aprd), che ha chiesto “perdono a tutti coloro a cui abbiamo fatto un torto”, esprimendo “l’auspicio che ci possiamo ascoltare gli uni gli altri per formare un’alleanza di pace”. Anche Abacar Sabone, capo del ‘Movimento dei liberatori centrafricani per la giustizia’ (Mlcj), si è detto pronto a una risoluzione pacifica delle controversie annunciando che il suo gruppo ha deposto le armi: “Se oggi siamo qui riuniti in questa sala è perché il nostro paese ha dei problemi e li abbiamo creati noi e saremo noi a risolverli. Noi come Mlcj ci impegniamo a rinunciare definitivamente alla lotta armata”. [Fonte MISNA]

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E A SAGUILA, LA NUOVA SCUOLA?

Posted by missionesafa su dicembre 10, 2008

Abbiamo parlato molto della scuola materna Nicolo’. In questo tempo si sta preparando la festa di Natale con i genitori. I bambini stanno imparando canzoni, poesie, mimi, e si sta addobbando la classe, preparando l’albero con gli oggettini che i bambini dovrebbero realizzare.

Ma parliamo ora di Saguila. La scuola primaria è al suo secondo anno, e veramente sembra funzionare bene, lasciando a me, Sandro, un po’ di tempo in più per seguire le nuove realtà scolastiche che hanno più bisogno di essere organizzate. Quest’anno Saguila accoglie 166 alunni ( 86 bambine e 80 bambini). Dopo aver privilegiato nell’anno trascorso la lettura e la scrittura quest’anno possiamo dare più importanza e tempo al dialogo, alla lingua parlata, alle redazioni di testi, indispensabili alla preparazione del concorso per entrare in liceo.  A Saguila molti alunni ci hanno lasciato perchè i genitori non avevano pagato la scuola. Ma altri, anche dei villaggi vicini hanno iscritto i loro figli con lo scopo di dare una migliore formazione. Non tutti i genitori colgono l’importanza di qualche sacrificio in più per offrire una migliore educazione. Si tratta di pazientare, attendere che a poco poco questa nuova mentalità penetri nel quotidiano, e faccia capire ai  genitori, (soprattutto papà, spesso capaci di preferire l’acool o le donne all’educazione dei figli) che tutto questo difficile percorso potrà portarci alla nascita di una nuova e migliore gioventù, capace di prendere in mano le sorti del Paese. Abbiamo migliorato molto la scuola di Saguila. Il complesso ora possiede un terreno di calcio, e in progetto abbiamo la preparazione di un terreno di pallavolo e basket( gli scouts di Sant’Angela Merici di Roma si sono resi disponibili a sostenerci). Abbiamo quantitativamente e qualitativamente arricchito il materiale didattico, e su richiesta degli insegnanti arricchiamo l’insegnamento con schede monografiche sui di versi temi: geografia, scienze, storia, con disegni, immagini, carte geografiche scaricate da internet. Gli insegnanti mostrano molta professionalità, malgrado le lacune conoscitive siano molteplici, ma mensualmente cerchiamo di fare delle formazioni. La prossima?  dopo natale, sulle metodologie di insegnamento della storia, della geografia e delle scienze. Due nuovi candidati maestri compiono il loro stage e si affiancano due volte alla settimana agli insegnanti per apprendere ed esercitarsi. Sapete bene che il prossimo anno apriremo una nuova scuola a Paris Congo, ed abbiamo bisogno di personale. Dunque “pensiamoci per tempo”!

Saguila ha fatto passi enormi. Se pensiamo al livello con il quale gli alluni si sono affacciati l’anno scorso! Non sapevano né leggere ne scrivere, per niente scolarizzati, e le famiglie ancor meno coscienti dell’impegno nella nuova scuola.  Yeke, Yeke, piano piano. Intanto impariamo anche ad apprezzare i piccoli passi compiuti.

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Il Calendario 2009 per Safa, da Safa

Posted by Laura su dicembre 8, 2008

I missionari, oltre che ai loro numerosi progetti, negli ultimi mesi hanno anche lavorato a realizzare un calendario 2009 con immagini e frasi che porteranno nelle nostre case l’Africa, il Centrafrica e la missione di Safà.

Personalmente, ho sempre comprato i “calendari della solidarietà” proposti dai Canonici Regolari Lateranensi, perché mi sembra importante vestire il nostro Natale di amore e di solidarietà. Li ho sempre usati per la mia scrivania e per regalarli al posto della solita “sciocchezza nataliza”; e chi li ha ricevuti  li ha sempre apprezzati sia per il gesto ed il pensiero sia perché, permettetemi di dirlo, chi li fa è davvero bravo(a!) e ci mette il cuore (non dirò chi è per assecondare la sua rinomata riservatezza…).

Ma quest’anno mi sono davvero emozionata a tenere in mano l’anteprima di questo calendario 2009 da tavolo, realizzato non solo per Safa ma direttamente da Safa; come sempre solidale; come sempre ben realizzato; come sempre pieno di spunti quotidiani di riflessione per accompagnarci in uno stile di vita sobrio e solidale; ma nel prossimo anno nella mia casa e in quella delle persone a cui voglio bene entrerà direttamente il sorriso della gente di Safà, i loro colori, la loro vita nonostante tutto festosa e sempre colorata, come colorato è il calendario; le loro parole e i loro proverbi.

Vi metto qualche immagine che come sempre vale più di mille parole.

I calendari saranno disponibili presso le chiese dei Canonici Regolari Lateranensi di tutta Italia (l’elenco qui), ma se ne avete bisogno, o volete altre informazioni al riguardo, ci sono altre copie, scrivete un commento qui sotto e c’è chi vi accontenterà!!

Laura

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LA VISITA PASTORALE DEL VESCOVO

Posted by missionesafa su dicembre 8, 2008

Dal 15 novembre al 22 novembre la nostra parrocchia ha accolto il vescovo della diocesi Rino Perin in visita pastorale. Da più di 8 anni i cristiani della nostra comunità hanno atteso questo incontro. Tutte le comunità lo hanno preparato redigendo rapporti sulle varie attività, sullo stato delle strutture, dei progetti realizzati, e dei progetti futuri. Sono stati giorni intensi e faticosi perchè con il vescovo abbiamo percorso in lungo e in largo tutto il territorio della parrocchia, ascoltando polemiche, lamentele, ma anche apprezzamenti per tutto ciò che abbiamo realizzato insieme  in questi quattro anni.

Il quadro generale presenta una comunità cristiana piuttosto statica sul piano della pastorale, una fede spesso apparente, vissuta intensamente soltanto nei momenti sacramentali ma poco coerente, poco impegnata nel quotidiano. E’ stato messo in risalto la mancanza di responsabilità e di impegno soprattutto in seno alla famiglia, verso i più deboli e gli emarginati: donne, bambini. La donna subisce ancora un autoritarismo maschile piuttosto forte e la fedeltà coniugale spesso è dimenticata e violata. I bambini e la gioventù non hanno un ruolo attivo sia in seno alla famiglia sia nella vita del villaggio. La gioventù è disorientata, priva di formazione, impiego, e spesso si abbandona all’alcool, al sesso facile, ad una esistenza di scarse opportunità di realizzazione. I giovani spesso fuggono gli impegni e la famiglia, si accoppiano prestissimo ( ragazze a 13 o 14 anni), abbandonano la scuola e guardano al tutto e subito. Cresce la violenza nei villaggi, la giustizia popolare ( del faccio da me), le attività di stregoneria. Si percepisce uno stato di disagio generale, una mancanza di impegno collettivo, anche nelle comunità cristiane. Molti partecipano alla liturgia, ma pochissimi si sentono dentro la comunità, ai progetti di sviluppo.

La famiglia  africana, che era il grande puntodi riferimento per tutti, la tribù, soffre un forte indeboilimento, e cresce l’individualismo e la corsa alle cose, anche se le condizioni economiche sono precarie, a livello di sussistenza. Un esempio. Safa sta per ricevere la connessione telefonica. Ebbene, da tempo moltissimi hanno già il cellulare, ma al tempo stesso i bambini non vanno a scuola, vivono nell’indigenza, aumentano i casi di malnutrizione e di aids.

Il quadro può sembrare poco piacevole. Ma la visita del vescovo ha fatto anche emergere tanti aspetti positivi.

Certamente la persona centrafricana rimane una persona  alla ricerca di Dio. Dio è sempre presente.

Inoltre si respira una volontà di riscatto da parte di alcune persone, una voglia di rinascere, di riprendere in mano la loro vita, di guardare al futuro. Pur tra mille difficoltà rinasce la scuola, le comunità sentono il bisogno di reenstaurare un clima di verità nel cammino ecclesiale, una purificazione dalle guide che fino ad oggi hanno sempre cercato i loro interessi personali, una nuova idea di autorità più radicata nello spirito di servizio.

Tutto ciò è molto difficile da realizzare, ma molti segni positivi ci dicono che si può percorrere questa strada. La popolazione è povera, abbandonata a se stessa, in un paese disorganizzato e pieno di corruzione, e farsi strada così non è facile. Anche le guide ecclesiali non sono sempre trasparenti, e la Chiesa Centrafricana, spesso non mostra un grande interesse per le persone, il popolo. Spesso si tace su troppi problemi, non si interviene in momenti importanti, davanti ad eventi forti della storia quotidiana di questo popolo.

Dobbiamo però dire che il nostro vescovo non è così. E’ un uomo deciso, chiaro, senza paure, e lo ha dimostrato anche nell’incontro con le nostre comunità. La gente lo ha percepito ed ha gioito della sua presenza, una carica di entusiasmo che speriamo possa infondere fiducia a tutti noi.

Sapete che in Africa l’ospite è sacro. Ed è stato veramente una festa.In ogni villaggio: tutti hanno atteso all’ingresso dei villaggi con palme, canti,regali, le donne stendevano le loro pagne. Tanta gioia, anche se poi il vescovo spesso ha anche bastonato catechisti, responsabili, i cristiani che non si impegnano a formare una vera famiglia.

Ora ci attende una riflessione in seno a tutti i movimenti, nella catechesi, nella pastorale in genere, nello sviluppo culturale ed economico della nostra comunità. Dopo Natale dovremo veramente fare il punto. Intanto ci attende anche una altra visita, quella del nostro Abate Generale Don Bruno Giuliani, che arriverà il 18 e starà con noi per tutto il tempo di Natale e fine anno. Lo attende una bella galoppata, e noi con lui, ma pensiamo che anche la sua visita possa rappresentare un’iniezione di entusiasmo.

E poi il Natale. Ah dimenticavo: gli esami del primo trimestre. Insomma non ci si annoia.

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