Dopo due settimane dal mio arrivo nella missione a Safa, il cuore e la mente hanno avuto il giusto tempo per far “depositare” le tante emozioni – come anche un po di tensione- che si agitavano dentro di me…e ora sento il vivo desiderio di dire GRAZIE a tutti voi che mi avete “accompagnato” fin qui!
GRAZIE ai miei genitori e alla mia famiglia “d’origine” per il dono della vita, per i valori cristiani e umani testimoniati insieme con gli innumerrevoli “sacrifici”, fatti sempre per amore di noi figli, per la libertà piena, senza interferenze, nella scelta della propria strada…anche quando, come in questa occasione, ci può essere in loro una certa “apprensione” (mio papà ha detto che sono il primo della famiglia,a memoria sua, a “emigrare” all’estero!)…
GRAZIE alla comunità, confratelli e fedeli, di Lucca che in questi tre anni mi ha accolto come un proprio figlio…e lo faccio con gioia in questo giorno quando a S. Maria Bianca d. Vito Sileoni festeggia i suoi 80 anni: un augurio speciale che giunge da lontano da noi due…per sentirsi veramente un’unica grande famiglia, che giorno per giorno desidera “costruire” ed essere segno di “comunione” nella belleza-fatica dei rapporti quotidiani e nell’incertezza del proprio futuro. Un graziea tutti i parrocchiani che abbraccia bambini, ragazzi, giovani, genitori, anziani…e tutti i confratelli sparsi per lìItalia, perchè ciò che ciascuno di noi è lo deve al suo “passato”…che ora è il “nostro” presente.
GRAZIE alla comunità di S. Giuseppe per la “suggestiva” veglia di preghiera vissuta insieme la sera prima della mia partenza per l’Africa: nella preghiera comprendi che la distanza che ci separa dall’altro, dal fratello, è quella stessa che ci separa da noi stessi…per un “destino” comune!
GRAZIE A TUTTI per la vostra presenza nella mia vita, la vostra generosità, la vostra amicizia. Grazie a coloro che mi hanno “assicurato” alla loro preghiera: è il regalo più bello e più necesario per non sentirsi mai soli!
Da quanto ho ricevuto in questi anni da tutti voi comprendo che dalla nostra capacità di accogliere l’altro, dipende la qualità dei nostri rapporti umani anche con chi ci è vicino, prossimo, amico; fare spazio all’altro significa arricchire la propria identità, aprirle orizzonti nuovi…mettere ali alle nostre radici” (E. Bianchi)