Da Safa, prima di ripartire dall’Italia, desidero inviare un caloroso e riconoscente ringraziamento a tutte le persone che ci hanno aiutato e ci aiutano nel portare avanti la nostra missione che è nata come sostegno ad una chiesa povera, quale è quella della Repubblica Centrafricana.
Penso ai gruppi missionari delle nostre parrocchie…
Penso al contributo di tante persone che seguono con amore e interesse la nostra attività qui in Africa.
Penso a istituzioni o scuole…
Non faccio nomi perchè la lista sarebbe troppo lunga, e poi c’è sempre il rischio di dimenticare qualcuno. A tutti e a ognuno, con questo mio scritto, giunga il ricordo affettuoso non solo della nostra famiglia religiosa ma di questo popolo in cammino.
Ero stato a Bernabeng (questo è il nome del villaggio, centro della missione) nell’ottobre del 2005. Ritornandovi in compagnia di d. Mauro, che vi rimarrà, ho visto che tante cose, che allora erano in progetto, ora sono realizzate. Penso alla cappella di Bokopi, di Moscou, di Poto Poto, penso alla scuola e alla cappella di Saguila, al centro analisi Aids…penso a tanti progetti che al momento sono sulla carta o appena agli inizi: asilo, ospedale della maternità, campo di pallavolo-basket…
Certamente ora la presenza di due sacerdoti, d. Sandro e d. Mauro, permetterà un servizio pastorale più assiduo e costante alle comunità, per la catechesi, per i sacramenti e un cammino più celere alla realizzazione delle opere in programma.
Ascoltando d. Sandro mi sembra che l’opera più importante, oltre all’evangelizzazione, sia la scuola. E’ fondamentale per questo continuare la formazione degli insegnanti e l’alfabetizzazione. Di un centinaio di adulti che hanno frequentato la scuola di alfabetizzazione più della metà di esso ha superato l’esame: sanno leggere e scrivere. La cultura umana e religiosa è ciò che fa crescere la persona e mette in cammino un popolo. E’ ciò che certamente rimarrà al di là di tutte le opere che potremo realizzare, è quel qualcosa che, come ci dice Gesù, nessuno può mai strappare alla persona.
Mentre auguro a d. Sandro e a d. Mauro un buon lavoro insieme e un felice cammino di comunione, a voi in Italia dico: arrivederci a presto!
Don Giuseppe