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CONTRO LE ARMI: SE INVECE DI GUERRE E ARMI SI SPENDESSE PER…

Posted by missionesafa su aprile 3, 2008

– Con i soldi spesi dall’amministrazione americana per finanziare un mese di guerra in Iraq si potrebbe garantire l’elettricità a un miliardo di persone che “dopo il calare del sole non hanno mai visto la luce”: lo ha detto, intervenendo a una conferenza sul mercato del carbone in corso a Copenaghen, Rajendra Pachauri, economista e ricercatore indiano che guida il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), organismo Onu – vincitore di un premio Nobel – incaricato di studiare gli effetti e le cause del surriscaldamento del pianeta. Aperto sostenitore della campagna “illuminando un miliardo di vite”, guidata dall’Istituto indiano per la ricerca e l’energia, Pachauri ha spiegato che con 15 miliardi di dollari si potrebbe fornire a un miliardo di persone nel mondo (del miliardo e 600 milioni che ancora oggi sul pianeta non hanno accesso all’energia elettrica) un sistema di elettricità ‘verde’, ovvero alimentato da pannelli fotovoltaici. Secondo i calcoli dell’economista americano Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, la campagna militare statunitense in Iraq costa attualmente 12 miliardi di dollari al mese.

– L’equivalente delle spese militari compiute nel pianeta in sole 48 ore, ovvero quasi cinque miliardi di dollari: è questa la cifra che le Nazioni Unite hanno chiesto ai donatori internazionali per intervenire nel prossimo anno in quelle che lo stesso Kofi Annan ha definito “crisi dimenticate”. La stessa generosità dimostrata nel 2005 dai governi e dalle popolazioni di tutto il mondo per le vittime del maremoto del 26 dicembre 2004 , ha insistito Annan, deve essere estesa anche a quelle crisi (da Burundi e Centrafrica, passando per Somalia, Sudan, Uganda, Repubblica democratica del Congo per arrivare poi a Pakistan, Colombia, Territori palestinesi e Cecenia) che finora non sono riuscite a “catturare l’attenzione internazionale”. I 4,7 miliardi di dollari richiesti per le operazioni del 2006 dall’Agenzia per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) serviranno ad aiutare oltre 31 milioni di persone in 26 paesi. “In un mondo di ricchezza, la continua sofferenza di questa gente è un peso terribile che grava sulle nostre coscienze” ha detto Annan lanciando l’appello annuale per la raccolta d fondi.

                                                   (Fonte MISNA, Da notiziari del mese in corso e del dicembre 2005)

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