…Vittorio Felli, un dinamicissimo giovane ingegnere romano (mi dice di aggiungere “anche bello!!”) che ci ha raggiunto agli inizi di ottobre per vivere con noi una ventina di giorni. Ci sta dando una mano in molte cose, ma soprattutto insegna inglese ai maestri.
Risultati positivi in breve tempo, anche se ora stiamo studiando come continuare questa formazione. Vittorio è andato anche nelle scuole, in una CM2 (nostra quinta elementare) ed ha fatto lezione su Erodoto, una lezione – gioco, se vogliamo dire, ma ben accolta dagli alunni.
Le scuole funzionano a pieno ritmo e ” yeke Yeke” ( piano piano) si cominciano a vedere dei piccoli cambiamenti. A Saguila è nata l’associazione dei genitori per la scuola con l’intento di aiutare i responsabili nella gestione dell’Istituto. Ora toccherà alla Safa. I genitori sembrano favorevoli a pagare quanto necessario, ma molti non ne hanno le forze. Allora ci siamo inventati il lavoro di trasporto di ghiaia per pagare la scuola dei figli. La ghiaia ci serve per l’asilo, e ce ne servirà molta…
A giorni, finito l’intonaco della scuola di Saguila e e les toilettes, sposteremo il nostro cantiere nella cappella di Saguila per portarla a termine, ma allo stesso tempo cominceremo le pareti dell’asilo Nicolò. Abbiamo buone notizie sulla formazione delle tre insegnanti del futuro asilo che stanno facendo uno stage a Bangui. Stanno lavorando bene ed ognuna di loro si sta ‘ specializzando’ per una particolare sezione, fascia d’età dei bambini.
Purtroppo la pioggia continua, mai visto un anno così!! Sicuramente un po’meno rispetto a giugno, luglio, agosto e settembre, ma comunque ancora insistente. Ormai le nostre piste sono simili all’ emmenthal. Ma poi chi le riparerà?
Ora diversi villaggi chiedono di costruire altre scuole, forse non troppo coscienti dell’impegno economico richiesto e dell’impegno che richiede una formazione attenta e buona degli insegnanti. Gli abitanti di Paris Congo stanno già facendo uscire le pietre per la fondazione, pur non esistendo ancora il progetto e le risorse per portarlo a termine. Ma da soli si sono convinti che bisognerà fare questa scuola. Anche Loko vorrebbe una nuova scuola, una nuova chiesa…forse la follia di costruire non ha preso soltanto noi ma anche la gente. Certo è sarebbe un sogno dare una scuola ad ogni villaggio. Ma avremo tutti gli insegnanti disponibili? Certo che la colpa è anche un po’ vostra! eh eh!!! Ci siete talmente vicini! E noi siamo soltanto due. Che bel sogno avere qualcuno che si interessi del mondo dell’educazione, capace! La scuola è l’unico investimento possibile e credibile. Forse meno gratificante nell’immediato, ma certamente più lungimirante e meno dispersivo. Troppi interventi passano davanti alla nostra gente e rafforzano l’idea dell’assistenza, senza rafforzare l’autostima…E tutto muore facilmente…e si ricomincia sempre da zero. Bisognerà forse un giorno discutere seriamente sulla cooperazione internazionale, sugli aiuti ai paesi poveri…. troppi sospetti ancora sulle valanghe di denaro che continuano ad arrivare… e non si vedono cambiare molte cose!
Tutto ha ripreso vita: la catechesi, la vita delle comunità, le attività dei gruppi. Il Mauro è superimpegnato con gli scouts, tutti celibi, ma con qualche donna qua e là. Anche il celibato può ridursi ad un’opinione. Tra due settimane riprende la terza tappa dell’alfabetizzazione degli adulti. Il progetto ” Adotta una mamma”, è quasi già al primo anno di vita. Ora ci saranno nuove adozioni. Abbiamo pensato di coinvolgere le mamme nella scuola per le pulizie, la disciplina esterna…una specie di bidelle e non confinarle sempre nei campi a tagliare erba, o portare pesi.
Vittorio vuole solo aggiungere qualche parola di saluto…e per stasera sarà lui a chiudere.
” Aggiungo appunto con piacere solo qualche parola, con l’idea di scrivere per chi abbia voglia di leggerlo qualche pensiero più elaborato al mio ritorno, quando la lontananza da Safa e dal Centrafrica mi aiuterà a cercare la massima obiettività. Parlerò qui del perchè della mia lezione agli studenti, citata da Sandro, su Erodoto, il famoso storico greco. Un ragazzo si è alzato in classe e mi ha chiesto cosa faccessi qui. Per uno che dice di non essere un “père” è in effetti doveroso dare qualche spiegazione, la domanda è ben posta. Ho risposto, come avrebbe probabilmente risposto Erodoto, e scusate la presunzione! Ho detto che sono venuto qui a viaggiare, oltre che a trovare la missione dei miei due amici. Ho detto che avevo voglia di conoscere il posto, di vedere come vive la gente e di ascoltare le storie che si raccontano qui su questo o quell’avvenimento. Ho spiegato che Erodoto, il personaggio della mia cultura che volevo loro presentare, era appassionato per la conoscenza di ciò che è lontano e diverso, era convinto che la concordia tra i popoli venga dalla conoscenza reciproca, e al contrario i pretesti per mantenere la distanza tra le culture e per giungere alla guerra si fondino sull’ignoranza reciproca. La lezione era sotto forma di gioco, i ragazzi si sono divertiti, cosa abbiano capito non so dire…..ma tant’è, mi sembravano contenti di replicare la lezione!”. Un saluto da tutti noi!!!
