Tra una cappella e l’altra con molta semplicità ed anche entusiasmo, abbiamo celebrato la pasqua. Comunque, senza dimenticare il mistico gregoriano del venerdi santo, la forza dell’Exultet e la pazienza, quanta!, del grano che cresce dentro per esplodere…La Pasqua mi sembra un’esplosione, del sommerso, del nascosto, come una centrale nucleare che semplicemente manda energia, ma può diventare morte, un mare che si solleva, una terra che si ribella….E’ morte o Vita? Dipende, da che parte la si vede…Io dico Vita che si ribella, che teme la morte, e non a caso scuote le coscienze. Dobbiamo compatire per capire la resurrezione, altrimenti è un altro miracolo, e non ne abbiamo più bisogno per credere. Oramai!!! Risorgere appartiene al quotidiano, altrimenti non ha senso più nulla….Diventerebbe un qualche cosa di fatalisco. E dai con le fate! Pur se sorprendersi, estasiarsi ha ancora un peso….ma vivere di miracoli sminuisce la grandezza dell’Eterno, presente in ogni essere. Perciò la fede è diventata un grande amore per la natura, quella da salvare, un grande amore per il domani, quello che non abbiamo saputo costruire freneticamente coinvolti nella competizione con l’altro….Non trovare un morto nel sepolcro fa colpo, pur se dovrebbe diventare normale. La fatica è il peso esorbitante della pietra che abbiamo messo sopra. Questo è il miracolo che dobbiamo chiedere.
Troppe volte non sappiamo perdonarci, e così non avanziamo mai….troppo spesso la pietra la vogliamo togliere sa soli…Questo è lavoro dello Spirito!
Buona Pasqua.
