E da tempo!!
Quest’anno ancor prima degli anni passati. E il grande problema per noi sono le strade.
Se qualcuno non ci mette una mano sarà difficile circolare ancore in auto, sarà difficile anche per la popolazione veder arrivare i camion che comprano i loro prodotti e li portano alla capitale. Non è che piova tutti i giorni ma quando succede assistiamo a dei veri e propri diluvi. Tutto va bene per il mais. Quest’anno moltissimi lo hanno seminato e in grande quantità. Qualcuno comincia già la seconda semina. Qui nella nostra regione qualche contadino arriva anche a fare quattro raccolti per anno. Purtroppo non si vedono grandi estensioni, piuttosto piccoli campicelli perchè le persone mancano di mezzi adatti alle grandi coltivazioni, tutto si fa con badile, machete e altri piccoli atrezzi…Ma la terra è generosa. Tra poco si raccoglieranno anche zucche, molti seminaranno anche arachidi, patate dolci, oltre al solito “Gozo”, la manioca, che imperversa, ed è l’alimento base. Da alcuni anni si vedono anche campi di riso, ma questo prodotto non attira ancora molto l’attenzione della gente. E’ tempo di ananas, papaye, banane, corosol, e pere rosse, molto zuccherate, pompelmi…Dobbiamo anche dire il vero che proprio per questa abbondanza e generosità della terra, forse le persone non sono molto dedite al lavoro e a fare qualcosa di più.
Ma quello che tutti attendono è il tempo dei “Makongo”, le larve di farfalle che con queste piogge mangiano da morire, ingrossano e cadono dagli alberi…Il cibo preferito della gente. E’ il tempo nel quale tutti, o quasi, partono per la foresta, vi restano accampati anche un mese e tornano con sacchi di larve. Le vendono e care, perchè ricercatissime, ma non mancano prima di riempirsi la pancia. I “makongo” sono piene di proteine, e l’UNICEF le consiglia vivamente come alimento per i bambini. Suor Therese ne fa provviste per i malati di AIDS. Seccate possono durare a lungo e se ne vedono in circolazione per mesi. Terminata la scuola, tutti via, verso la foresta. Là non si sa cosa si mangerà, come si dormirà, cosa si berrà, quale animali si incontreranno, forse si rischia di morire anche per un morso di serpente, ma non si può mancare all’appuntamento. I villaggi saranno vuoti almeno per un mese e mezzo…E forse per noi va bene, ci si riposa un po’ ( diciamolo per scherzo).
E così:per noi la pioggia crea mille e mille difficoltà, per altri è una benedizione, più ne scende e meglio si mangerà. Va bene così!


























