missione safa

Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archivio per Aprile 2008

ECOLE MATERNELLE ” NICOLO’ “

Pubblicato da missionesafa su Aprile 27, 2008

Ecco un’altra immagine dell’asilo che avanza. L’intonaco esterno dei tre grandi edifici è terminato, due grandi sale internamente sono intonacate. Si continua l’intonaco interno, ma speriamo arrivi il cemento per i pavimenti, è diventato oro, sia come prezzo, sia perchè introvabile. Ma siamo fiduciosi.

Comunque, finito o non finito,  a Settembre la  Scuola Materna comincerà. Stiamo per dare il via anche al Giardino dei Ricordi: a giorni avremo il piccolo trattore e spianeremo il terreno, poi con i bambini pianteremo gli alberi da frutto e non.

Abbiamo già ordinato le porte e le finestre, e anche i mobili, i banchi, lesedie, i tavoli etc

 

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La nuova cappella di Saguila comincia a prendere colore

Pubblicato da missionesafa su Aprile 24, 2008

E’ la nuova cappella di Saguila con i suoi nuovi colori. La cappella è intitolata a San Michele Arcangelo, proprio come la parrocchia di Candiana, anche se ilduomo di Candiana (villaggio natale di Sandro) è tutt’altra cosa, ma insomma ci si avvicina. Vero Candianesi?

Per ora la pittura dell’esterno, fatta prima che arrivino le grandi piogge e quindi possa seccare bene, poi, da domani gli interni, l’altare e l’ambone. Ma per tutto ciò ci date ancora un po’ di tempo?  A giugno speriamo  di poter fare l’inaugurazione del complesso: scuola e cappella.

 

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VOCAZIONI E MISSIONE

Pubblicato da missionesafa su Aprile 14, 2008

 

GIORNATA PER LE VOCAZIONI: “DIO PARLA ANCORA, MA…”

 

 

Le vocazioni missionarie, cioè di coloro che, sacerdoti, suore e volontari laici, lasciano l’Italia per andare nei territori di missione come scelta di vita, sono in costante diminuzione. Agli inizi del secolo passato i missionari italiani erano circa 25.000, oggi non arrivano a 14.000. Anche a livello mondiale il calo è evidente. Infatti sono 300.000 circa contro i 500.000 degli inizi del ‘900. E questo di fronte agli impegni urgenti e vasti della missione. Papa Giovanni Paolo II ha più volte affermato nelle sue lettere che la missione è ancora agli inizi e ha bisogno di tante forze al suo servizio. Lo stesso Papa però invitava all’ottimismo. Se si guarda superficialmente il mondo odierno, diceva, e si vedono gli aspetti negativi, si è indotti al pessimismo. Ma nel prossimo millennio ci sarà una primavera cristiana, annunciava invitandoci ad aver fiducia. Se calano le vocazioni, cresce in compenso il numero di giovani e non, che chiedono di passare qualche mese nelle missioni per conoscere la realtà e dare un piccolo contributo operativo per esempio costruendo edifici e assistendo ammalati. E’ un aiuto a cui dare il benvenuto, ma troppo occasionale per essere efficace in situazioni in cui c’è bisogno di aiuto costante e completamente dedicato. Nondimeno sono queste esperienze utili alle persone che le vivono, nella speranza che rientrati in patria diventino animatori missionari. Il rischio di un “turismo impegnato” è tuttavia latente. Le ragioni della diminuzione delle vocazioni possono essere diverse: intanto, la diminuzione delle nascite, manca la materia prima per avere vocazioni; poi un secolarismo sempre più diffuso che rende i giovani insensibili e sordi alla chiamata del Signore. Dio parla ancora. Ma non sempre le persone riescono ad ascoltare la sua voce nel frastuono di altre voci devianti. Italia terra di missione? Non vorrei che l’Italia, con la scusa di mancanza di sacerdoti, si chiudesse in se stessa e non animasse più le comunità cristiane ad inviare continuamente suoi missionari. Le necessità e le urgenze del sud del mondo non sono paragonabili a quelle dell’Italia. E si sa che la fede aumenta donandola, non conservandola. In Africa c’è un sacerdote per 28.000 abitanti, in Asia uno per 53.000, in America uno per 7.400. In Europa uno per 3.500, in Oceania uno per 7.100. In Italia uno per 1.800. I numeri parlano da soli. Più che ostacolare o diminuire la partenza di missionari occorrerebbe distribuire meglio i sacerdoti sul territorio italiano e rafforzare la collaborazione dei laici. Guai se l’Italia si chiudesse alla missione. Capiterebbe quello che è capitato alla Francia. Una volta dichiarata terra di missione si è trovata senza missionari da inviare e senza missionari al suo interno. Occorre spingere i cristiani a vedere le realtà a 360 gradi. Se ci si chiude in se stessi ci si intisichisce. Un pozzo a cui non si attinge acqua, perde la vena acquifera. Così la fede non donata, muore. Ben vengano i sacerdoti del sud del mondo in Italia. Ma solo con uno spirito di condivisione e di comunione ecclesiale e dopo aver ben ponderato le conseguenze che la loro partenza procura ai loro territori. Non vorrei che la venuta o la richiesta di sacerdoti del sud del mondo derivi da una esigenza di occupare le parrocchie lasciate vuote dalla mancanza di sacerdoti. Questo non è un motivo sufficiente. Nel sud del mondo ci sono tantissimi posti vuoti che devono essere colmati. Come detto occorre una migliore distribuzione del clero e una valorizzazione dei laici e una pastorale più comunitaria che eviti il pericolo di un servizio ecclesiale individualista che esige messe a tutte le ore, anche con pochi partecipanti, per assecondare i propri bisogni. Anche per i missionari Fidei donum, che celebrano il loro cinquantesimo di nascita, le cose non sono migliori. I sacerdoti diocesani italiani attualmente in missione nel sud del mondo sono circa 500: 1,6% dei sacerdoti diocesani. Gli anni di massimo invio sono stati gli anni ‘80 con 700/750 missionari circa. In totale coloro che hanno fatto missione in questi cinquant’anni, poiché il loro servizio è a tempo determinato e non a vita, sono circa 2000. In aggiunta ai sacerdoti vanno aggiunti 223 laici Fidei donum, un centinaio dei quali sposati. L’iniziativa Fidei donum, voluta da papa Pio X II con la lettera enciclica Fidei donum del 21 aprile 1957, ha rappresentato uno straordinario tempo di grazia per rianimare le diocesi verso la missione. Mi auguro che, grazie alla sensibilità missionaria dei vescovi, questa iniziativa riprenda vigore. Ai 20/25 sacerdoti che rientrano in Italia ogni anno dalla missione per la fine del loro servizio, ne dovrebbero partire almeno altrettanti; le statistiche dicono che dall’Italia purtroppo ne partono soltanto 10/15. (Padre Venanzio Milani, missionario comboniano)

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Ma non pensiamoci troppo !

Pubblicato da missionesafa su Aprile 10, 2008

Amici, questi ultimi giorni non sono stati troppo felici e la situazione è un po’ complicatina.

Abbiamo avuto un problema ( grande ) con la nuova scuola di Saguila. Domenica, si è scatenato alle 14 un forte temporale, con un fortissimo vento. Ma danni non ne vedevamo. Un giovane di Saguila alle 16,30 viene a comunicarci che un fortissimo vento a mulinello ( non era una tromba d’aria) aveva alzato il tetto di un edificio, di una parte di esso, con tutti i travi e gli ondulati e l’aveva ridisteso sul lato opposto. Siamo andati a vedere e veramente il danno era grosso. Fortunatamente tutto era recuperabile, e niente si era rotto, tranne due ondulati. Abbiamo sospeso la scuola per due giorni e lavorandodalle 7 del mattino  fino alle 18.30,  abbiamo rimesso al suo posto il tetto. la scuola è ripresa. Una cosa stranissima, perchè intorno alla scuola non si vedeva un ramo spezzato, una casa rovinata. Passato!! Ma purtroppo da un mese piove quasi ogni giorno, ed anche questo è strano perchè ‘ ufficialmente’ non siamo nella stagione delle piogge. Sembra di stare a luglio scorso, acqua dappertutto, strade con pozze enormi, trasporti difficili, L’imprevisto di Saguila ha un po’ rallentato i lavori dell’asilo. Causa: non solo la pioggia, ma anche il cemento introvabile, e quello che si vende a Bangui costa ora 30 € al sacco; ciò rende fragili i nostri bilanci. Ne abbiamo trovato un po’ in Camerum ma il camion che ce l’ha portato si è rotto, il cemento è arrivato rovinato, bagnato, stiamo cercando di recuperare il  possibile. La popolazione soffre causa un fortissimo carovita che non coinvolge soltanto la Rep. Centrafricana, ma gran parte dei paesi del continente. La scuola avanza a sprazzi ( quella statale), dopo due mesi di sciopero il governo ha pagato due stipendi,  settembre e ottobre 2007; gli insegnanti sono ritornati alle cattedre, ma quale prezzo hanno pagato gli studenti e le famiglie?

L’FMI ( Fondo Monetario Internazionale) dice che il paese è in crescita, probabilmente parlano dei settori che interessano a loro, a quella che chiamano la ” ristrutturazione”. Di fatto investimenti seri non se ne vedono, le strade sono impercorribili, le istituzioni fanno acqua.  Gli ospedali non hanno medicinali, non si vedono cambiamenti seri e investimenti seri nel paese: scuola, lavoro, salute rimangono i grandi problemi per la maggior parte delle persone…. Ma dicono: ” il paese è in crescita”.

Noi andiamo avanti, e continuaimo ad aver fiducia, siamo immersi nel lavoro scolastico, nella preparazione dell’asilo,  nella costruzione della scuola di Paris Congo ( ora ferma per i motivi che potete immaginare), nella pastorale giovanile che vogliamo far rinascere, nella pastorale quotidiana: questo è l’anno dedicato alla Parola di Dio, alla sua riscoperta, e immissione nella vita,  nella formazione dei catechisti, degli insegnanti della scuola materna, nei prossimi impegni sacramentali con la celebrazione dei battesimi in diverse comunità. Non è sempre facile. …Ma non pensiamoci troppo! Sandro e Mauro

 

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“ANDARE OLTRE”: SCRIVE

Pubblicato da missionesafa su Aprile 10, 2008

Carissimi, innanzitutto un abbraccio forte. Come state? Qui a Piedigrotta il gruppo continua, anche se dopo una lunga pausa pasquale, in iniziative per la missione rivolte non tanto a raccogliere soldi, ma a tener sempre rivolto il pensiero a “laggiù”  – come missione comune  - modificando il nostro “stile” di vita. Lo Spirito …..ci mette il suo, perchè le risposte di tanto in tanto arrivano: il gruppo dei fidanzati che ha finito il corso ha dato una bustarella molto carina per la missione, qualche genitore ha scelto di rinunciare alle bomboniere per la comunione per sostituirle, come segno,con il segnalibro ( molto carino) che ci siamo inventati e che ha come immagine un puzzle di volti di bambini africani, domenica distribuiremo delle borse pieghevoli da tenere in borsa, abbiamo chiamato l’ iniziativa “La borsa in borsa”, per intervenire sui rifiuti limitando l’uso delle buste di plastica, il ricavato delle offerte sarà per la missione.

E voi? per il mese di maggio dobbiamo preparare il foglietto ” Notizie da Safà” che ogni due mesi il parroco aggiunge al mensile “Qui Piedigrotta”: ci raccontate un pò di vita quotidiana? Le vostre fatiche, l’impegno delle persone, i piccoli (grandissimi) risultati che state ottenendo, la situazione del paese……..tutto quello che vi sembra possa servire a far entrare le persone che leggono nello spirito e nel clima della “nostra” missione

Grazie per tutto quello che fate, sulla  preghiera da parte nostra e sull’affetto grande potete sempre contare. A presto,Nica

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CAROVITA IN CENTRAFRICA

Pubblicato da missionesafa su Aprile 4, 2008

AFRICA
3/4/2008   20.24
CAROVITA (2): PARLAMENTO CENTRAFRICANO CHIEDE MISURE URGENTI
Economia e Politica, Brief

Provvedimenti urgenti per contrastare l’aumento dei prezzi sono stati richiesti dal parlamento di Bangui al ministro del Commercio e dell’Industria Emilie Beatrice Epaye, temendo manifestazioni popolari simili a quelle delle ultime settimane in più paesi africani. Sottolineando che la maggior parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con stipendi miseri e non sempre pagati r, i parlamentari hanno suggerito di eliminare l’imposta sul valore aggiunto dei beni di prima necessità e la creazione di un ente di controllo dei prezzi per evitare aumenti indiscriminati da parte dei commercianti. In un paese che dipende dalle esportazioni, incuneato nel cuore dell’Africa, i deputati hanno anche evidenziato la penuria di molti prodotti che, quando si trovano, sono si scarsa qualità. Epaye ha risposto che il governo si è già interessato al problema con varie misure, tra cui la creazione di un comitato di omologazione dei prezzi. “ Sbarcare il lunario diventa sempre più difficile nella capitale; parlando con la gente, si percepisce una povertà crescente e un disagio socio-economico sempre più grande ” dice alla MISNA una fonte missionaria che opera a Bangui. “ Per fortuna qui il pasto quotidiano si fa a base di manioca, che abbonda – continua il missionario – ma i prezzi di alimentari importati, come patate o pomodori, è salito; anche il sacco di cemento, altro bene importato, è passato da 10.000 a 17.000 franchi Cfa ” ovvero da circa 15 a 25 euro. [CC]

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Temporale tropicale

Pubblicato da missionesafa su Aprile 4, 2008

Temporale tropicale

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CONTRO LE ARMI: SE INVECE DI GUERRE E ARMI SI SPENDESSE PER…

Pubblicato da missionesafa su Aprile 3, 2008

- Con i soldi spesi dall’amministrazione americana per finanziare un mese di guerra in Iraq si potrebbe garantire l’elettricità a un miliardo di persone che “dopo il calare del sole non hanno mai visto la luce”: lo ha detto, intervenendo a una conferenza sul mercato del carbone in corso a Copenaghen, Rajendra Pachauri, economista e ricercatore indiano che guida il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), organismo Onu – vincitore di un premio Nobel – incaricato di studiare gli effetti e le cause del surriscaldamento del pianeta. Aperto sostenitore della campagna “illuminando un miliardo di vite”, guidata dall’Istituto indiano per la ricerca e l’energia, Pachauri ha spiegato che con 15 miliardi di dollari si potrebbe fornire a un miliardo di persone nel mondo (del miliardo e 600 milioni che ancora oggi sul pianeta non hanno accesso all’energia elettrica) un sistema di elettricità ‘verde’, ovvero alimentato da pannelli fotovoltaici. Secondo i calcoli dell’economista americano Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, la campagna militare statunitense in Iraq costa attualmente 12 miliardi di dollari al mese.

- L’equivalente delle spese militari compiute nel pianeta in sole 48 ore, ovvero quasi cinque miliardi di dollari: è questa la cifra che le Nazioni Unite hanno chiesto ai donatori internazionali per intervenire nel prossimo anno in quelle che lo stesso Kofi Annan ha definito “crisi dimenticate”. La stessa generosità dimostrata nel 2005 dai governi e dalle popolazioni di tutto il mondo per le vittime del maremoto del 26 dicembre 2004 , ha insistito Annan, deve essere estesa anche a quelle crisi (da Burundi e Centrafrica, passando per Somalia, Sudan, Uganda, Repubblica democratica del Congo per arrivare poi a Pakistan, Colombia, Territori palestinesi e Cecenia) che finora non sono riuscite a “catturare l’attenzione internazionale”. I 4,7 miliardi di dollari richiesti per le operazioni del 2006 dall’Agenzia per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) serviranno ad aiutare oltre 31 milioni di persone in 26 paesi. “In un mondo di ricchezza, la continua sofferenza di questa gente è un peso terribile che grava sulle nostre coscienze” ha detto Annan lanciando l’appello annuale per la raccolta d fondi.

                                                   (Fonte MISNA, Da notiziari del mese in corso e del dicembre 2005)

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Recinzione campo parrocchiale: bilancio

Pubblicato da missionesafa su Aprile 2, 2008

atelier

RECINZIONE CAMPO PARROCCHIALE – 4.000 Mq

7.000 €

Offerti dalla parrocchia di  S. Giuseppe dei Canonici Regolari Lateranensi in Roma 4.585.000F

2.826 €

Offerte varie

1.225.500

CFA cemento 129 sacchi

160.000

CFA trasporto materiale

150.000

CFA trasporto materiale

1.960.000

CFA ferro

5.400

CFA ferro per legare

56.600

CFA trasporto ghiaia

25.000

CFA trasporto ghiaia

35.000

CFA trasporto ghiaia

30.000

CFA trasporto ghiaia

1.312.500

CFA cemento 150 sacchi

80.000

CFA trasporto ghiaia

430.000

CFA cemento 50sacchi

90.000

CFA Trasporto 50 sacchi

195.000

CFA Trasporto ghiaia

37.800

CFA Utensili perla coltivazione

95.000

CFA Trasporto ghiaia

83.000

CFA Preparazione mattoni in cemento

5.000

CFA Utensili per la coltivazione

350.000

CFA Muratore manodopera

120.000

CFA Manodopera operai

6.445.800

CFA

9.826

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Atelier: bilancio economico

Pubblicato da missionesafa su Aprile 2, 2008

campo comunitario e recinto

Progetto concluso

L’atelier è stato concluso già da due anni e dovrebbe servire da capannone per una piccola scuola di mestieri. Dovevamo cominciare allora con la scuola di falegnameria ed elettricità in quanto il nostro elettricista, ed anche un po’ falegname, aveva aderito all’idea, considerato anche che era prossimo alla pensione. Ma la società della SCAD, dove attualmente lavora, non lo vuole mollare. Stiamo dunque in attesa. Intanto l’atelier non è costruzione inutile: ci lavorano al coperto gli operai della missione e vi preparano i mattoni di cemento, o vi tagliano le tavole e il diverso legname per le costruzione degli architravi o delle porte, preparano le gabbie per il cemento armato…Insomma una piccola costruzione che ha già la sua utilità, ma attendiamo con ansia l’inizio di questa piccola scuola.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del piccolo atelier. Il progetto della costruzione è terminato ma ancora qualcosa di più importante dobbiamo realizzare per renderlo più efficace.

122.500

  Ferro fondazioni e pavimento

50.000

  Trasporto    

15.300

  Trasporto ghiaia fondazioni

45.400

  Trasporto ghiaia fondazioni

63.600

  Legno per tetto  

375.000

  Cemento    

5.000

  fabbricazione blocchi  

375.600

  ondulati tetto, chiodi  

139.200

  cemento colonne  

75.000

  Ferro colonne  

40.000

  trasporto gravier  

136.000

  cemento colonne  

250.000

  operai    
         

1.692.600

     

2.580 €

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