missione safa

Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archivio per Gennaio 2008

Un Camion per Safa – scheda del progetto

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 29, 2008

UN NUOVO PROGETTO

a partire da Maggio 2007

“UN CAMION PER SAFA”

Dalla Comunità di S.Maria Forisportam – Lucca

Ogni acquisto necessario alla vita della Missione, così come degli abitanti dei villaggi intorno, deve essere fatto nella capitale Bangui che dista 140 km – cioè a 4 ore di macchina – su strade sterrate, molto accidentate a causa delle continue piogge e dei passaggi di camion che trasportano il legname pregiato.

 

camion 1

Imprevisti lungo la strada

E’ in progetto la creazione di una cooperativa agricola, attraverso l’offerta di un microcredito.

A tale scopo sarà molto utile, oltre ad un trattore che faciliti la coltivazione (cui sta pensando la comunità CRL di S.Agnese a Roma), anche l’acquisto di un camion che permetta il trasporto in proprio dei prodotti per la vendita nella capitale, Bangui.

camion 2

Una strada della Capitale, Bangui

Il trasporto con i mezzi pubblici è, infatti, molto costoso oltre che difficile e si andrebbe a vanificare gran parte del guadagno ottenuto dalla vendita. Lo sviluppo di una comunità si basa anche sull’indipendenza economica e sulla responsabilità nel curare il proprio sostentamento.

La nostra comunità di S. Maria Bianca si è impegnata nella realizzazione di questo progetto.

Preventivo: 55.000,00 €

Al 27 gennaio 2008:

raccolti 13.250 €

 

L’impegno è notevole…

Ci dai una mano?

Riferisciti a don Alessandro a

S. Maria Bianca

oppure: c/c 3671454

ABI 02008 – CAB 03220 – UNICREDIT

Ag. 20 via Nomentana, 38 – Roma

Causale: SAFA – PROGETTO CAMION

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dalla MISNA

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 28, 2008

REPUBBLICA CENTRAFRICANA
28/1/2008   17.26
NOMINATO NUOVO GOVERNO PER AFFRONTARE LA CRISI SOCIALE
Economia e Politica, Brief

È stato nominato oggi il governo del nuovo primo ministro Faustin Touadéra, che dal 22 gennaio scorso sostituisce il dimissionario Elie Doté. La nuova squadra di governo, secondo il decreto firmato dal presidente François Bozizé e letto alla radiotelevisione pubblica nel pomeriggio, conta quattro ministri di Stato, 18 ministri e sei ministri delegati. Undici nuove personalità, tutte provenienti da alleati della maggioranza, entrano a far parte dell’esecutivo. Tra i nuovi ministri accedono agli Esteri Dieudonné Kombo Yaya, alla Comunicazione e Riconciliazione Syriaque Gonda, allo Sviluppo e Turismo una donna, Bernadette Sayo. Nessun cambiamento invece ai ministeri chiave di Interni, Difesa (in mano a Bozizé), Giustizia, Attività minerarie o Finanze. Le dimissioni del governo di Doté erano intervenute “per salvaguardare la pace sociale e la concordia nazionale” in un paese in piena crisi a causa dello sciopero dei dipendenti dell’amministrazione pubblica, in atto dal 2 gennaio scorso. Compito del nuovo esecutivo sarà di trovare soluzioni urgenti alle proteste e alle rivendicazioni di migliaia di lavoratori in attesa di stipendi da mesi.

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La scuola di Saguila, oggi 26 gennaio

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 27, 2008

La nuova scuola di Saguila… in stagione secca

E’ scomparso il verde dalla nostra scuola….la costruzione è conclusa, ci manca la pittura all’interno delle classi ma attendiamo di realizzarla qualche giorno prima dell’inaugurazione, prevista per il periodo pasquale.

Tutta la popolazione di Saguila, soprattutto i ragazzi, ringraziano tutti coloro che hanno partecipato alla costruzione della Nuova Scuola, ed in particolare: la Famiglia Magaldi Mandracchia…la parrocchia di Santa Maria di Piedigrotta, la Comunità di Santa Maria Bianca di Lucca, i piccoli amici, le loro famiglie e gli insegnanti della scuola romana “Lente della Rovere”, che hanno finanziato l’acquisto di tutti i libri. Grazie infinite a coloro che ci hanno sostenuto nella non facile impresa!

scuola saguila 08 scuola saguila2

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L’ufficio della scuola di Saguila

L’ufficio della nuova scuola di Saguila, con la targa che le dà il nome:” Maria Magaldi Mandracchia”

ufficio scuola
ecco l’ufficio

ufficio scuola dettaglio

ed ecco la targa nel dettaglio!

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L’asilo Nicolo, oggi 26 gennaio 2008

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 26, 2008

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I muri crescono… le finestre sono fatte! A qualcuno sembrerà che andiamo lentamente. Ma guardatela bene, è una grande costruzione!

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Abbiamo un edificio centrale di 2 classi di 12m x 8m, due edifici laterali: a sinistra il refettorio, di 12 m x 4m, e quello di destra, di ugual grandezza che ospiterà una piccola classe e un piccolo dormitorio per i più piccini.

fondamenta della cucina e del deposito

Qui vedete una foto che mostra soltanto delle fondamenta…è la cucina e il deposito ( 8m x 4m).

Non abbiamo macchinari per preparare l’impasto del cemento e ghiaia o sabbia,non abbiamo impalcature moderne, le donne portano l’acqua con i secchi, i genitori scavano alla sorgente per prendere sabbia e ghiaia, e così pagare la scuola dei loro figli, tutto è sostituito dalle pure e semplici braccia, poderose direi, degli 8 operai che ormai costituiscono l’equipe “collaudata” dei nostri progetti.

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Ora, come avete visto, stiamo gettando i cordoli a supporto del tetto, degli architravi…Fine Febbraio dovremmo aver coperto i quattro edifici…poi una parte dell’equipe farà l’intonaco, mentre l’altra andrà a lavorare sulle fondazioni e le pareti dell’edificio scuola di Paris Congo…Ma più importante ancora è sapere che le tre insegnanti stanno facendo una buona preparazione a Bangui, e nel frattempo stiamo anche preprando la nuova equipe insegnanti per la scuola di Paris Congo.

Vorremmo che alla bellezza esteriore corrispondesse un buon insegnamento e la formazione dei ragazzi migliorasse. A Saguila i risultati cominciano a vedersi, ormai il 90% degli alunni legge e scrive…vi sembrerà strano, ma è così: siamo partiti proprio da zero…e quanto stiamo raccogliendo ci rende felici…Anche i ragazzi lo sono, e molto, vengono a scuola con gioia ed amano passare le loro 7 ore sui libri…pur se, per molti di loro, l’ultimo pasto risale alla sera precedente..e cosa avranno mangiatooo? Un po’ di polenta e foglie di manioca?!

L’asilo ” Nicolo’” dovrà rappresentare qualcosa di estremamente importante….perchè dovrà già scolarizzare i piccoli, e perchè no, iniziarli alla lettura, alla scrittura ed …alla fantasia !!! Alla gioia!!!

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Articolo dal mensile della Parrocchia S.Maria di Piedigrotta – Napoli

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 26, 2008

 TAM TAM DA SAFA

Progetto Scuola Paris-Congo 

Come gruppo Andare Oltre abbiamo scelto per l’anno 2008 di contribuire al progetto Scuola a Paris Congo. In tempi recenti Don Sandro ci scriveva: “mi sembra importante continuare il nostro impegno per la scuola, vista la condizione in cui si lavorava in questo settore e il livello bassissimo dell’insegnamento e dell’apprendimento. La scuola rappresenta una sfida a lungo termine ma, credo, la più importante. Noi sappiamo che i progetti di assistenza, troppi, cadono nel nulla, anche se nell’immediato sembrano risultare i più gratificanti. Avevo quindi proposto di pensare alla costruzione di un’altra scuola, a Paris Congo. Questo villaggio si situa strategicamente nel mezzo di altri 3 villaggi, molto vicini (non più di un chilometro). Una scuola a Paris Congo vuol dire meno alunni alla Safa, satura e incapace di accogliere i molti altri ragazzi che vogliono iscriversi alla scuola primaria.”

Diveniamo, quindi, sempre più consapevoli del fatto che scopo della Missione è rendere più liberi gli

abitanti di Safà. Da Cristo tutti noi siamo chiamati a libertà! Libertà è non essere strumentalizzati da altri, è divenire autonomi, capaci di autogestirsi, di conoscere le possibilità richieste per crescere e maturare da donne e uomini veri. Libertà non è possibile se non si conoscono i rischi e non si hanno gli strumenti per evitare di cadervi.Libertà non è possibile, senza conoscenza dei fini che si vogliono raggiungere, senza la consapevolezza data dall’istruzione.Costruendo una nuova scuola a Paris Congo diamo ai nostri giovani amici gli strumenti per essere sempre più liberi, coscienti e responsabili, in grado di non cadere nelle mani di chi vuole solo servirsi di loro!

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PARIS CONGO

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 22, 2008

Proprio non si sa chi ha inventato questo nome per il villaggio di circa 1.500 abitanti a 4km dalla missione. Probabilmente qualcuno che ha viaggiato a Parigi ed in Congo, o un congolese particolarmente legato a Parigi che in passato ha abitato il sito. Certo è che questo villaggio non ha certamente niente né di Parigi né del Congo.

Quando vi si passa però vi si scorge una certa dinamicità, vita. Il villaggio si distende sulla strada che da Scad va a Mouscou (guarda qui la foto dal satellite), vi passano molti camion ( trafic) quelli che trasportano persone e merce di ogni tipo diretti a Bangui. Gli arabi hanno capito l’importanza del piccolo villaggio e numerosi vi hanno messo radici, e silenziosi fanno i loro affari. Paris Congo si trova al centro di altri 4 villaggi: Wele Wele, PotoPoto, Petené e la Bombolé. In verità Paris Congo è l’insieme di due centri ed unito a tutti i villaggi nominati vi si contano circa 3.000 abitanti. A Paris Congo è presente la più giovane Comunità di Base della nostra Parrocchia, con circa 400 fedeli, non tutti assidui, ma da due anni vediamo crescere non soltanto il numero dei cristiani che frequentano ma anche diversi gruppi e movimenti che ci fanno ben sperare, non ultimo un bel gruppo di Scouts che sotto la guida di Mauro stanno emergendo.

Da un anno circa abbiamo lanciato il progetto di costruzione della Cappella, ora, un insieme di foglie di palma e rami d’alberi, ma nella valutazione delle urgenze e priorità della comunità a poco a poco si è imposta la necessità di costruire una nuova scuola. Tutti i villaggi citati raccolgono circa 600 bambini e ragazzi che dovrebbero frequentare la Primaria ( Fondamentale 1), ma soltanto 150 vanno regolarmente a scuola. La scuola più vicina si trova qui, alla missione, Safa Bernabeng, ed è satura di alunni provenienti da ogni villaggio limitrofo…purtroppo molti non trovano accoglienza. A Poto Poto c’è una scuola del villaggio ma i genitori non hanno molta fiducia negli insegnanti, per altro cacciati dalla nostra scuola della Safa per la loro condotta immorale (uno ha violentato una ragazza, altri sono spesso ubriachi…). I genitori di Paris Congo, dopo aver visto che a Saguila era sorta una bellissima scuola, e che essa cominciava a ben funzionare, con disciplina, e che i ragazzi cominciavano a leggere e scrivere e apprendere una metodologia di studio, non hanno esitato a mettere da parte il progetto della Cappella e discutere sulla nuova scuola da farsi.

Abbiamo fatto una serie di incontri con la popolazione e piano piano abbiamo reso operativo un progetto. La costruzione della scuola si farà in due momenti: nel 2008 si costruiranno tre classi, ed a ottobre dovrebbero anche iniziare i corsi per alcuni ragazzi più piccoli; nel 2009 si dovrebbe completare la costruzione di tutta la scuola ed aprire le porte a tutti i ragazzi e ragazze dei diversi corsi. Perchè due tappe? Perchè i soldi per tutta la scuola non ci sono, e poi la nostra ‘ impresa lavori’ è troppo impegnata con il nuovo asilo “Nicolò”che avanza speditamente ma domanda ancora molto impegno.

La comunità di Piedigrotta-Napoli ed altri amici (Famiglia Rossano,famiglia Saffiotti, Angela, Elio, Patrizia Di Marco, Fiammetta…e i libretti solidali-matrimoniali di Laura e Francesco) hanno aderito all’impresa, li ringraziamo vivamente e siamo sicuri che potremmo dare compimento ai nostri propositi. Comunque la popolazione di Paris Congo non resta a guardare….hanno già pulito il terreno liberandolo dagli alberi, arbusti….e hanno già fatto uscire le pietre per la fondazione ed una parte della ghiaia….domani faremo visita al terreno e cominceremo a prendere le misure ed inquadrare la costruzione…e poi la settimana prossima si scava!!! Bisogna approffittare della stagione secca…sappiamo quanto abbiamo sofferto per i trasporti a Saguila, e un po’ ne paghiamo le conseguenze. C’è attesa, ma anche voglia di fare e come sempre noi vogliamo che la popolazione sia parte attiva altrimenti ci si ferma! Paris Congo attende il vostro aiuto, ma vuole anche credere in se stessa….Non potranno certo trovare i 50.000€ per il materiale e la costruzione, ma laddove possono esserci ci saranno. E non vogliono soltanto una bella scuola, ma una buona scuola. Ecco perchè stiamo già pensando anche agli insegnanti, alla loro formazione continua per chi l’ha già cominciata e nuova per coloro che si sono avvicinati ai nostri progetti soltanto ora.

Saguila ci ha dato tanto coraggio e vogliamo rischiare ancora sulla scuola. Non c’è altra scelta!! Anche se i ritmi sono sempre più frenetici.

Nei prossimi giorni vi invieremo alcune foto di Paris Congo…Agli amici che ci aiutano nel sito chiediamo di aprire una cartella per il progetto Scuola Paris Congo…Accogliamo ogni proposta e suggerimento!

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Tornando da Safa

Pubblicato da missionesafa su Gennaio 6, 2008

Tornando da Safa

di Vittorio Felli

(pubblicato in “Notizie dei Canonici Regolari Lateranensi”, anno XXXV, n.60, dicembre 2007, pp.29-31)

Ho scritto e riscritto queste poche righe, ho tentato di farne un breve racconto interessante o un articolo di viaggio, ma ho deciso infine che non c’è spazio in questa sede che per delle brevi conclusioni a titolo personale su ciò che ho potuto vedere e sentire in Centrafrica, nella zona rurale nel sud del paese, dove si trova la Missione Safà dei nostri due amici don Sandro e don Mauro. Una descrizione unicamente oggettiva richiederebbe molti più dettagli.

La Repubblica Centrafricana è un luogo lontano: la mia opinione è che per larga parte si tratta di una lontananza studiata, organizzata, controllata, mantenuta e soprattutto accettata da alcuni, sia all’esterno che all’interno del paese.

La prima lontananza, la lontananza madre, è la miseria, che non intendo qui solo come profonda mancanza di beni materiali e di una condizione di vita che la nostra società chiamerebbe “dignitosa”, ma anche mancanza di risorse culturali, personali e strutturali per venirne fuori. Per quanto ho osservato, credo che la miseria per questa gente non sia uno stato attuale dinamico quanto una condanna senza appello. Parlando di miseria culturale, devo precisare che non mi riferisco alle diverse culture popolari né a quelle religiose, che ho conosciuto molto parzialmente sia per motivi di tempo che per un’oggettiva difficoltà ad entrare in una relazione non superficiale con le persone del posto, anche se ho sentito parlare dai due missionari di patrimoni che definiremmo “molto avanzati”, come ad esempio il culto e il rispetto della natura e dell’uomo come parte pulsante di essa o la parità effettiva dei due sessi nella società pigmea. Per miseria culturale e personale parlo invece della degenerazione, presunta, della cultura popolare nella superstizione, nel consumismo e nella nullafacenza, nella mancanza dello spirito del lavoro, dell’economia familiare e del vivere nelle e secondo le istituzioni, nel tentativo di prendere vantaggio sempre e comunque da persone e situazioni. Riguardo alla famiglia, senza giudizi di merito, nella società che ho visitato ho sentito che la poligamia, spesso senza matrimonio e senza chiari impegni nei confronti della donna, è largamente accettata. Sulla cura dei figli non ho un’opinione precisa, anche se ho visto moltissimi bambini venire a scuola senza la minima attenzione all’igiene. Credo che miseria personale, in una società centrafricana che è stata forzata dal colonialismo alle regole del mercato internazionale, è per questo anche qualità molto bassa dell’istruzione scolastica, che io stesso ho verificato all’interno delle classi delle due scuole prese in carico dalla Missione. Posso assicurare che la distanza nell’istruzione tra le nostre giovani generazioni europee e le loro, per quanto ho visto, è enorme.

Intendo invece per miseria strutturale la latitanza o l’assenza appunto delle strutture istituzionali, sociali ed economiche intorno all’individuo che gli permettano un qualche sviluppo personale o una qualche sicurezza. In effetti, da ciò che ho visto e sentito dalla gente del posto e dai due don, in particolar modo per scuola e sanità lo Stato è praticamente assente, soprattutto nei confronti delle popolazioni rurali, che costituiscono un’altissima percentuale del totale. Le persone lamentano poi una elevatissima corruzione, dai politici ai funzionari di più basso rango, che riduce quasi a zero la fiducia nella giustizia dello Stato, già molto bassa, a quanto ho capito, per motivi culturali.

La proposta della missione dei CRL si poggia su due pilastri: la scuola e il Vangelo. Non a caso li nomino in quest’ordine, poiché nel panorama cui ho accennato, è forte la convinzione in tutta la Diocesi che la proposta del Vangelo deve arrivare insieme e forse essere preceduta da un forte sostegno allo sviluppo della persona nei suoi molteplici aspetti, nel profondo rispetto della cultura e della stessa religione o dei sentimenti religiosi che si trovano nel posto.

La mia conclusione è duplice.

In primo luogo credo che la lontananza tra il nostro mondo e il loro è terribilmente grande e che essa è soltanto in piccola parte imputabile al popolo centrafricano e alle difficoltà del suo percorso storico, mentre è un sistema internazionale che condanna questa come altre nazioni alla schiavitù della miseria, nei suoi diversi significati.

Credo però sia stato anche un bel viaggio, una scoperta di un luogo profondamente diverso, difficile, cupo ma anche molto affascinante. Nell’impegno grandissimo, pesante e stancante di cui i due don missionari si fanno carico ogni giorno, sono fortemente convinto sarebbe un’occasione persa e anzi un vero peccato, per chi può e vorrebbe e magari tentenna, religioso e non, mancare di dare il proprio contributo non soltanto a distanza, ma anche con una presenza sul posto, nei tempi e con le finalità che sicuramente potrebbero essere concordate insieme.

Buon viaggio!

Vittorio Felli

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