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Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

E’ lo spirito che da Vita

Pubblicato da missionesafa su Ottobre 27, 2009

Amici, voi stessi siete testimoni di quante persone sempre più vogliano dare un senso più profondo ad una festa, ad una riccorrenza, ad una scomparsa.

Nel nostro sito verifichiamo una crescita straordinaria della solidarietà legata alla celebrazione di un sacramento, di una ricorrenza, di una festa di famiglia, persino nel momento del dolore. Cosa sta cambiando in noi cristiani? Un tempo si pagava la messa, si faceva un’offerta al parroco, si partecipava al rifacimento di locali, ora sempre più ci si sposa e si pensa ai lontani, si celebra un battesimo, si riceve per la prima volta Gesù, si autentica una scelta cristiana nella confermazione  o nel matrimonio, e lo sguardo si rivolge agli ultimi, ai più demuniti, più fragili. Cosa accade? Forse si è coscienti di avere già molto? o sta cambiando proprio l’idea della festa, del sacramento, dell’ultimo saluto?  Qualcosa di nuovo e di diverso che ci spinge “oltre”. Forse l’idea di rendere giustizia, in mezzo a tanto malaffare, forse ancora un richiamo all’essenzialità, visto che molte cose non ci fanno essere più felici. Forse una crescita di coscienza che le frontiere veramente si stanno dissolvendo.

Io credo che ci sia qualcosa in più: vogliamo andare oltre questa esistenza, e cominciare sin d’ora a vivere da immortali. La Vita, lo Spirito. In ogni cosa, in ogni evento vogliamo oltrepassare la nostra precarietà quella che ci siamo costruiti con tante illusioni. Vogliamo dare il valore del ” per sempre ” e “dovunque “ ad ogni nostra scelta fatta con gioia. Per sempre figli di Dio, per sempre e ovunque commensali invitati a spezzare, a condividere noi stessi, quell ‘ unico corpo di Cristo a cui tutti apparteniamo, per sempre Vita anche quando non posso più vederti e abbracciarti, segnati indelebilmente dallo spirito dei nostri cari. Nessuno passa in questo  mondo senza dare voce allo Spirito. Non ci fa più paura che manchi qualcosa, se la si dona rimane, mentre avremmo potuto perderla in ‘borsa’ , in un momento di sbandamento. Lo Spirito da Vita. Ecco cosa sta cambiando. I sacramenti erano cose e non davano gioia al mondo,  spesso ce ne stancavamo,ora ci  stiamo liberando di questi medicinali che spesso hanno voluto curare le nostre paure, e noi stessi diventiamo i sacramenti, sempre e ovunque. Un piccolo momento parrocchiale, familiare ci può rendere sacramenti universali. E i nostri amici, i cosidetti invitati, fanno a gara per diventare “veri” con noi.  Allora non è stato un battesimo, ma una vera Nascita, non una prima comunione, ma una vera incarnazione, non una confermazione, ma una decisione, non delle nozze, ma un intimità da sempre posseduta, non una fine ma piuttosto un esserci davvero, ora.

E’ lo Spirito che da vita!

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UNA LUNGA ATTESA?

Pubblicato da missionesafa su Ottobre 20, 2009

Pardon, pardon! E’ una parola usatissima qui a Safa. E questa volta tocca a noi dirla, visto che da mesi non ci facciamo sentire. Motivo? Niente di particolare, soltanto il tempo e il lavoro ci divorano, poi non sempre, anzi spesso, in questa stagione di piogge diventa difficile collegarci causa temporali.
Abbiamo molto da raccontarvi. Ma innanzitutto vogliamo rivolgere a tutti voi un caloroso saluto. Ci auguriamo che le vostre vacanze siano andate per il meglio, nonostante la crisi, e che abbiate ripreso fiato per ricominciare scuola, lavoro e vita quotidiana con gioia ed entusiasmo.
L’ultimo nostro articolo risale a giugno. In questo mese si sono svolti gli esami nelle nostre scuole. Qui alla scuola della missione, a Safa, bene la CI, i più piccoli, la CP2, la CE1, quasi tutti promossi. Una selezione è stata invece fatta a livello di CE2, 25 respinti (su 63), e 39 respinti in CM1 (su 64), due classi ereditate dalla scuola pubblica. Il livello era troppo basso per poter permettere agli alunni di frequentare l’ultimo anno di CM2 che prepara l’entrata al liceo.
A Saguila 11 respinti su 158. A Loko 11 respinti su 144.
Gli alunni che hanno sostenuto l’esame di CM2 ( ultimo anno della scuola primaria) soso stati tutti promossi. All’esame di ammissione al liceo: alla Safa su 41 alunni 39 ammessi, a Saguila su 17, 17 ammessi. Le nostre due scuole sono risultate al primo posto tra tutti gli istituti della circoscrizione di Mbaiki, il capoluogo.
La fama delle nostre scuole si diffonde, anche se crediamo che il livello non sia propriamente rispecchiato dai risultati. Siamo troppo esigenti?
Anche la scuola Materna “Nicolò” ha gloriosamente terminato ed ora tutti i bambini della sezione “grandi” sono in CI, e mostrano chiaramente di saper già leggere e scrivere, a diversità dei nuovi inscritti che trovano le normali difficoltà di tutti i bambini non scolarizzati.
Non finiscono gli esami di giugno e la consegna dei rapporti alle autorità che subito cominciano le formazioni degli insegnanti. Quest’anno sono ben quattro. La prima a luglio, qui alla Safa, dura 24 giorni ed è frequentata da 12 insegnanti di livello medio che avevano bisogno di rivedere metodologie, pedagogia, contenuti, soprattutto di francese e matematica. Nel contempo anche le insegnanti della scuola materna seguono una formazione donata da me, Sandro, in particolare sull’animazione, il gioco, la socializzazione.
Il 19 luglio, fino al 15 agosto, il gruppo di insegnanti più “forti” segue una formazione a Mbata, offerta da un’associazione specializzata venuta dalla Francia, “Batali”, che da due anni s’impegna con noi nel settore. Una formazione dura, esigente, che però ha lasciato soddisfattissimi i nostri insegnanti, risultati anche qui fra i migliori. Dobbiamo dire grazie a questi maestri che manifestano impegno e condivisione dei nostri obiettivi.

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(Gli insegnanti in formazione)

Ultima settimana di agosto e prima settimana di settembre, quattro fra gli insegnanti più forti sono andati a Mongoumba per una formazione rivolta ai “candidati direttori”; bisogna anche pensare al futuro. Uno di loro, Semplice Mboutolo, svolge già l’attività di direttore aggiunto a Saguila in mia assenza, visto che ora altre scuole e nuove classi si sono aggiunte in altri villaggi.
Nel frattempo ci siamo “ dilettati” a riparare ponti, aggiustare strade, attualmente, il nostro più gran problema.
E’ iniziata la costruzione della due classi di Loko, purtroppo interrotta ad agosto fino ad oggi, causa appunto lo stato delle comunicazioni che rendono impossibili i trasporti.
Non abbiamo però smesso di riparare il vecchio edificio, consolidandolo con colonne, levando le vecchie finestre ormai diventate la casa delle termiti e dei pipistrelli, e le abbiamo sostituite con le claustrali in cemento, una bella pitturata, cambio di banchi, armadi e cattedre ed ora si può dire che gli alunni vivono in un ambiente più sano e accogliente.

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(La riparazione della scuola di Loko)

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(La costruzione delledue nuove classi di Loko)
Non abbiamo smesso anche la costruzione del primo edificio della nuova scuola di Paris Congo che dal 1 ottobre accoglie le 3 classi, CI, CP2, CE1, consentendo agli alunni, 123, di diversi villaggi, di ridurre i tanti km per recarsi nella vicina Safa o Scad.

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(Le tre nuove classi di Paris Congo)

 

Qui alla Safa cresce la nuova “maternità”. Una grande costruzione di 3 edifici che accoglie una sala di ricovero, una sala parto, una sala consultazione, una sala attesa e di formazione, una farmacia, una stanza per le infermiere. Dovremmo aprire a gennaio, e i lavori procedono abbastanza bene.

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(La maternità in costruzione)
Il 17 agosto si sono aperti i cori recupero per gli alunni più deboli, e il 15 settembre abbiamo aperto a tutti per un tempo di recupero fino a quando, il 1 ottobre ufficialmente la scuola è cominciata.
A Safa abbiamo 265 alunni, a Paris Congo 123, a Saguila 151, a Loko 203, alla scuola materna 66, ma attendiamo altri, qui le iscrizioni sono cominciate un po’ più tardi.
A Safa 6 maestri, a Saguila 6, a Loko 5, a Paris Congo 3, 1 insegnante di religione ed Educazione alla Vita e all’amore, corso predisposto per la prevenzione all’AIDS. Nella scuola materna alle 3 maestre si è aggiunto un maestro.

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( Il mimo del Figliol Prodigo alla scuola Materna “Nicolo’ ” )

Ogni scuola ha un sorvegliante, una donna per le pulizie, ma alla materna per la cura dei bambini, la cucina e le pulizie ci sono 4 donne.
Tutti gli alunni hanno libri per ogni materia, più materiale scolastico vario.

La scuola, ormai, domanda gran parte del nostro tempo. Ma anche la pastorale ci vede particolarmente impegnati in questi ultimi mesi del 2009. Riprende la catechesi, con gli esami di ammissione al battesimo che dovremmo celebrare prima del Natale. Dal 12 al 15 novembre in diocesi si celebrerà la conclusione dell’anno della Parola e di San Paolo: tutte le parrocchieandrannoin pelegrinaggio a Mbaiki, sede della diocesi, ma negli stessi giorni comincerà il Sinodo diocesano che ci impegnerà per due anni. Un questionario ha cominciato a circolare nelle parrocchie e tutti i fedeli e gruppi vari si riuniranno per riflettere e rispondere. Un resoconto generale di ogni parrocchia sarà messo allo studio di un’equipe in diocesi al fine di preparare le “lineamenta” che ritorneranno nelle comunità per la preparazione del documento “strumento di lavoro” per i delegati che parteciperanno all’assemblea finale. Un tempo forte per la nostra Chiesa diocesana.
In verità la Chiesa Centrafricana non passa un buon momento. Il clero sia locale che missionario ha manifestato in questi ultimi anni diverse defezioni:alcuni preti e religiosi hanno donne e figli, altri sono sospetti di pedofilia, altri hanno volto a loro favore denaro delle diocesi, denaro di donazioni. Una visita del dicastero romano per l’Evangelizzazione dei Popoli ha voluto veder chiaro e da questa sono partite accuse reciproche, spesso infondate, rivolte a non importa chi. Il clero locale domanda la partenza dei missionari e la volontà di gestire autonomamente la loro Chiesa. Una Chiesa ancora troppo fragile, esigua, che ha ancora molto bisogno della presenza e del sostegno dall’esterno, soprattutto sul piano della formazione. Due seminari sono stati chiusi a Bangui ed ora i seminaristi sono in Cameroun per la loro formazione. Diversi sacerdoti sono stati dimessi dai loro incarichi. Un Sinodo può ridare fiato e fiducia.
Ecco quanto abbiamo vissuto in questi mesi e quanto ci attende.
E’ arrivata tra noi Suor Reine Marie; lei ci da una mano nella scuola materna “Nicolò”.
A Dicembre fino a fine febbraio sarà con noi Alberto, un giovane di Castelfranco Veneto, infermiere, che desidera fare un’esperienza missionaria. Darà una mano a suor Therese nella cura dei malati. Monica attende di poter venire tra noi per darci una mano nella formazione insegnanti e nelle scuole. Attenderemo anche un sacerdote, ma a quanto pare è difficile…
Tantissime persone sono con noi. A tutti il nostro grazie. Alle comunità dei canonici e alle loro parrocchie che ci sostengono in tanti progetti; a tutti i giovani sposi che in occasione del loro matrimonio,con la preparazione dei libretti solidali, ci danno una mano, alle persone che domandano di piantare un albero in memoria di un loro caro defunto; a tutti i gruppi di giovani e bambini che in occasione della celebrazione di un sacramento hanno detto no a regali e si sono resi solidali con le persone della Safa. Un grazie particolare a Silvia e Marco che in occasione del loro matrimonio il 5 settembre hanno donato tutto per la costruzione della nuova scuola di Loko; ai bambini della prima comunione di Napoli che nel giorno della loro festa hanno voluto regalare i libri agli alunni delle nuove scuole di Loko e Paris Congo

 

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(I nuovi libri a Paris Congo e Loko)

 

 

a coloro che ci donano intenzioni di messe per i loro cari in appoggio ai nostri progetti, all’associazione “ Nico: i frutti del Chicco” che, dopo aver costruito la scuola materna “Nicolo’ ” continua a sostenerla, ed ha anche partecipato alla costruzione di una classe di Loko. Dire i nomi è complicato, si compiono sempre degli errori, non prendetevela, sono sempre piccoli segni. Noi sappiamo anche che tante persone, nascostamente, si impegnano con noi.
In un altro momento potremo rivedere questi 5 anni di vita a Safa e dire grazie personalmente almeno per i grandi progetti realizzati, ma sappiate che ogni piccolo gesto è importante, ci dona fiducia, ci fa sentire in comunione, e ci dice che questo piccolo angolo del mondo ha tanti amici.

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Gli sposi solidali

Pubblicato da francescoi su Giugno 22, 2009

Sono passati cinque anni di libretti solidali… con le immagini della gioia di questi sposi, la Missione di Safa li ringrazia per la loro scelta d’amore “solidale”.

PER GLI SPOSI SOLIDALI: se avete una foto possiamo aggiungerla qui sotto.. inviatela al solito indirizzo email!

Emma Aloi e Gennaro Raiola, 24 luglio 2009, Chiesa di San Tarcisio Martire, Napoli "Ci è piaciuta molto questa iniziativa ed abbiamo aderito ad un progetto di solidarietà anche con l'acquisto delle bomboniere...."

Stella e Michelangelo

CATTEDRALE DI BARI, 30 luglio 2009, Stella Lippolis e Michelangelo Liuni

ALESSIO E DANIELA

25 luglio 2008 Parrocchia S.Maria delle Grazie, Raito (Salerno). "A distanza di quasi un anno molti amici hanno chiesto informazioni per contibuire alla missione con i libretti. E' stata una bella esperienza costruire insieme le parole e i testi che ci hanno accompagnato al nostro "SI" soprattutto in un contesto di solidarietà (Daniela e Alessio)"

MASSIMILIANO E MONICA

9 MAGGIO 2009 BASILICA S. M. di PIEDIGROTTA "I libretti sono piaciuti moltissimo agli invitati (Monica)"

MIRKO e GIUSEPPINA CAVASINO

BASILICA SANTA MARIA DI PIEDIGROTTA NAPOLI 7 FEBBRAIO 2009

MICHELE  e  CARLA ALFANO

CHIESA DI SANTA SOFIA BENEVENTO 7 MARZO 2009

FRANCESCO  e  LUANA TALIA

CHIESA DI SANTA MARIA DEL SANTISSIMO ROSARIO REGGIO CALABRIA 1 APRILE 2009

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VI PRESENTIAMO: LOKO

Pubblicato da missionesafa su Giugno 4, 2009

Vi presentiamo il villaggio di Loko, laddove da circa un mese è cominciata la costruzione di due nuove classi.

Il villaggio è la sede del comune (Bale-Loko), comune che conta 17.000 abitanti. Tra i villaggi più importanti del comune : Scad, Wale-Wale, Mouscou, Poto Poto, Paris Congo, Zomea, Bokopi, Bernabeng, Kokombet, Mongoussa, Petene, Petit Loko, e la metà del villaggio di Saguila.

Il villaggio di Loko ha 6 villaggi satelliti,e in totale conta 5.000 abitanti.  In buona parte si distende sulla sponda sud del fiume Lobaye, in una floridissima vegetazione. Tra gli abitanti si contano moltissimi Pigmei, che purtroppo sono al soldo, allo sfruttamento degli abitanti bantù. Nella folta foresta di Loko si possono trovare molti insediamenti Aka ( pigmei), in parte diventati sedentari, non molti, altri invece veri conoscitori della foresta, esperti in caccia e pesca, conoscitori perfetti di ogni tipo di vegetazione commestibile. I Bantù li impiegano ( obbligano) a lavorare i loro campi,li conducono come guide nelle battute di caccia fino al Congo Popolare la cui frontiera non dista che a 15 Km dal villaggio, li impiegano per la raccolta delle ceniglie, perchè soltanto loro conoscono bene gli alberi su cui nidificano e si riproducono le larve in grande quantità. Negli ultimi anni però si evidenzia sempre più la loro volontà di indipendenza e autonomia, reclamano stipendi più sostanziosi e si fanno ben pagare nelle battute di caccia e per la raccolta delle ceniglie (Makongo). Anche i loro figli frequentano più assiduamente la scuola e sono intelligenti e bravissimi. Rimane il problema della loro frequenza scoolastica, dato che i loro ritmi sono dettati dalla foresta, e al richiamo non resistono.

Pur essendo il comune, Loko non è di facile accesso, le strade sono ridotte a piccoli sentieri pieni di buche ed alte sterpaglie. Dalla missione Loko è raggiungibile per due vie: via Zomea, di 37 Km, e una strada più breve, di 8km che noi stessi abbiamo riaperto per facilitare i trasporti per la costruzione. Quest’ultima ci porta al fiume Lobaye e lì dobbiamo attraversare con un BAC, una zattera a motore che bisogna rifornire di gasolio ogni due giorni.

A Loko c’è una bella comunità cristiana cattolica, piuttosto attiva e organizzata, forse la migliore delle nostre comunità. Diversi gruppi sono attivi anche sul piano della solidarietà. I cristiani avevano già raccolto le pietre per la costruzione di una cappella, ma difronte alla grande necessità di una scuola che funzioni meglio e sia più proficua per i loro figli hanno rinunciato, per ora, alla piccola chiesa.

A Loko c’è anche un nuovo piccolo”ospedale”, costruito 4 anni fa, ben mantenuto, ma manca di personale medico. Lo gestisce un infermiere, piùomeno preparato, inviato dallo stato, . Per i casi più difficili la popolazione viene alla missione, da Suor Therese dove può avere consigli, e sostegno medico migliore, soprattutto per i malati di AIDS.

A Loko c’è anche una piccola scuola pubblica, nuova, costruita da una ONG, ma conta soltanto 3 classi e i bambini debbono fare diversi turni.  Gli insegnanti sono giovani e  non hanno neanche frequentato il liceo;  la qualità dell’insegnamento è insignificante, la scuola pubblica manca di libri e di ogni tipo di materiale scolastico.

Fu così, che l’anno scorso, i genitori, dobbiamo dire bruscamente, nel mese di ottobre hanno voluto far appello a noi e al ministro per avere una scuola ECAC (Ecole Catholique Associée Centrafricaine). In pochi giorni abbiamo reso utilizzabile un vecchio edificio della prima missione a Loko comprendente 3 classi e abbiamo cominciato a dare lezione per la CI, CP2,CE1. L’anno scolastico trascorso ha dato buoni risultati, gli alunni frequentano con costanza, i genitori sufficientemente responsabili e partecipi, ed ora i ragazzi, giunti a noi in situazioni disastrose, cominciano a leggere, e bene, apprendere le metodologie di studio e la disciplina, cosa veramente difficile nei primi giorni.

Ora bisognava pensare all’anno seguente: le classi diventeranno 5, 3 nel vecchio edificio e 2 nuove in costruzione. I ragazzi più grandi che andavano a scuola a Safa, e facevano 20 km ogni giorno (andata e ritorno), non possono più continuare così. Saranno ricondotti a Loko.

Due nuovi insegnanti hanno ricevuto una formazione durante tutto l’anno scolastico 2008-2009, e sono pronti a lavorare a Loko.

Non sapevamo come fare per trovare tanto velocemnte i soldi per le nuove classi. Ma la Provvidenza ci ha inviato Giovanni, il papà di Nicolo’ che con la sua ONLUS ” I frutti del chicco”, ha voluto proporci un nuovo impegno di solidarietà sempre a memoria di Nicolo’ suo figlio (vedere link su nostro sito). E poi Susanna e il suo fidanzato ( due amici romani) hanno deciso in occasione del loro matrimonio di rinunciare ai doni e devolvere tutto alla costruzione di una seconda classe. Io, Sandro, nel 25°é del mio sacerdozio ho suggerito a tutti i miei amici di collaborare per la costruzione. Rinuncio ai regali per dare una piccola scuola a tanti ragazzi. Il nostro Grazie e quello degli amici di Loko a tutti coloro che si renderanno vicini a quest’opera.

A Loko I bambini, ragazzi, in età scolare sono più di 2000. Noi non potremo accoglierli tutti. E in verità l’intento non è soltanto quello di aumentare la scolarizzazione, ma dare anche qualità all’insegnamento. Per questo motivo non possiamo  fare classi molto numerose, dovremo limitarci a 40 alunni per classe. I genitori sono un po’in collera per questo limite, ma l’esperienza di questi anni ci dice che il lavoro in classi numerosissime non da buoni risultati.

Malgrado tanti problemini che resistono la costruzione è cominciata, e tutti, genitori, alunni sono al lavoro per portare pietre, sabbia, ghiaia, acqua. Abbiamo soltanto due mesi, e anche l’impegno della nuova scuola di Paris Congo che dovrà aprire a settembre.

Ora siamo in pieni esami, e sempre non è facile distribuirsi :lavori, parrocchia, scuole, rapporti alle Ispezioni. Ma ce la metteremo tutta.

Altre notizie suquesto nuovo progetto ve le daremo in seguito, man mano che avanzano i lavori. Per ora, come sempre, restateci vicini……

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Sul fondo il piccolo ospedale

Sul fondo il piccolo ospedale

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E’ UN BEL PO’ DI TEMPO CHE…..

Pubblicato da missionesafa su Aprile 28, 2009

E’ un bel po’ di tempo che non vi scriviamo e la ragione forse la potete immaginare: siamo super impegnati e, vi assicuriamo, spesso diventa difficile trovare qualche minuto per stendere un articolo. Di cose ne sono successe molte in questi ultimi mesi. Abbiamo ricevuto diverse visite: un’equipe del Lions Club dalla Francia; un gruppo di “elettricisti senza frontiere” (ebbene esistono anche loro) che hanno installato un impianto solare sul Centro di depistaggio e cura dei malati di AIDS di suor Therese, e un impianto sulla casa delle suore ( L’anno prossimo, a costruzione ultimata, faranno un’installazione solare sulla nuova maternità); la visita di Giovanni, papà di Nicolò, e l’inaugurazione dell’asilo a lui dedicato, ed insieme la visita di Titty che è restata con me, Sandro, un mese e mezzo e mi è stata di grande aiuto e sostegno in assenza di Mauro in vacanza in Italia: mi ha proprio viziato e curato come un bambino, controllato la casa, pulita etc, mentre io scorazzavo da una parte all’altra della missione.

In questi mesi è cominciata la costruzione della nuova Maternità, piccolo ospedale che accoglierà le mamme incinte, e che in appoggio al centro di AIDS permetterà anche di meglio aiutare e sostenere coloro che hanno contratto il virus. Il piccolo ospedale-maternità sarà anche un centro di appoggio per tutti gli alunni delle nostre scuole della Safa. Per ora siamo arrivati  al tetto di due dei tre edifici, e il terzo, sale, sale. Intanto siamo arrivati anche a coprire (o quasi) uno dei due edifici della nostra futura nuova scuola di Paris Congo, mentre abbiamo già messo le fondamenta del secondo edificio. Ad ottobre, però, cominceremo solo con tre classi.

Oggi, ed ecco la nuova notizia, abbiamo cominciato le fondamenta delle nuove due classi di Loko.Da quest’anno, nel vecchio edificio della missione,  accogliamo le  prime tre classi della scuola elementare. Ma dovevamo prevedere per il nuovo anno, nel quale, avremo due altre classi. Loko è un villaggio molto grande, di circa 5000 abitanti, con molti bambini, una scuola pubblica, piccolissima, con tre edifici, che non riesce ad accogliere molti alunni, a doppio turno,ma soprattutto incapace di offrire un buon insegnamento, causa mancanza di buoni insegnanti, non formati, insufficienza totale di materiale didattico, in particolare libri. I genitori insistono perchè la nostra presenza possa dar vita ad una scuola migliore. Ed allora ecco le due nuove classi. Ci siamo lanciati con entusiasmo dopo  che Giovanni, papà di Nicolò, ci ha chiesto cosa poteva ancora fare Nicolo’ per i ragazzi di Safa e con lui l’Associazione ” Il nido del Chicco”. Lui e gli amici dell’associazione hanno ben accolto la proposta di costruire una classe a Loko. E poi Silvia e Marco che si sposeranno tra poco tempo hanno proposto di sostenere la costruzione della seconda classe a Loko devolvendo tutte le offerte per il loro matrimonio per il progetto. Io, Sandro, ho aggiunto la propsota, nel mio 25 di sacerdozio, il 30 giugno, di sostenere, con chi volesse, la costruzione delle due classi. Ringrazio già una persona che mi ha offerto 700 €….e pieni di fiducia ci siamo già lanciati ( i tempi sono brevi).

Forse siamo un po’ incoscienti, considerata la mole di lavoro già in atto, ma siamo pieni di fiducia del Suo aiuto. Se Lui ci apre la strada ci darà anche la forza fisica e morale di andare avanti.

Mentre l’anno scolastico va verso il suo compimento, stiamo già preparando i corsi di formazione per gli insegnanti nel mese di Luglio, a diversi livelli, ed attendiamo Elisabetta e Manuel ( amici di Candiana) che verranno a fare un corso di formazione di Inglese. A fine Ottobre 5 insegnanti frequenteranno un corso di formazione per direttori scolastici, bisogna anche pensare al futuro, quando loro stessi dovranno gestire e far vivere le diverse scuole.

Anche l’attività pastorale è ricchissima: siamo nell’anno dedicato all’apostolo Paolo e all’impegno di ascolto e valorizzazione della Parola di Dio. I catechisti stanno ricevendo una formnazione particolare su San Paolo, la sua vita e i suoi scritti. Sabato e domenica saranno in un’altra parrocchia per una formazione decanale sulla spiritualità del catechista.

Intanto in parrocchia è giunta “L’Arca della Parola”, vi resterà un mese. Un segno che ricorda la dinamicità della Parola di Dio e la sua efficace presenza nella vita delle persone come lo fu per il popolo ebraico. Non siamo gente da Antico Testamento ma raccogliamo il segno, offerto dal Vescovo, per riflettere sulla sua importanza. L’arca resterà tra noi fino al 15 maggio e andrà  pellegrinando attraverso le diverse comunità della parrocchia prima di andare tra i fedeli della parrocchia di Mbaiki.

La catechesi quest’anno va un po’ a rilento, causa lo scarso impegno dei catechisti e le nuove norme della diocesi che impone loro il matrimonio ( spesso non sono sposati in chiesa, non comunicano etc). Una scelta del Consiglio Episcopale per far fronte alla mancanza di testimonianza dei catechisti nella loro vita di fede. Spesso non è colpa loro, debbono sottostare a tradizioni, norme ancestrali, pagamenti di dote, ma è anche vero che, specie per i catechisti uomini, spesso diventa un pretesto per lasciarsi andare ad un atteggiamento di comodo.

La crisi economica che colpisce il mondo intero forse non è palesemente visibile qui, la gente continua a vivere del campo, e a far fronte alle esigenze quotidiane. Eppure c’è, nascosta, pesa sulla vita delle persone. La si può percepire negli atteggiamenti quotidiani, nelle piccole cose: mancanza di medicinali, di commercio, anche quello piccolo che si ripete quotidianamente nei villaggi, l’assenza dello stato, del governo, l’abbandono delle strade, delle diverse vie di comunicazione, la debolezza delle istituzioni, la corruzione nelle sedi di gestione pubblica della vita del popolo, nell’educazione dimenticata, negli ospedali sempre più fatiscienti.

Questo tempo incerto ci farà riflettere anche sul nostro passato, sulle nostre scelte, a rimodellare i nostri costumi e le nostre attese, a sentirci sicuri e forti soltanto della nostra comunione e solidarietà.

Ci stiamo dentro, come un po’ovunque, ma dobbiamo sempre invitare alla speranza. Preghiamo e sosteniamoci reciprocamente. Vi salutiamo tutti affettuosamente. Mauro e Sandro

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Bilancio economico Asilo Nicolo’

Pubblicato da missionesafa su Marzo 28, 2009

Il progetto “Asilo  Nicolo’” è concluso.

Ecco il bilancio economico.

CONTRIBUZIONI
69.230€    Donazione Onlus “I frutti del Chicco”
3.040€      Offerte varie
5.000€      Donazione S.Agnese

77.270€    Totale donazioni
equivalente a
50.689.120CFA (ilcambio è : 1€ = 656 CFA)

SPESE SOSTENUTE
157.000          Catasto terreno
14.583.500    Cemento
6.177.180       Ferro
1.471.100       Trasporti
3.232.600      Ghiaia, pietre, sabbia
1.473.865      Legno per capriate
118.920          Utensili lavoro
2.109.420     Idraulica
5.846.265     Ondulati tetto e viti
493.200        Chiodi
1.759.695    Pittura
6.214.380    Porte, finestre e arredo
947.520        Attrezzature cucina
3.076.390    Stipendi operai
2.952.000    Preparazione toilette in fase di ultimazione
9.000             Contratto insegnanti

TOTALE SPESE (CFA)
50.622.035
equivalente a
77.178 €
RIMANENTE (CFA)
67.085
equivalente a
102 €

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25 ANNI FA

Pubblicato da missionesafa su Marzo 23, 2009

Venticinque anni fa, nel mio paese, Candiana, in un caldo ( guarda caso “africano”) mi sono lasciato trascinare da LUI. Non avevo alcuna idea di quale ministero sarei stato capace. Una sola cosa avevo chiara: avrei dovuto rendere visibile con la mia vita il Mistero dell’Incarnazione di Cristo. Avrei dovuto impegnarmi ad essere come Lui, presente.., insieme…, uomo eucaristico, come il Mistero che ogni giorno ero chiamato a celebrare. Che ci sia riuscito spetta a Dio e a voi dirlo.  Via via ho capito che lo spazio privilegiato dell’Incarnazione erano gli ultimi, i più deboli, coloro che subiscono violenza quotidiana, di ogni genere. Il mio ministero, soprattutto a Napoli, con tanti amici che ci hanno creduto ha tentato di entrare  nella vita degli indifesi. A volte ho fatto scelte che a tanti non sono piaciute, forse fuori dell’ordinario di un prete, avrò anche disturbato, diciamolo, rotto, ma sempre provacato dal Vangelo, da quella buona notizia che si fa anche protesta contro le ingiustizie, le violazioni di tanti diritti, le discriminazioni, le intolleranze, fino a capire che tutto questo dovevo anche viverlo sulla mia pelle e non soltanto proclamarlo…ecco la missione. La volontà anche di testimoniare il carisma del mio Ordine: la comunione, in maniera più profonda, non solo nel chiuso di  una famiglia religiosa, ma in nuove Chiese, povere Chiese, unica Chiesa di Cristo. E veramente debbo dire  che non sono partito da solo,ma si è scatenata una corsa alla comunione, alla solidarietà da stupire me, e tanti amici, confratelli. Io credo che noi tutti  vorremmo essere autentici missionari di una Parola Vissuta.
Debbo ringraziare tantissimi confratelli, amici, famigliari che non mi hanno mai lasciato solo, in Italia come qui mi sono sentito sempre amatissimo, più di quanto meriti, mai solo, sempre sostenuto ed incoraggiato, e tutta la mia gioia di questi 25 anni è qui, tutta la mia ricchezza è questa comunione. Non possiedo niente, non posso dirmi capace se non di cose che hanno stupefatto me in prima persona, ma sopratutto una PRESENZA che mi ha dato coraggio, vita, entusiasmo, anche se il mio caratterino non darebbe a dimostrarlo.
Oggi sono qui a dirvi e dirGli grazie, e mi basta. Non voglio niente per questo anniversario, le situazioni mi obbligano anche a viverlo lontano da voi; una festa che  è tutta dentro.
Se qualcosa volete regalarmi spero non mi riguardi, ho già sprecato tanti beni, tante volte; se proprio volete facciamo qualcosa per questi piccoli.
A Loko, la scuola aperta quest’anno ha soltanto 3 classi.  Nel 2009/2010 ne serviranno altre due; i ragazzi  non possono fare 20 km al giorno per venire qui alla Safa. Sarebbero costretti a cambiare scuola….e sono molto dispiaciuti, ora che vedono i loro buoni risultati…Se volete possiamo costruire una classe a Loko…se accettate consideratelo il regalo che mi fate per questo 25°.
Vi voglio bene, e pregate perchè diventi più buono, e possa meglio servirLo. GRAZIE.

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Un anniversario importante

Pubblicato da francescoi su Marzo 12, 2009

Caro Sandro,

quest’anno, nel mese di giugno, ricorre una data importante per te e qui in Italia non ce ne siamo dimenticati: il 25° anniversario della tua ordinazione sacerdotale. Poco dopo, sei sbarcato nel nostro caos napoletano, prima di “rifugiarti” in Africa (ti abbiamo fatto disperare, eh??) per la prima volta.

Ci scuserai se il primo pensiero, naturalmente subito dopo quello dei ricordi splendidi e indelebili che il tuo passaggio da noi ha lasciato, è “come potremmo festeggiarti?”. Siamo fatti così. Ti vorremmo qui con noi a festeggiare magari davanti una bella pizza. Però subito il pensiero corre a quello che è stato il tuo sacerdozio. Lo spirito di dedizione e di condivisione che tu ci hai comunicato, ci ha insegnato che la pizza viene “dopo”. Dopo aver pensato a chi avrebbe bisogno più di noi. Sarà un’affermazione banale, una preghiera di bambino, un luogo comune, ma lasciacelo dire, visto che a volte sono proprio i più elementari diritti che la nostra società sta sacrificando. Vorremmo allora che il nostro regalo per te ti comunichi non solo che ti vogliamo bene, ma soprattuto che siamo in comunione con te e con quello che sei nel tuo sacerdozio.

Ti chiediamo quindi di dirci quale sarebbe per te il miglior modo per festeggiare questo momento così importante.

A presto.

Laura e Francesco – Napoli

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BATTESIMO AFRICANO DI TITTY

Pubblicato da missionesafa su Marzo 12, 2009

E’ la terza volta che Titty viene a Safa, nella Repubblica Centrafricana, e meritava veramente un battesimo. Ora è al 100% “negra”, anche se la pelle è rimasta bianca. Ha fatto un tuttuno con l’acqua della Lobaye. Domenica 1 Marzo siamoandati a celebrare a Bokopi, di ritorno, attraversando la Lobaye in piroga lei e Giovanni mostravano segni di tensione e preoccupazione, dicevano ” Sandro, ma questo rematore non ci fa ballare un po’ troppo? Ma no! Avete paura? Non preoccupatevi, questa è gente esperta!”. ” Titty, dice Giovanni, però all’andata non era così, forse perchè i rematori erano due!” “  Comunque speriamo di arrivare presto, sto soffrendo”, risponde lei. E la attraversata sembra giungere a buon fine. Sfortuna vuole che la piroga arrivi un po’ troppo veloce sulla sponda, e il rinculo spiazza Titty che si era sollevata per scendere, e boom!!! all’indietro e dentro la Lobaye. IlBattesimo è fatto. Il rematore, giovane muscoloso ed aittante, si leva la camicia e si getta in acqua per salvare Titty. Ma lei, con scatto repentino ed esperta nuotatrice maiorese, si alza diritta in piedi e dice al giovane: ” Non mi toccare!!!!!!!!!!!”. Il giovane, dalle buone intenzioni, si sente respinto dalla furia della natante e rimane perplesso. Io Sandro aggiungo: “  Lasciala pure, è una campionessa di nuoto”. Un ovato rimbomba nell’aria proveniente dall’altra sponda, tutti i bambini e gli adulti di Bokopi gridano alla tragedia, ma lei, fiera e dignitosa rassicura: ” Ora sono battezzata”. “Ora sono una di voi”. Bella fresca sale in macchina e con non chalance si accende una sigaretta. Godetevi lo spettacolo!

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QUINDICI GIORNI CON SANDRO E TITTY ALLA SAFA

Pubblicato da missionesafa su Marzo 6, 2009

Caro Sandro, eccoci ai saluti dopo 15 giorni giorni insieme a te e Titti (ovvero la scoperta che in Centrafrica si può anche diventare amici fra italiani….) alla Safa. Come sai, in queste due settimane ho cercato di tenere un piccolo diario con le cronache delle nostre giornate. Dirà il tempo se tenerlo per me o destinarlo alla condivisione anche con gli amici della Safa e gli amici di Nico che, insieme a te, mi hanno consentito questa esperienza centrafricana sicuramente straordinaria. Il motivo del mio viaggio è stato di conoscere di venire a conoscere di persona quell’asilo di Nico a cui in tanti insieme abbiamo creduto e che ora, grazie al lavoro tuo e della Safà, è una realtà. Non sto a dirti (Titti che dice di leggermi dentro potrà sicuramente farlo meglio di me…) quali emozioni possono essersi mosse pensando a Nico qui alla Safa. Riparto per Roma avendo avuto la dimostrazione concreta che ciò che il suo nome rappresenta in questo spicchio di Centrafrica è esattamente quello che l’Associazione creata dalle persone che gli hanno voluto e gli vogliono bene avevano in mente: un ‘frutto del Chicco’. Il risultato di un seme messo a dimora in Italia che il lavoro della vostra missione ha fatto fruttare. Questo, in realtà, lo sapevo già prima della mia partenza. Nè credo che nessuno lo abbia mai dubitato.Le immagini, le voci, i suoni, i colori, la cura meticolosa al limite dell’ossessivo che però ho potuto in questi giorni fotografare dentro di me (sicuramente molto meglio di quanto non accaduto con la sventurata Casio che ho avuto in mano….) sono stato un altro regalo prezioso, il cui valore cercherò di trasmettere – per quanto potrò fare – alle tante persone che si sono finora impegnate per questa realtà. Quello che nella mia ingenuità non sapevo o comunque non avevo previsto è stata la possibilità,per me, di tornare per quindici giorni in carne ed ossa quello che per questa gente sono e che tu, ostinatamente e giustamente, hai ripetuto ad ogni visita in ogni villaggio: “il papà di Nicolò’”. Una figura e un ruolo che in Italia un pò gioco forza un pò per pudore e probabilmente timore, tendiamo tutti a coniugare al passato. E che invece qui alla Safa, tramite tuo, è una figura tutta al presente e, se e per quanto Dio vorrà, al futuro. Credimi, ho avuto i brividi, la prima volta che in Sango mi hai presentato con quella espressione. Poi ne ho gioito. E mi ha aiutato molto per trovare l’unico ruolo attivo che sono riuscito a svolgere in queste due settimane: mettermi in relazione con i bambini della vostra missione, passare tempo con loro, passeggiarci per mano, giocare. Superare ogni vergogna propria di quarantenne grasso bianco e biondo che comunica a gesti, ritmi, smorfie e rumori più che a parole con uno sciame di figli incolpevoli della miseria. Chissamai che anche qualcuno di loro e magari qualcuno delle loro famiglie, sia rimasto colpito dal vedere il ‘papà di Nicolò’’ stare con i bambini, scambiare con loro il più possibile relazione ed affetti, insomma cercare di trattarli come ‘persone’ come da questi parti non si usa mai fare. Certo non mi illudo nè la retorica serve: chi degli adulti (e anche dei ragazzi meno bambini) si è rivolto a me lo ha fatto per chiedermi soldi e regali. Ma sono stato molto contento quando sei stato tu a farmi notare che il giorno della festa per la intitolazione della scuola a Nico hai visto per la prima volta intere famiglie centrafricane mangiare insieme, grandi e piccini. Lo stesso Sandro che nemmeno per un secondo (ma Titti per fortuna è invece con me…) ha voluto lasciarmi cullare nella speranza che i disegni liberi fatti dai bambini pensando a quella giornata (in prevalenza loro famiglie e famiglia di Nico, oltre a te Titti e Therese e Mauro che manco ci stavano…) fossero l’espressione del loro vissuto. “se hanno disegnato tutti la stessa cosa, vuol dire che la maestra ha detto loro cosa fare…”, mi hai disilluso con la delicatezza che solo tu sai usare….. In ogni modo, se presto o tardi anche in questo l’asilo di Nico potrà risultare un seme a dimora, non ho dubbi che il solo terreno su cui può far spuntare radici è la vostra missione. E qui vengo alla riflessione che certo è la più banale per te e probabilmente anche per chi la tua missione conosce assai meglio del sottoscritto. Ma che tale non era per me prima dell’arrivo in Centrafrica e che intendo usare come fulcro per la vostra conoscenza da parte della nostra associazione che l’asilo ha voluto non per scelta evangelica ma laicamente, appartenendo ad un mondo del tutto diverso da quello confessionale. Ma che ora, bene o male, in un pezzo del vostro lavoro missionario è entrato a fare parte. Non c’è distinzione, nell’anno di grazia 2009 in questo Paese di ultimi di questo mondo, fra scuola ed evangelizzazione. Non c’e’ altra possibilità per persone che sono da generazioni rimaste ferme alla sopravvivenza, di liberarsi da superstizioni, paure, dominio degli istinti, di prendere in mano la propria vita e la propria esistenza, se non con la mano di qualcuno che provi a dare loro l’opportunità di tentare di formare una nuova generazione che abbia strumenti dignitosi di conoscenza e coscienza, radicalmente diversi e sconosciuti dalle generazioni che sono a loro davanti. Gli uomini che mi hai mostrato attenti e sensibili esclusivamente al vino di palma, al dominio su donne e bambin, al gusto dell’esercizio di una loro autorità fondata esclusivamente sul sesso di nascità, non ce la possono fare. Le donne che lavorano, si impegnano, cercano i soldi anche per mandare i figli a scuola sono una speranza. I bambini che possono andare in scuole che tali effettivamente si possano chiamare, sono la possibilità. Safa ha fatto di questo la cifra del suo impegno, del suo lavoro, della sua vocazione: con rigore, cura, meticolosità al limite dell’ossessivo e anche con durezza senza sconti a nessuno, che mi hanno impressionato parecchio. Sicuramente i costi che se ne pagano sono alti. Ma lavoro duro, tentativo incessante di formazione e preparazione di insegnanti e studenti in questa provincia sudafricana sono una scommessa che può lasciare il segno. L’investimento è a lungo periodo, senza pretese impossibili. Non sta a nessuno di cambiare il Centrafrica. Ma il solo fatto di dare questa testimonianza – e nel tuo caso di farlo da sacerdote – è una enorme dimostrazione di fede e/o comunque di amore per la vita e per la persona, comunque la si voglia pensare. Ti sono e ti siamo grati come associazione anche per averci fatto condividere una parte di questa vostra testimonianza. Per parte nostra, cercheremo dall’Italia di portare avanti il nostro impegno per il tempo che a voi e a noi sarà dato. Con determinazione e amicizia verso te e la Safa ancora più forti. Un grande abbraccio, come quello che ti ho dato pubblicamente il giorno della festa alla scuola di Nico, facendo ridere tutte le famiglie dei bambini che avevamo intorno. Giovanni

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