E’ un bel po’ di tempo che non vi scriviamo e la ragione forse la potete immaginare: siamo super impegnati e, vi assicuriamo, spesso diventa difficile trovare qualche minuto per stendere un articolo. Di cose ne sono successe molte in questi ultimi mesi. Abbiamo ricevuto diverse visite: un’equipe del Lions Club dalla Francia; un gruppo di “elettricisti senza frontiere” (ebbene esistono anche loro) che hanno installato un impianto solare sul Centro di depistaggio e cura dei malati di AIDS di suor Therese, e un impianto sulla casa delle suore ( L’anno prossimo, a costruzione ultimata, faranno un’installazione solare sulla nuova maternità); la visita di Giovanni, papà di Nicolò, e l’inaugurazione dell’asilo a lui dedicato, ed insieme la visita di Titty che è restata con me, Sandro, un mese e mezzo e mi è stata di grande aiuto e sostegno in assenza di Mauro in vacanza in Italia: mi ha proprio viziato e curato come un bambino, controllato la casa, pulita etc, mentre io scorazzavo da una parte all’altra della missione.
In questi mesi è cominciata la costruzione della nuova Maternità, piccolo ospedale che accoglierà le mamme incinte, e che in appoggio al centro di AIDS permetterà anche di meglio aiutare e sostenere coloro che hanno contratto il virus. Il piccolo ospedale-maternità sarà anche un centro di appoggio per tutti gli alunni delle nostre scuole della Safa. Per ora siamo arrivati al tetto di due dei tre edifici, e il terzo, sale, sale. Intanto siamo arrivati anche a coprire (o quasi) uno dei due edifici della nostra futura nuova scuola di Paris Congo, mentre abbiamo già messo le fondamenta del secondo edificio. Ad ottobre, però, cominceremo solo con tre classi.
Oggi, ed ecco la nuova notizia, abbiamo cominciato le fondamenta delle nuove due classi di Loko.Da quest’anno, nel vecchio edificio della missione, accogliamo le prime tre classi della scuola elementare. Ma dovevamo prevedere per il nuovo anno, nel quale, avremo due altre classi. Loko è un villaggio molto grande, di circa 5000 abitanti, con molti bambini, una scuola pubblica, piccolissima, con tre edifici, che non riesce ad accogliere molti alunni, a doppio turno,ma soprattutto incapace di offrire un buon insegnamento, causa mancanza di buoni insegnanti, non formati, insufficienza totale di materiale didattico, in particolare libri. I genitori insistono perchè la nostra presenza possa dar vita ad una scuola migliore. Ed allora ecco le due nuove classi. Ci siamo lanciati con entusiasmo dopo che Giovanni, papà di Nicolò, ci ha chiesto cosa poteva ancora fare Nicolo’ per i ragazzi di Safa e con lui l’Associazione ” Il nido del Chicco”. Lui e gli amici dell’associazione hanno ben accolto la proposta di costruire una classe a Loko. E poi Silvia e Marco che si sposeranno tra poco tempo hanno proposto di sostenere la costruzione della seconda classe a Loko devolvendo tutte le offerte per il loro matrimonio per il progetto. Io, Sandro, ho aggiunto la propsota, nel mio 25 di sacerdozio, il 30 giugno, di sostenere, con chi volesse, la costruzione delle due classi. Ringrazio già una persona che mi ha offerto 700 €….e pieni di fiducia ci siamo già lanciati ( i tempi sono brevi).
Forse siamo un po’ incoscienti, considerata la mole di lavoro già in atto, ma siamo pieni di fiducia del Suo aiuto. Se Lui ci apre la strada ci darà anche la forza fisica e morale di andare avanti.
Mentre l’anno scolastico va verso il suo compimento, stiamo già preparando i corsi di formazione per gli insegnanti nel mese di Luglio, a diversi livelli, ed attendiamo Elisabetta e Manuel ( amici di Candiana) che verranno a fare un corso di formazione di Inglese. A fine Ottobre 5 insegnanti frequenteranno un corso di formazione per direttori scolastici, bisogna anche pensare al futuro, quando loro stessi dovranno gestire e far vivere le diverse scuole.
Anche l’attività pastorale è ricchissima: siamo nell’anno dedicato all’apostolo Paolo e all’impegno di ascolto e valorizzazione della Parola di Dio. I catechisti stanno ricevendo una formnazione particolare su San Paolo, la sua vita e i suoi scritti. Sabato e domenica saranno in un’altra parrocchia per una formazione decanale sulla spiritualità del catechista.
Intanto in parrocchia è giunta “L’Arca della Parola”, vi resterà un mese. Un segno che ricorda la dinamicità della Parola di Dio e la sua efficace presenza nella vita delle persone come lo fu per il popolo ebraico. Non siamo gente da Antico Testamento ma raccogliamo il segno, offerto dal Vescovo, per riflettere sulla sua importanza. L’arca resterà tra noi fino al 15 maggio e andrà pellegrinando attraverso le diverse comunità della parrocchia prima di andare tra i fedeli della parrocchia di Mbaiki.
La catechesi quest’anno va un po’ a rilento, causa lo scarso impegno dei catechisti e le nuove norme della diocesi che impone loro il matrimonio ( spesso non sono sposati in chiesa, non comunicano etc). Una scelta del Consiglio Episcopale per far fronte alla mancanza di testimonianza dei catechisti nella loro vita di fede. Spesso non è colpa loro, debbono sottostare a tradizioni, norme ancestrali, pagamenti di dote, ma è anche vero che, specie per i catechisti uomini, spesso diventa un pretesto per lasciarsi andare ad un atteggiamento di comodo.
La crisi economica che colpisce il mondo intero forse non è palesemente visibile qui, la gente continua a vivere del campo, e a far fronte alle esigenze quotidiane. Eppure c’è, nascosta, pesa sulla vita delle persone. La si può percepire negli atteggiamenti quotidiani, nelle piccole cose: mancanza di medicinali, di commercio, anche quello piccolo che si ripete quotidianamente nei villaggi, l’assenza dello stato, del governo, l’abbandono delle strade, delle diverse vie di comunicazione, la debolezza delle istituzioni, la corruzione nelle sedi di gestione pubblica della vita del popolo, nell’educazione dimenticata, negli ospedali sempre più fatiscienti.
Questo tempo incerto ci farà riflettere anche sul nostro passato, sulle nostre scelte, a rimodellare i nostri costumi e le nostre attese, a sentirci sicuri e forti soltanto della nostra comunione e solidarietà.
Ci stiamo dentro, come un po’ovunque, ma dobbiamo sempre invitare alla speranza. Preghiamo e sosteniamoci reciprocamente. Vi salutiamo tutti affettuosamente. Mauro e Sandro