missione safa

Sito di informazione della missione di Safa dei Canonici Regolari Lateranensi

Archivio per Marzo 2007

Verso la Pasqua

Pubblicato da missionesafa su Marzo 31, 2007

Carissimi amici, ci scuserete se in questi giorni vi abbiamo scritto poco, ma siamo piuttosto presi con i lavori della scuola: volevamo, e ci siamo riusciti, terminare le fondazioni del secondo edificio scolastico di Saguila prima dell’arrivo delle piogge che si stanno affacciando, e violente. Ieri sera, per esempio, una forte tromba d’aria ha preso alcuni villaggi ed anche il nostro. Parecchi tetti spazzati via, il deposito dei medicinali delle suore scoperchiato.

Noi grazie a Dio siamo stati risparmiati, tranne qualche piccolo danno. Purtroppo è caduto il nostro bell’albero di cocco, che si è adagiato sul tetto del garage senza fare danni, quasi avesse voluto addormentarsi per sempre. Peccato, i suoi frutti erano buonissimi. La gente oggi era tutta indaffarata ad aggiustare le loro paglie, a rimettere qualche mattone di terra. Faceva molto caldo in questi giorni, ed anche ora, e forse ci aspettavamo un colpo forte, anche se non così violento.

Ora ci accingiamo a vivere la Settimana Santa. Domani giorno delle Palme io andrò a Loko, Mauro a Saguila. Mercoledì saremo in cattedrale per la messa del Crisma e la giornata di ritiro per i sacerdoti, poi giovedì insieme a Poto Poto ( vuol dire: fango) per la messa del Giovedì Santo, Venedì a Mouscou, e Sabato Notte, per la Veglia Pasquale, io a Scad e Mauro alla Missione, uniche chiese dove è possibile avere l’elettricità grazie ad un generatore di corrente.

Dopo la Pasqua partirà la costruzione dell’asilo Nicolò, e cominceremo con il portare l’acqua e la costruzione di un serbatoio. Poi le fondazioni. Speriamo che il tempo sia clemente, ma siamo felici di dare inizio a questa nuova opera per i bambini della Safa.
Ecco in breve la nostra vita.

Vi invito a sbirciare nella pagina “->TUTTI I PROGETTI” dove, ad uno ad uno, li stiamo presentando così da permettere, a chi lo voglia, di avere le idee più chiare ed avere anche alcune foto e filmati a riguardo.

Vi anticipiamo i nostri auguri migliori per questa Settimana Santa. Per credenti e non la Pasqua di Cristo ha segnato anche il percorso della storia. Tutti possiamo condividere che Donarsi, come Lui, alle persone, perchè la Vita sia in tutti, è un atteggiamento che ci permette di essere sempre più Umani.

Salutissimi. Sandro e Mauro

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Progetto “La Cappella di Bokopi”: carrellata di foto

Pubblicato da missionesafa su Marzo 30, 2007

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Progetto “La Cappella di Saguila”: carrellata di foto

Pubblicato da missionesafa su Marzo 28, 2007

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LA CAPPELLA DI BOKOPI (new! foto)

Pubblicato da missionesafa su Marzo 21, 2007

Era il mese di Novembre 2004 quando per la prima volta io e don Alessandro ci recammo a Bokopi per celebrare la messa.

arrivo a bokopi
Bokopi è uno splendido villaggio a 37 km dalla missione, il più lontano, da raggiungere in auto attraverso una ’strada’ in piena foresta, una foresta ancora vergine, bellissima. Il sole scompare coperto da una intensissima vegetazione che spesso invade il sentiero. Dovesse cadere la pioggia è meglio rinunciare al viaggio, perchè spesso cadono giganteschi alberi e le enormi buche coperte d’acqua possono giocare cattivi scherzi. Purtroppo, pur sapendolo, qualche volta ci siamo caduti dentro, ed è soltanto grazie a l’esperienza ed alla forza dei nostri accompagnatori che ne siamo usciti.

cade un albero

Ma questo accade in rare occasioni durante la stagione secca, quando violenti, rari, temporali scaricano enormi quantità d’acqua.
Durante la stagione delle piogge bisogna proprio rinunciare all’auto e preferire un bellissimo viaggio in piroga di quasi tre ore. Bellissimo, ma anche faticoso perche i riflessi del sole sull’acqua ti scottano ben bene. E poi la piroga non è molto comoda…Ma bisogna andare, le persone ci attendono.

l’arrivo in piroga l’arrivo in piroga 2

Quando arrivammo la primavolta ci fermammo a contemplare questo bellissimo insieme di piccole case di fango o mattoni d’argilla cotti al sole, disteso, quasi a riposare, sulla sponda della Lobaye dove in continuazione i bambini sguazzano, giocano o si esercitano al pesca, e dove spesso le mamme scendono per lavare i più piccoli e i vestiti della famiglia.

bambini sguazzano
Bokopi, un tempo, era un centro frequentatissimo dai turisti perchè lì si vedevano e si potevano catturare le più belle farfalle del Centrafrica…ora Bokopi è dimenticato,difficile da raggiungere.
La foresta di Bokopi è la casa di centinaia di pigmei, i più esperti ed abili cacciatori e pescatori. I pigmei però sono anche sfruttatissimi dai bantù, razza dominante.

case dei pigmei
Proprio a causa del difficile accesso, per lungo tempo, la comunità cristiana cattolica di Bokopi è stata un po’ dimenticata e costretta a ridursi ad un piccolo gruppo di fedeli (un centinaio) per la mancanza di sacerdoti, celebrazione della messa e dei sacramenti, una fragile formazione dei responsabili e dei catechisti.
Quando abbiamo terminato la nuova cappella molte persone ci hanno chiesto cosa dovessero fare per rientrare nella comunità. E credo che la disgrazia si sia trasformata in profezia allor quando, dopo la nostra prima visita, la vecchia, decrepita cappella di pali, di foglie di palma è caduta.

case di bokopi

Qualcuno forse avrebbe potuto dire che portiamo iella…Oggi vediamo chiaro.
Non è stato facile costruire la nuova cappella di sette metri per quindici. Il problema più grande è stato il trasporto del materiale, ma ce se n’è aggiunto un secondo: la scarsa partecipazione iniziale delle persone alla raccolta della sabbia, della ghiaia il trasporto dell’acqua. Avremmo potuto accellerare pagando qualcuno che lo facesse ma come spesso vi abbiamo detto, vogliamo che la popolazione smetta l’abito del mendicante e prenda fiducia nelle proprie possibilità, accresca un senso di appertenenza alla comunità, smetta un po’ di piangersi addosso. Abbiamo dovuto tener duro, e spesso interrompere i lavori, ma ora la comunità di Bokopi ha la sua piccola ‘Casa’ per fare famiglia.

la cappella di bokopi esterno nuova cappella bokopi esterno nuova cappella bokopi 2
L’abbiamo inaugurata da poco più di un mese con la presenza del vescovo ed è stata una magnifica festa.

inaugurazione ufficiale cappella Bokopi

Ora bisognerà costruirci l’anima, e cioè la comunione delle persone perchè diventi ancora più bella del gioiellino in piena foresta che oggi ammiriamo.
Il nostro e il GRAZIE della gente di Bokopi va soprattutto al Coro Polifonico di Sant’Agnese in Roma che ha donato 5.000€ frutto della loro attività concertistica. Il contributo ha sostenuto la quasi totalità dell’opera che è costata 7.490 €.
E’ un progetto concluso ma al tempo stasso un progetto che ha aperto un nuovo cammino alla vita di questa piccola comunità. Sandro

***

VEDI LA CARRELLATA DI FOTO!!

***

I CONTI:

FranchiCentrafr. Euro Voce di spesa

2.189.000,00 3.337,0937 Acquisto materiale di costruzione ferro e cemento

655.330,00 999,0396 Acquisto legname

171.600,00 261,6013 Trasporto da Bangui

10.000,00 15,2448 Autista

55.500,00 84,6088 Alimenti operai

4.925,00 7,5081 Petrolio

9.675,00 14,7494 Trasporti materiale a Bokopi

10.000,00 15,2448 Alimenti operai

6.000,00 9,1469 Alimenti operai

6.000,00 9,1469 trasporto piroga 12/6/05

500,00 0,7622 chiodi ( 60 n* 6/80 n* 5)

350,00 0,5336 Petrolio

10.000,00 15,2448 Alimenti operai

4.000,00 6,0979 Piroga trasporto 24 pezzi per tetto

87.000,00 132,6300 10 sacchi di cemento

2.925,00 4,4591 Trasporto materiali

10.000,00 15,2448 Alimenti operai

1.500,00 2,2867 Viaggio SaintCyr a Bokopi

12.000,00 18,2938 Trasporto legno 12/7

10.000,00 15,2448 alimenti operai

42.880,00 65,3698 calce

285.000,00 434,4777 30 sacchi di cemento

20.000,00 30,4897 Gasolio

5.000,00 7,6224 Alimenti operai

70.000,00 106,7138 croce altare

28.500,00 43,4478 operai

49.000,00 74,6997 trasporto

6.000,00 9,1469 trasporto

237.500,00 362,0648 sacchi cemento

160.000,00 243,9173 paga operai

6.000,00 9,1469 Piroga

320.000,00 487,8346 pittura

120.000,00 182,9380 paga operai

150.000,00 228,6725 banchi

150.000,00 228,6725 porte

—————————————————————————-

TOTALI:

4.906.185 CFA = 7.479,39 EURO

 

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ADOTTA UNA MAMMA (new! foto)

Pubblicato da missionesafa su Marzo 20, 2007

L’adozione consente di offrire ad una mamma un lavoro con regolare stipendio mensile per la durata di un anno.
Perchè “adotta una mamma?” …e non, come di solito, un bambino/a?

le mamme di safa bonificano il sito
Ecco le ragioni che giustificano questa nostra scelta:
- la vita dei figli della famiglia centrafricana dipende quasi totalmente dalla donna. La maggioranza degli uomini, spesso, se hanno uno stipendio o qualche ricavato da piccolo commercio, vendita dei prodotti del campo, conservano per se stessi il denaro (alcool, donne, vestiti personali…). E’ la donna che si fa carico della salute, del cibo quotidiano, della scuola dei figli.

-La donna è spesso dipendente dell’autorità dell’uomo…
-Ancor bambina spesso le viene negata la possibilità di studiare perchè necessaria al sostegno della famiglia, alla cura dei fratelli più piccoli

Si vuole quindi consentirle un recupero di dignità.

PROPOSTA: Chi volesse partecipare attivamente al progetto può farlo depositando un’offerta, e se possibilitati, il totale del denaro, che consentirà un’adozione annuale: 400 euro pari a circa 250.000 Franchi.
Lo stipendio mensile è di 20.000franchi. Ad ogni donna adottata si chiede un lavoro quotidiano di cinque ore.

IL PROGETTO OGGI: Dal novembre 2006 hanno potuto usufruire di un lavoro 13 donne. La maggior parte del lavoro si svolge nel campo comunitario, o alla missione o nelle diverse comunità della parrocchia secondo le necessità.

Il nostro grazie a: famiglia Manfrin, al gruppo catechiste di Candiana, alla famiglia Canton Giampaolo, Caridà Gennaro, Clara Petroni, don Paolo Menichetti, famiglia Longhin Aldo, Lella Formilli, Mimmi Vallini, l’amica Giovanna di San Floriano, il gruppo ministranti e don Giuseppe Ganassin di San Floriano, Ferraris Carla, che hanno sostenuto le 13 adozioni.

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Il progetto Asilo Nicolò (Nuccia e Giovanni)

Pubblicato da missionesafa su Marzo 14, 2007

Roma, Dicembre 2006

Carissimi,

quando Nicolò, poco meno di due anni fa, ci ha improvvisamente lasciato e ancora lo scorso anno, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa, tanti amici ci hanno dimostrato, a parole e nei fatti, il loro interesse a fare insieme qualcosa di utile agli altri nel nome di Nico. Ci sono arrivate anche alcune somme di denaro che in questi due anni abbiamo cercato di mettere a frutto. E’ nata cosi ‘la libreria di Nico’ nella ludoteca del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli all’Universita cattolica di Roma. Siamo anche riusciti a fare in modo che alcuni bambini meno abbienti potessero partecipare a un viaggio di studio in un college di Londra promosso dalla scuola pubblica frequentata da Elisa ed Emma. Infine, con quanto di quelle somme è rimasto, abbiamo aiutato un progetto che un nostro amico, Sandro Canton, da qualche anno sta portando avanti in Africa, a Safa, nel cuore della Repubblica Centroafricana.

Sandro sta per costruire due nuove scuole che si aggiungerebbero alla sola esistente nella missione al servizio di ben 10 villaggi, per una platea scolastica di circa 5.000 bambini da scolarizzare. Nella parrocchia, estesa est-ovest 60 Km e nord-est 40 Km, esiste soltanto un’altra scuola pubblica, nel villaggio della Scad, ma anch’essa non è sufficiente a raccogliere altri 4.000 alunni del setore ovest della parrocchia. Ora, insieme, abbiamo deciso di aprire anche l’asilo. E questa scuola materna in piena giungla africana avra il nome di Nicolo.

(clicca QUI per vedere il progetto di Sandro).

La scuola primaria gia in funzione gode dei finanziamenti internazionali per i programmi di alfabetizzazione ed e ora completamente autosufficiente, anche dal punto di vista economica. Il progetto di Sandro, infatti, e stato quello di realizzare intorno alla scuola anche ‘posti di lavoro’ per i genitori (laboratori di artigianato, sartorie, piantagioni, allevamenti) i cui prodotti vengono venduti nei mercati centroafricani , garantendo ora l’automantenimento della scuola. Cosi dovra essere anche per il nostro asilo. Prima, pero, ci vorrà un po’ di tempo, se non altro perche per una scuola materna non e possibile contare sui programmi di sostegno all’alfabetizzazione, non trattandosi di scuola dell’obbligo. La Comunita africana di Safa ha gia approvato il progetto nel dettaglio e ha deciso di chiamarlo ‘JARDIN D’ENFANCE NICOLO’ ( il francese e la lingua che viene studiata a scuola, insieme alla loro lingua).

Se noi riusciremo a fare in modo che il primo semestre del 2007 sia quello della costruzione dell’edificio, gia dal prossimo settembre l’asilo potra ospitare i primi 50 bambini. Il costo oscilla intorno ai 40 mila euro – al cambio attuale- per la realizzazione della scuola (materiali, manodopera,costruzione, acquisti/realizzazione di banchi, armadi, lavagne, materassini per il riposo, cucina, etc). Ai quali va aggiunta la garanzia di circa 12 mila euro ogni anno scolastico successivo per il funzionamento (stipendi insegnanti, cuoche, assistenti dei piu piccini, acquisto di cibo, materiale igienico, sanitario e didattico). Proveremo comunque a cercare di coinvolgere nel progetto la Fao e il Pam (Programma Alimentare Mondiale), essendo obbiettivo stesso del nostro progetto fare in modo che l’asilo sia quanto prima non solo autogestito ma anche autosufficiente.

Insieme a questa lettera troverete il dettaglio ed una scheda riassuntiva del progetto. Non resta dunque che rimboccarsi le maniche e cercare di coinvolgere il maggior numero di persone conosciute in questa nostra sfida. Contiamo molto sul passaparola e sulla disponibilita di ciascuno di raccogliere personalmente anche piccoli contributi: spesso non si effettua un versamento in banca per timore di poter versare poco, mentre invece alle ‘collette’ fra amici e colleghi si partecipa senza inibizione con qualunque cifra. Per aprire e far vivere ‘il Jardine d’Enfance Nicolo’ c’e bisogno dell’impegno e del contributo di tutti. Somme raccolte e contributi individuali vanno versati sul:

conto corrente bancario n. 1000/9648

ABI: 01010

CAB: 03201

CIN: L

intestato a Giovanni Tortorolo,

c/o Agenzia n. 1 palazzo Montecitorio

San Paolo Banco di Napoli, piazza del Parlamento 24 00186 Roma;

causale: Asilo Nicolo.

Da ultimo, vi chiedo la cortesia di segnalare a questa e-mail:

nicosemidelchicco@yahoo.it

un recapito di posta elettronica vostro o di altre persone da voi contattate, se interessate ad avere informazioni sullo sviluppo del ‘JARDIN D’ENFANCE NICOLO’ e alla costituzione, sulla quale stiamo ragionando, di un’ associazione denominata ‘Nico, i semi del Chicco’ che faccia beneficiare bambini in difficolta di quell’enorme atto di amore che e stata la vita di Nicolo. Grazie di cuore.

Un grosso abbraccio, anche da Nuccia.

Giovanni Tortorolo

***

 

Giovanni Tortorolo

Roma via Nomentana 16 00161

cell. 338 8800332

 

NdR da missionesafa: tre maestre che lavoreranno in questo asilo partecipano al “corso di formazione per insegnanti” (vedi scheda in “Tutti i progetti”)

 

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L’Asilo “Nicolò” (situazione marzo)

Pubblicato da missionesafa su Marzo 14, 2007

Roma, 12 marzo 2007

Carissimi, nel ringraziarvi di cuore per il grande aiuto che stiamo riuscendo a dare alla comunità centroafricana di Safà nella costruzione del loro primo asilo, è arrivato il momento di un aggiornamento sullo stato dell’arte e delle novità che riguardano il progetto nel quale insieme ci siamo impegnati.

I primi due mesi di raccolta per i 40 mila euro necessari per il 2007 (40 per la realizzazione, 12 per il primo anno di funzionamento) affinchè il ‘Jardin d’Enfance Nicolò’ possa aprire i battenti sono stati un successo. A fine Gennaio abbiamo potuto consegnare i primi 12 mila euro frutto della nostra raccolta a don Giuseppe Cipolloni, superiore in Italia dell’ordine cui appartiene la missione dove sorgerà l’asilo e che era in partenza per qualche settimana in Africa. Se a questa prima somma aggiungiamo altri soldi che il nostro amico Sandro aveva ricevuto in precedenza dalla nostra famiglia e ulteriori 8 mila euro che nel solo mese di febbraio sono nuovamente affluiti sul conto del ‘Jardin d’Enfance Nicolò’, possiamo essere di che soddisfatti: all’inizio di marzo abbiamo superato la metà di quanto ci serve raccogliere entro quest’anno. Il che ci fa ben sperare per i prossimi mesi del 2007. Ma soprattutto ci fa piantare un primo fondamentale paletto qui in Italia, proprio mentre giù a Safà hanno finito di disboscare e bonificare il campo dove l’asilo di Nico nascerà e iniziano a mettere le palizzate per la recinzione e le fondamenta: l’asilo di Nicolò in Africa si farà sicuramente, ora resta da vedere in quanto tempo.

Le adesioni, l’impegno, la solidarietà e in alcuni casi anche l’entusiasmo che hanno sostenuto prima l’idea e ora la realizzazione del ‘Jardin d’ Enfance Nicolò’ a Safà sono state e continuano ad essere preziosissimi e fondamentali, prima e ancor più degli importi economici: il motore più potente per la decisione di andare avanti. Per dare il senso della partecipazione, accanto alla pioggia di contribuzioni individuali, ci sono stati amici che hanno deciso di fare di questo progetto la ‘bomboniera’ del loro matrimonio (dando a noi l’equivalente di quella loro voce di spesa), ci sono stati “passa parola” che si sono attivati e hanno varcato con successo l’Oceano (con tante scuse a chi ha avuto problemi con i bonifici dall’estero, per la diversità di coordinate bancarie rispetto a quelle fornite), casse comuni che hanno coinvolto amici e parenti, casse comuni fra colleghi di lavoro in diverse redazioni, uffici, posti di lavoro. La seconda elementare di una scuola pubblica di Roma, in contatto con Safà da qualche tempo, ha invece preso l’iniziativa per un ‘gemellaggio’ con i bambini della scuola primaria, con scambio di lettere, fotografie, informazioni, raccontini. Un altro amico che lavora al Pam (il fondo alimentare mondiale della Fao) farà il possibile, quando sarà il momento, per dare una mano per la ristorazione dell’asilo. Da ultimo, poi, è di pochi giorni fa la notizia che due ragazzi che si sposeranno a maggio nella Basilica romana di Sant’Agnese, Lucia e Matteo, hanno deciso di fare dell’asilo di Nico a Safà la loro ‘lista di nozze’: a loro insieme al nostro grazie, vanno certamente gli auguri anticipati da parte di tutti noi (e se cliccate su www.sole-luna.eu -sito che racconta del loro matrimonio- potrete trovare a breve una pagina web dedicata all’asilo, con qualche immagine di Safà e dei suoi numerosissimi bambini).

Il bilancio di questi primi tre-quattro mesi, dunque, offre l’immagine di una rete che si è distesa e che al momento appare ben salda. Sta a noi continuare ad aggiungere maglie e fare in modo che non si disperda. Ma se le premesse e l’inizio sono questi, direi che si può davvero sperare bene. C’e’ infatti una caratteristica ed una sottolineatura che appaiono comuni alle motivazioni con cui molte persone hanno aggiunto la loro maglia alla rete: la volontà di partecipare in prima persona a un progetto concreto di solidarietà per l’Africa in nome di Nicolò come protagonisti e non solo ‘finanziatori’. Quello che abbiamo insieme avviato vuole essere assolutamente questo. Il lavoro, di certo, non manca.

Per avere un’idea della realtà nella quale abbiamo deciso di operare, alcuni numeri possono aiutarci a farci essere più vicini a loro. La platea dei bambini di Safà in età da scuola elementare è di circa 4.500 in un’area estesa più o meno 50 km e nella quale le scuole primarie sono in tutto tre: due del governo centroafricano ed una della missione guidata da Sandro. Le due scuole ‘pubbliche’ (la definizione fra virgolette è d’obbligo perché il sistema di istruzione centroafricana è comunque a pagamento, quale che sia la proprietà delle scuole) sono frequentate da circa 2000 ragazzi, quella di Safà da 500. Gli insegnanti di quest’ultima sono in tutto tre –il loro stipendio mensile medio è di 25 mila franchi centroafricani, pari a circa 40 euro- e si dividono in tre turni. La percorrenza media giornaliera che ogni bambino fa a piedi per raggiungere la scuola e tornare al proprio villaggio varia dai 6 ai 26 Km; il solo pasto giornaliero, ovviamente, è quello che viene consumato una volta al giorno a casa. In tutta quest’area non esiste alcun centro per bambini al di sotto dell’età scolare: il primo asilo sarà quello di Nicolò.

Questo spiega la grande partecipazione che ‘le mamme di Safà’ hanno messo nel nostro progetto: sono state loro a farsi carico di bonificare il campo per l’asilo dei loro bambini. Ma questo ci dice anche come l’asilo sia solo uno fra i tanti progetti che a Safà -un’area di villaggi che si sta facendo comunità- sono in piedi: è di queste settimane la posa della prima pietra per una seconda scuola elementare, insieme alla decisione di utilizzare l’avvenuta bonifica del campo per l’asilo di Nico per realizzare finalmente anche un primo ospedale materno-infantile. Va da sé che ciascuno di questi progetti comporta non solo una fase di realizzazione ma anche una di mantenimento: nel nostro caso, dopo le mura e il tetto, serviranno i banchi, i quaderni, le matite, i rifornimenti alimentari e sanitari, etc, oltre e soprattutto alla formazione degli insegnanti.

La regola che Sandro ha imposto a Safà è che nulla sia pura e semplice ‘beneficenza’ ma tutto possa/debba concorrere a responsabilizzare le persone e le famiglie nei loro diritti-doveri. Nessun finanziamento, dunque, raggiunge direttamente le persone, ma è la missione che propone occasioni di formazione, lavoro, impiego in cambio di denaro. La scuola stessa è a pagamento, con l’impegno di mettere i genitori in grado di lavorare e guadagnare, ma al contempo cercando di educarli a impegnarsi e spendere per la formazione dei figli.

Del pari –la comunicazione è per chi ne ha fatto richiesta– le adozioni a distanza a Safa sono possibili ma solo per le ‘mamme di Safa’ e non per i bambini. E’ possibile, cioè, non mantenere lo studio di un singolo bambino ma farsi carico e sostenere la sua mamma, aiutandola a rendersi autonoma ed autosufficiente insieme alla sua famiglia. Sono solo alcune delle cose che insieme potremo imparare sulla vita in Centrafrica e, più in generale, nel continente nero, se e per il tempo che decideremo di mantenere noi il funzionamento a Safà del Jardin d’Enfance Nicolò. Ora, comunque, dobbiamo continuare per quanto ci è possibile a impegnarci perché il nostro piccolo ‘Jardin d’Enfance’ si realizzi: il nostro impegno è questo.

Un affettuoso saluto e ringraziamento, anche da parte dei piccoli di Safà. Con il pensiero ancora una volta grato a Nicolò, a due anni dalla sua mai spiegata partenza.

Nuccia e Giovanni Tortorolo

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Una lista di nozze… dono d’amore

Pubblicato da missionesafa su Marzo 14, 2007

La lista nozze? si, no… aspettate, ora vi spieghiamo…

Che cosa volete per regalo? In questi giorni ce lo sentiamo chiedere molto spesso. Ed il regalo di matrimonio? ma la lista nozze dove la fate? Io e Matteo abbiamo a lungo riflettuto su che cosa ci sarebbe piaciuto ricevere. Si, c’é sempre quel videoproiettore di ultima generazione, e qualche altra diavoleria che ci manca. Ma ci siamo guardati negli occhi ed al volo abbiamo concluso insieme che la vita ci ha già dato molto (anche in termini di suppellettili ed oggetti di arredamento che tipicamente finiscono nella lista nozze). Niente lista di nozze quindi, ma per coloro che nonostante tutto vogliono farci un dono in occasione del matrimonio, abbiamo un piccolo suggerimento per loro. Ma prima una piccola digressione su come siamo arrivati a questo punto…

Don Franco

Quando abbiamo deciso di sposarci abbiamo faticato un po’ a stabilire la data perchè dovevamo aspettare che il nuovo Parroco si insediasse a Sant’Agnese. Eravamo nei giorni in cui don Giancarlo lasciava la parrocchia e doveva arrivare don Franco. Sembrava difficilissimo incontrarlo e noi cominciavamo a temere di trovarci di fronte un prete burbero e brontolone! Invece quando lo abbiamo finalmente conosciuto, ci è piaciuto subito il suo stile, il suo modo di fare, il modo in cui concilia leggerezza e profondità. Don Franco é parroco di Sant’Agnese, presso la quale ci sposiamo. É un Canonico Regolare Lateranense ed ha trascorso di recente un mese in Africa.

 

La missione di Safà

Da qualche anno I padri hanno infatti attivato una missione nella Repubblica Centrafricana. La Missione di Safà per l’appunto. Molte le attività avviate, ma ce n’è una in particolare che sta partendo ora: L’Asilo Nicolò. Ed è proprio a questo progetto che ci siamo voluti legare in occasione del nostro matrimonio. Sul nostro sito troverete qualche dettaglio su come effettuare la donazione. In quest’altra pagina invece potrete vedere alcune foto della missione.

 

Lucia e Matteo Rizzolli

PS: altre iniziative di sposi solidali a sostegno della Missione di Safa in “Sacramenti e solidarietà”: vi segnaliamo i “libretti di nozze solidali”.

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lettera dei bambini della scuola “Alfieri/Lante della Rovere” (Roma)

Pubblicato da laurasaffiotti su Marzo 12, 2007

Roma, 7 febbraio 2007

 

Cari amici di Safa noi siamo i bambini della 2°A

La nostra scuola elementare si chiama Lante della Rovere.

E la vostra ?

Oggi la maestra Carmen ci ha fatto vedere le vostre foto e quelle della vostra scuola e ci è venuto il desiderio di scrivervi una lettera per conoscervi meglio e parlare un po’ di noi. Abbiamo molte cose da raccontarvi e siamo curiosi di sapere un po’ di più sulla vostra scuola, sui vostri giochi preferiti e sulle cose che studiate.

In classe siamo 18 bambini di sette anni e ci chiamiamo:

Andrea, Eugenio, Alessandro, Valerio, Tommaso, Marta, Emma, Rachele, Giulia, Giulietta, Marco, Sergio, Lorenzo, Maddalena, Tullia, Beatrice, Vittoria, Tito.

Ci piace tanto giocare, conoscere cose nuove fare sport e disegnare.

Roma è una città molto grande e non è possibile uscire ed andare in giro da soli.

Per andare a giocare fuori al parco dobbiamo essere accompagnati da mamma o papà.

Vorremmo tanto venire a Safa per inventare tantissimi giochi insieme.

Cari amici anche se siete molto lontani noi vi vogliamo già un mondo di bene.

Un abbraccio grande

Gli alunni della IIA scuola primaria

Istituto Comprensivo Alfieri/Lante della Rovere

Roma

leggi la risposta dei bambini di Safa

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FORMAZIONE INSEGNANTI: SI PARTE!

Pubblicato da missionesafa su Marzo 12, 2007

Anzi, siamo già partiti! Ieri, sabato 10 marzo, è cominciata la formazione di 14 insegnanti che dovrebbero poi svolgere il loro servizio nelle due nuove scuole di Saguila e Mouscou.
Chi sono i nuovi insegnanti? Sono giovani persone scelte tra coloro che più hanno studiato. Qualcuno ha frequentato due anni di università, altri hanno concluso il liceo.
Ci chiederete: ma sono in grado di insegnare? Secondo i nostri canoni tutto ciò potrebbe rappresentare uno scandalo, ma questo passa il convento. Undici di loro hanno insegnato lo scorso anno nella scuola di alfabetizzazione degli adulti, e continuano a farlo, e al vedere i risultati abbiamo voluto dar fiducia: previa una seria e lunga formazione che, per l’appunto, è cominciata ieri.
A guidarla un prof. di Bangui che si è consacrato proprio alla formazione degli “agents parents”, cioè coloro che i genitori chiamano nei villaggi a dar man forte all’insegnamento, visto che il governo non fa proprio nulla per la scuola, e tanto meno prepara insegnanti e dà nuovi incarichi.
Il ministero dell’Istruzione dona l’incarico soltanto ad un preside o direttore scolastico ( nelle scuole primarie). E’ un comitato di genitori, nei diversi villaggi, che deve ricercare il personale insegnante e trovare lo stipendio, che quasi sempre esce dai contributi annuali, miseri, delle famiglie.
Ma quello che più fa problema è permettere a questi ‘insegnanti’ di avere un’adeguata preparazione.
Ecco allora il perchè di questo progetto. Sarebbe stato facile costruire una scuola, dare i banchi e i libri, ma la qualità dell’insegnamento?

Ieri, è cominciato questo percorso di formazione. E primo argomento proposto all’attenzione degli insegnanti è stato: ” La psicologia del ragazzo, le sue fasi di crescita e il suo rapporto con il mondo adulto”. Sembra scontato? Qui no, anzi questa attenzione al piccolo è tutta da recuperare.
Il tema è stato presentato dal prof. Mbilo Marcelin, ed è stata veramente interessante, tenendo in seria considerazione la cultura locale, le tradizioni, ma anche la persona nel contesto della globalizzazione.
Abbiamo cominciato! Ora, nel mese di Marzo, faremo dei dibattiti all’interno del gruppo insegnanti per interiorizzare la tematica. La prossima formazione, con un rappresentante Unicef, sarà dedicata ai diritti del bambino.. Ci crediamo, e ci lavoriamo con dedizione. Sandro

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